di Alessio Parisi, coach di triathlon e collezionista di sudate estive
L’estate è quel momento dell’anno in cui ti svegli con il sole già alto, pensi “oggi mi alleno con calma”… e dopo cinque minuti stai già sciogliendoti come un ghiacciolo al sole. Se hai deciso di preparare un triathlon nei mesi caldi, te lo dico subito: serviranno pazienza, organizzazione e tanta ironia. E magari, alla fine, anche un gelato.
Svegliarsi presto non è un’opzione, è sopravvivenza
Ai miei atleti lo ripeto sempre: “La sveglia delle 5 del mattino non è una punizione divina, è l’unico modo per non cuocere a vapore mentre corri.” Le ore dell’alba sono preziose — l’aria è fresca, le strade sono tranquille e tu ti senti (quasi) un ninja del fitness. Se riesci ad allenarti quando il mondo dorme, stai già vincendo.
Allenarsi con il caldo serve (ma senza fare gli eroi)
Capita spesso che qualcuno mi chieda: “Coach, ma davvero dobbiamo allenarci a mezzogiorno?”. La risposta è: dipende. Ogni tanto, inserire uscite nelle ore calde serve ad allenare la testa oltre che le gambe. È un assaggio del disagio che proverai in gara, quando il sole picchia e ogni pedalata sembra una sfida con l’inferno. Ma va fatto con intelligenza: acqua, sali, e attenzione ai segnali del corpo. E mai da soli.

L’attrezzatura non è un dettaglio: è sopravvivenza
Chi mi conosce lo sa, sono fissato con i dettagli:
- In bici: posizione comoda, borracce a portata di mano, casco ventilato (no, non è solo un vezzo estetico).
- Nel nuoto: d’estate spesso si nuota senza muta. Per non ritrovarsi cotti come calamari, meglio optare per una swimskin o materiali tecnici leggeri.
- Nella corsa: abbigliamento tecnico, traspirante e leggero. Se sembri un fornello acceso, hai sbagliato maglietta.

Nutrizione: l’idratazione non è facoltativa
Qui non ci sono sconti: l’acqua da sola non basta. Ai miei atleti consiglio sempre di testare tutto in allenamento: sali, gel, snack. L’obiettivo è abituarsi a reintegrare senza scombussolare lo stomaco. Una banana ogni tanto? Promossa. Tre gel in 20 minuti? Bocciati, con crampi annessi.
E alla fine… il gelato
Dopo una lunga sessione, vi dico sempre: “Ora potete premiarvi”. Il gelato, sì, quello vero. Non è solo zucchero, è un momento di gratificazione. Non siamo professionisti — siamo appassionati che si allenano con testa, cuore e anche un po’ di sudore. E un gelato, alla fine, ci sta tutto.
Allenarsi in estate per un triathlon non è solo preparazione fisica: è resistenza mentale, capacità di adattamento e anche un po’ di sana autoironia. Lo dico sempre: non devi arrivare primo, ma arrivare bene. E magari, con un sorriso… e un cono in mano.
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