Ieri mattina, a pochi minuti dalla partenza del Trail “Sui Sentieri dei Santi” a Subiaco, l’amico Augusto Carletti mi ha chiesto:
«Ma non ti sembra che chi partecipa ai trail siano atleti più gentili?»
La domanda mi ha sorpreso e, al tempo stesso, mi ha colpito per la sua semplicità disarmante. In effetti, c’è qualcosa di diverso nel popolo del trail. Forse è quel rispetto tacito che nasce quando ti misuri non solo con il cronometro, ma con la montagna stessa. Qui non si corre per battere un avversario, ma per ritrovare un ritmo più profondo, quello che la natura impone e che il cuore, finalmente, riconosce come proprio.

Ogni sentiero è una lezione di umiltà: cambia con le stagioni, si trasforma con la pioggia, con il vento, con la luce. Ci costringe ad adattarci, a osservare, a respirare con attenzione. E proprio per questo, tra chi corre, si crea un’alleanza silenziosa — una fratellanza fatta di sguardi, di piccoli gesti di aiuto, di sorrisi scambiati nei momenti più duri. È un patto non scritto di rispetto reciproco, siglato dal fango sulle scarpe e dalla stessa fatica che ci accomuna.
La montagna non perdona, ma insegna. Ogni salita ti mette alla prova, ogni discesa ti regala un istante di libertà. E quando arrivi in cima, il panorama ti restituisce più di quanto tu abbia speso: un senso di pace, di appartenenza, di gratitudine.
Così è stato anche ieri, tra i Monti Simbruini, in quella che molti chiamano con orgoglio le “Alpi del Lazio”. La ASD Trail Monti Simbruini ha saputo ancora una volta costruire un’esperienza autentica, curata nei dettagli e rispettosa del paesaggio. Una gara senza compromessi, che non cerca scorciatoie, ma valorizza la bellezza aspra e vera della natura.

Il tracciato — 13 chilometri con 800 metri di dislivello positivo — si snodava dalle rive del fiume Aniene fino ai luoghi più simbolici di Subiaco: il Sacro Speco, la “soglia del Paradiso” cantata da Petrarca, e il Monastero di Santa Scolastica, dove nel 1465 venne stampato il primo libro d’Italia. Correre tra questi luoghi non è solo un gesto atletico, ma un viaggio nella storia e nella spiritualità. È come attraversare secoli di silenzio e devozione, con il respiro che si mescola all’eco dei passi.
Quando il traguardo arriva, non c’è bisogno di parole. C’è solo la stanchezza buona, quella che sa di vita. C’è la birra condivisa con l’amico che ti ha aspettato, il sorriso di chi sa di aver fatto qualcosa di semplice e straordinario allo stesso tempo.
Il trail running dovrebbe avere un posto fisso nei calendari di tutte le ASD, anche in città: perché ricorda a chi corre — e a chi guarda — quanto fragile sia l’equilibrio che sostiene questa terra, e quanto potente sia la bellezza che ci circonda quando la affrontiamo con rispetto.
Correre qui, tra Subiaco e i Monti Simbruini, non è solo sport.
È, in fondo, un modo diverso di pregare: con i piedi, con il fiato, con l’anima.

Info utili:
📍 Subiaco (RM), Parco Regionale dei Monti Simbruini
📏 13 km – 800 m D+
🗓️ 9 novembre 2025
🎯 Organizzazione: ASD Trail Monti Simbruini, Comune di Subiaco, Parco Regionale dei Monti Simbruini





