lunedì, Aprile 27, 2026
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Luoghi del cuore a Roma

A Tommaso Paradiso, intervistato in occasione del suo concerto romano, chiedono: “A Roma dove si sente protetto?”. La risposta del cantante: “Un luogo del cuore è Lungotevere, tra Ponte Cavour e l’Isola Tiberina, sotto Castel Sant’Angelo. Vado spesso a correre lì, mi dà una sensazione di tranquillità. Per me è tutto: l’acqua, i riflessi, Roma che si specchia. È un luogo che mi rimette a posto”.

Ma il Lungotevere di Tommaso è solo un frammento di un mosaico più vasto, un riflesso di quella Roma che non è solo una città, ma è anche uno stato d’animo. In ogni dove, da Trastevere a Testaccio, da Villa Borghese alla Flaminia, dalla Garbatella all’Ostiense, dall’Eur a Caracalla, c’è un filo invisibile che lega ogni zona dove si può correre mentre il ponentino asciuga i pensieri pesanti. Roma, in fondo, è questo: un grembo di mura pronto a raccogliere chiunque cerchi un riparo dal fragore del mondo.

Per mettersi a posto basta sapersi perdere. È nel perdersi che si viene ritrovati dalla bellezza, quella che non fa chiasso ma si deposita, lenta, come la polvere dorata sui fregi dei palazzi al tramonto. Roma non ti chiede nulla, ti aspetta. Aspetta che il tuo passo rallenti, che il respiro si faccia profondo davanti alla maestà della Storia che ha visto tutto e, proprio per questo, non giudica niente.

In ogni angolo di questa metropoli millenaria, esiste un “luogo del cuore” pronto a farsi guscio. Sono stazioni di sosta per l’anima, dove il tempo smette di essere un tiranno e diventa un compagno di viaggio. Perché a Roma, se sai ascoltare, il vento non soffia solo tra i monumenti: soffia dentro di te, portando via il superfluo e lasciandoti lì, intero e protetto, a specchiarti in quella grande bellezza che non finisce mai.

Si corre, allora. Non per collezionare chilometri, ma per sentire il peso della Storia che si fa leggero: Roma non regala risposte, ma offre il suo silenzio monumentale anche a chi ha il fiato corto. E alla fine, tra un respiro affannato e un riflesso nel Tevere, ci si ritrova lì: fermi, sudati, ma finalmente interi. Pronti a ripartire, con la certezza che questa città, da qualche parte tra i suoi vicoli e le sue ombre, ha già previsto il nostro prossimo passo.

Ai vostri “Luoghi del cuore”. A Roma, nel giorno del suo compleanno

Mr Farronato
Mr. Farronato Podista e scrittore. La corsa mi serve per superare i limiti dell’ordinario mentre, scrivendo, supero quelli dello straordinario. Potete trovarmi – sotto falso nome – nelle gare della nostra bella capitale e, soprattutto, alle maratone. La corsa è la soglia del crepuscolo che si affaccia su un mondo diverso.