Rome 15K, dalle Joëlette alla Fondazione Carol: quando correre insieme diventa un diritto

Ormai le incontriamo sempre più spesso nelle gare podistiche. Nelle 5 chilometri come nelle maratone, tra centinaia di runner che inseguono il proprio tempo e altri che corrono semplicemente per il piacere di esserci.

Sono le Joëlette, particolari carrozzine accompagnate da gruppi di atleti che permettono alle persone con disabilità motoria di partecipare alle manifestazioni sportive.

Quando passano, il pubblico applaude. Ma dietro quelle carrozzine c’è molto più di un momento emozionante lungo il percorso. Ci sono allenamenti, organizzazione, amicizie, famiglie e soprattutto un’idea di sport che prova ad abbattere barriere ancora troppo presenti.

Domenica 8 novembre le ritroveremo anche alla Rome 15K, sia nella 5 che nella 15 chilometri.

A portarle sulle strade della Capitale sarà il progetto sportivo nato dall’esperienza di SOD Italia APS, oggi confluita nella Fondazione Carol ETS, una realtà che ha trasformato il sostegno alle persone con malattie rare in un impegno più ampio per l’autonomia, l’accessibilità e il diritto alla partecipazione.

Una storia cominciata sui sentieri di montagna

La Joëlette nasce nel 1987 in Francia, dall’intuizione di Joël Claudel, che voleva permettere a suo nipote, affetto da una malattia neuromuscolare, di vivere un’esperienza sui sentieri di montagna.

Le normali carrozzine non erano adatte a quei percorsi e così progettò un mezzo con una ruota centrale, una seduta e due bracci attraverso i quali gli accompagnatori potevano guidarlo e mantenerlo in equilibrio.

Quella che sembrava una soluzione a un problema familiare sarebbe diventata, negli anni, uno strumento capace di aprire le porte dello sport a migliaia di persone.

Dalla montagna alle strade delle città, dalle escursioni alle gare podistiche, fino alle grandi maratone.

La Joëlette ha trovato spazio in un mondo che, per molto tempo, aveva considerato la corsa un’attività riservata esclusivamente a chi poteva praticarla sulle proprie gambe.

E invece si può partecipare anche in un altro modo.

I Capitani, gli Alfieri e una squadra che va oltre la gara

Nel mondo delle Joëlette esistono due figure fondamentali.

Il Capitano è la persona con disabilità che partecipa alla manifestazione a bordo del mezzo. Gli Alfieri sono i runner che lo accompagnano, gestendo la carrozzina e alternandosi durante il percorso.

Non si tratta semplicemente di spingere.

Occorrono allenamento, coordinamento, attenzione e soprattutto fiducia reciproca.

Perché una Joëlette non si conduce da soli. Bisogna imparare a muoversi insieme, affrontare curve, salite e discese, mantenere il ritmo e garantire sicurezza alla persona trasportata.

Ma c’è un altro aspetto, forse ancora più importante.

Intorno a queste squadre nascono rapporti che non finiscono quando viene tolto il pettorale.

Si costruiscono amicizie, relazioni tra famiglie, esperienze condivise che continuano durante l’anno.

È proprio questo uno dei principi su cui si fonda l’attività della Fondazione Carol: la corsa non è soltanto una gara, ma un’occasione per costruire comunità e relazioni capaci di durare nel tempo.

Da SOD Italia alla Fondazione Carol

La storia dell’organizzazione comincia nel 2007, quando nasce SOD Italia, un’associazione impegnata a dare risposte alle famiglie e alle persone che convivono con la Displasia Setto-Ottica, una condizione rara che può coinvolgere la vista e il sistema endocrino.

Nel corso degli anni, l’associazione ha ampliato progressivamente le proprie attività, costruendo una rete di famiglie, professionisti sanitari, ricercatori e volontari.

Oggi quell’esperienza confluisce nella Fondazione Carol ETS, che raccoglie il patrimonio di competenze di SOD Italia e ne amplia la missione.

Non più soltanto il sostegno alle persone con una specifica malattia rara, ma un progetto che mette insieme salute, ricerca, sport, accessibilità, cultura e autonomia.

Il principio è semplice, anche se realizzarlo richiede un lavoro enorme: non devono essere sempre le persone con disabilità ad adattarsi a un mondo costruito senza considerare le loro esigenze.

Sono gli ambienti, i servizi e le opportunità a dover diventare accessibili.

La Fondazione lavora proprio in questa direzione, attraverso progetti che riguardano la vita indipendente, il turismo accessibile, la partecipazione culturale e naturalmente lo sport.

Tra le iniziative figurano Ti Porto al PArCo e Tivoli Accessibile – Experience the Beauty, dedicate a rendere più accessibile il patrimonio culturale e paesaggistico.

Perché il diritto di partecipare non riguarda soltanto una gara podistica. Riguarda la possibilità di vivere pienamente la propria città, viaggiare, conoscere luoghi nuovi e costruire relazioni.

Dalla Rome 15K ai Campionati del Mondo di Joëlette

C’è un altro capitolo di questa storia che racconta quanto sia cresciuto il movimento.

Dal 2019 SOD Italia partecipa ai Campionati del Mondo di Joëlette, organizzati a Châtelaillon-Plage, in Francia.

Una manifestazione internazionale che riunisce squadre provenienti da diversi Paesi, impegnate su un percorso di circa 13 chilometri, con terreni misti e difficoltà che richiedono preparazione e coordinamento.

Ogni squadra è composta da un Capitano e quattro runner volontari.

Negli anni, SOD Italia ha reso possibile la partecipazione di 20 team italiani, contribuendo a far conoscere questa disciplina e a costruire un movimento che oggi guarda anche oltre i confini nazionali.

Ma partecipare a una manifestazione del genere richiede risorse.

Ci sono i viaggi, i pernottamenti, le iscrizioni, il trasporto delle attrezzature e tutto ciò che serve per garantire alle squadre condizioni adeguate.

Per questo la Fondazione Carol sta lavorando alla costruzione di un progetto sostenibile nel tempo, coinvolgendo aziende e sostenitori attraverso contributi economici, supporto tecnico, materiali sportivi e iniziative di volontariato d’impresa.

L’obiettivo è rendere la partecipazione ai Mondiali un appuntamento stabile e accessibile a un numero sempre maggiore di squadre.

L’8 novembre, tutti sulla stessa strada

La Rome 15K sarà un’altra occasione per portare questa esperienza in mezzo ai runner.

Le Joëlette parteciperanno sia alla 5 chilometri sia alla 15 chilometri, grazie al progetto Charity che coinvolge la realtà oggi confluita nella Fondazione Carol.

La 15 chilometri partirà alle 9 dalle Terme di Caracalla, mentre la 5 chilometri prenderà il via alle 9.15.

Sulle strade della Capitale ci saranno atleti competitivi, runner amatoriali, persone che correranno per migliorare il proprio tempo e altre che parteciperanno semplicemente per vivere una domenica di sport.

E ci saranno i Capitani con i loro Alfieri.

È un’immagine che racconta bene come stia cambiando il mondo della corsa.

Negli ultimi anni abbiamo scritto molto dei running club, delle nuove comunità di giovani che si incontrano per correre e di uno sport che sta tornando a essere soprattutto un’occasione per stare insieme.

Ma una comunità sportiva diventa davvero inclusiva quando riesce a creare le condizioni perché anche chi incontra maggiori difficoltà possa farne parte.

Non basta aprire le iscrizioni a tutti.

Bisogna lavorare perché tutti abbiano realmente la possibilità di partecipare.

La presenza delle Joëlette alla Rome 15K è un esempio concreto di questo percorso.

Il traguardo è importante, ma conta quello che succede dopo

C’è una frase nel progetto della Fondazione Carol che riassume bene il senso di questa esperienza:

“Se riusciremo a rendere più leggero il cammino anche solo ad una famiglia, ad una persona, se regaleremo anche solo un sorriso, allora avremo raggiunto la nostra missione.”

È una frase che porta il discorso molto lontano dai tempi di gara, dalle classifiche e dalle medaglie.

Eppure non c’è nulla di più vicino allo spirito autentico dello sport.

Perché chi partecipa a una gara con una Joëlette non chiede di essere celebrato per il semplice fatto di esserci.

Chiede di poter vivere un’esperienza che per molti altri è normale.

Partire insieme, attraversare una città, sentire il pubblico lungo il percorso, affrontare la fatica e arrivare al traguardo.

La storia della Joëlette, cominciata quasi quarant’anni fa sui sentieri di montagna, continua oggi sulle strade delle nostre città.

E quella di SOD Italia, diventata Fondazione Carol, dimostra che da un’esigenza individuale può nascere un progetto capace di migliorare la vita di molte persone.

L’8 novembre, alla Rome 15K, non tutti correranno con le proprie gambe. Ma tutti avranno lo stesso diritto di esserci.

Ed è forse questo il traguardo più importante.

Le Joelette della SDO ITALIA alla corsa di Miguel