Paco, la voce della tua vittoria!

Alla fine di una gara, quando sei all’ultimo chilometro e le energie sembrano al limite, succeede che ti lasci guidare fino al traguardo dalla voce dello speaker. Il running è cambiato tante volte negli ultimi anni: tecnologie e materiali in uso, manifestazioni e partecipanti, ma chi dal vivo commenta la gara, resterà centrale in qualsiasi evento.

Una manifestazione senza la voce all’arrivo sarebbe come un film senza colonna sonora.

Proviamo a capire come è cambiata la loro presenza con la storia di Pasquale Prencipe in arte Paco, una delle voci più belle del running romano.

Come hai scoperto la corsa?

Fin da bambino ho visto mio padre correre senza saltare mai un giorno, sentivo parlare di maratone e simili ma poco mi interessava. Nel 2004, all’età di 23 anni, accadde però qualcosa di inaspettato: ero in Egitto, dove lavoravo come animatore turistico e le giornate in inverno da quelle parti sono ancore più corte che da noi. Alle 16:00 era buio e in quelle 4 ore che ci separavano dalla cena ho pensato bene di iniziare a correre intorno al villaggio, per passare il tempo. Da quel momento in poi in ogni villaggio turistico in cui ho lavorato, la giornata per gli ospiti iniziava con l’attività delle ore 8:00: CORRI CON PACO. Portavo la gente a correre in ogni luogo: nel deserto, sulle spiagge, nei boschi…insomma, ovunque andavo, correvo e facevo correre. Il sabato organizzavo la maratonina del villaggio e il vincitore a sua volta sfidava me.

Nel 2007 è terminata la mia carriera nei villaggi turistici e rientrato a Roma ho conosciuto “Quelli delle 13”. Il bello della corsa è che non richiede formalità: dopo pochi minuti e per i 10 anni a seguire sono stato uno di loro. Neve, sole, acqua, niente impediva (e accade tutt’ora) a quel gruppo di canotte variopinte di passare la loro pausa pranzo a girare intorno ad un anello verde di fronte alle Terme di Caracalla (il biscotto).

 Quando è stata la tua prima volta da speaker?

Da subito la corsa mi ha affascinato sotto ogni aspetto. Mi interessava tutto quello che c’ era intorno: gli eventi, i top runners, le statistiche, i marchi specializzati. Nel 2011 ho creato la mia squadra, Vitamina Running Team, che portava il nome della mia prima agenzia di eventi e l’ anno successivo c’è stata la prima edizione del Trofeo Vitamina. Quella è stata la mia prima volta da speaker, mi proposi ai miei compagni di squadra con la scusa di ottimizzare i costi, in realtà non vedevo l’ora di mettermi alla prova.

Come sono cambiate le manifestazioni podistiche dalla tua prima volta?

La gente non partecipa più ad una gara ma ad un evento e gli organizzatori sentono il bisogno di rendere unica la loro manifestazione, inserendo eventi collaterali alla corsa e rendendola sempre più alla portata di tutti. Nella capitale vediamo gare non  competitive, flash mob notturni e allenamenti di gruppo con migliaia di persone. Tutto diventa terreno fertile per tessere nuove amicizie, correre con leggerezza e, non in ultimo, creare contenuti social.

In questa nuova dimensione del movimento running come si pone il tuo modo di fare lo speaker?

Alla grande …Sono un maniaco del ritmo, il mio primo lavoro è il deejay, amo infondere energia, far sentire la musica ad alto volume, vedere migliaia di mani al cielo e cerco di dare questa impronta anche alle manifestazioni sportive. Nei grandi eventi sono quasi sempre affiancato da un secondo speaker che approfondisce i contenuti tecnici, io preferisco animare.

Ci sono delle parole o delle musiche che ti accompagnano in tutte le gare?

Cerco sempre di variare la scelta musicale, ultimamente prima dello Start carico la folla con We will Rock you dei Queen e dopo il battito di mani la frase solita è :”Al mio tre voglio sentire il ruggito della folla!!”…Urlo liberatorio, countdown e si parte.

Cosa ti differenzia dagli altri speaker?

Ho il piacere di collaborare con speaker molto preparati dai quali cerco di assorbire il più possibile ma quello che gli organizzatori si aspettano da me è qualcosa di diverso: un intrattenimento del pubblico che vada oltre la gara. Cerco sempre una presentazione brillante, gradevole da ascoltare anche per coloro che di corsa ne sanno ben poco. Creo il più posssibile un’ interazione con gli spettatori e nelle interviste agli atleti mi diverto sempre a fare la domanda che non si aspettano.

Una gara su tutte le altre?

La Corsa di Miguel di quest’ anno ha avuto un sapore speciale. Qualche minuto prima della partenza ho letto qualche riga per il mio ex allenatore Armando Martini (venuto a mancare lo scorso anno) al quale era dedicata l’ Onda dei top runner. Lui amava quella gara e tanti dei suoi ragazzi erano nella prima onda con gli occhi lucidi. L’ applauso dei 6000 atleti dopo quelle parole è stata una carezza verso il cielo.

In quale Evento ti piacerebbe portare la tua voce?

In questi ultimi due anni ho avuto l’ onore di presenziare sia alla Roma Ostia che alla Maratona internazionale di Roma, gli eventi clou della mia città. Guardo con profonda ammirazione la crescita della Milano marathon e sarebbe un grande traguardo accendere il mio microfono anche di fronte agli 8000 atleti di Corso Venezia.

Grazie Paco e a risentirci alla prossima fatica

Marco Raffaelli