VIENNA – Nella cornice imperiale del Castello di Schönbrunn è stato ufficializzato mercoledì 25 febbraio il lancio delle European Marathon Classics (EMC), un nuovo circuito che riunisce otto tra le maratone più iconiche del continente in un’unica grande sfida sportiva e culturale.
Un progetto che riaccende l’idea – mai concretizzata – di una possibile Italian Marathon Major Series: se allora il sogno era creare un circuito nazionale capace di fare sistema, oggi l’Europa compie quel passo su scala continentale. E l’Italia risponde presente, con la sua gara simbolo.
Roma nel cuore del nuovo circuito europeo
Tra le protagoniste figura Acea Run Rome The Marathon, che conferma la propria dimensione internazionale entrando in un parterre d’eccellenza accanto a:
- Vienna City Marathon
- TCS London Marathon
- Zurich Rock’n’Roll Running Series Madrid
- Copenhagen Marathon
- Warsaw Marathon
- EDP Lisbon Marathon
- Mainova Frankfurt Marathon
Otto città, otto identità, una sola distanza: 42,195 chilometri.
Dalla Roma mediterranea a Madrid e Lisbona, passando per Londra e Vienna, fino a Varsavia, Francoforte e Copenaghen, il progetto disegna una vera e propria mappa sportiva dell’Europa.
Per Roma i numeri parlano chiaro: 36.000 maratoneti attesi il 22 marzo 2026, con oltre 130 nazioni rappresentate, a conferma di una crescita costante e di una vocazione sempre più globale.
Una distanza. Otto città. Un’identità europea condivisa
European Marathon Classics nasce con un obiettivo ambizioso: unire le persone attraverso lo sport, promuovere salute, sostenibilità e partecipazione responsabile agli eventi.
«European Marathon Classics incarna la nostra ambizione di esplorare insieme l’Europa, superando i confini, sia geografici che filosofici», ha dichiarato Hugh Brasher, Event Director della London Marathon, tra i promotori del progetto.
Il messaggio è chiaro: le maratone non sono solo competizioni, ma strumenti di coesione, turismo sportivo e dialogo culturale.
Il traguardo: diventare “European Marathon Classics Finisher”
Per ottenere il titolo di European Marathon Classics Finisher, sarà necessario completare almeno cinque maratone in cinque città diverse del circuito. Non è previsto alcun limite di tempo: un percorso personale, costruito negli anni.
All’inaugurazione viennese è stata svelata anche la medaglia ufficiale:
- un grande disco concentrico;
- badge magnetici collezionabili dedicati a ciascuna gara;
- composizione personalizzabile man mano che si aggiungono nuove maratone completate.
Un oggetto simbolico che racconta il viaggio sportivo individuale dentro una cornice europea comune.
Il valore della storia: conteranno anche i risultati del passato
Uno degli aspetti più innovativi del progetto è il riconoscimento delle performance storiche. Non solo le edizioni future, ma anche quelle passate – in alcuni casi risalenti agli anni ’70 e ’80 – saranno validate grazie a un lavoro di archivio e digitalizzazione, realizzato in collaborazione con la piattaforma letsdothis.com.
Un’operazione complessa ma dal forte valore simbolico: riconoscere chi ha scritto la storia della maratona europea, anche decenni fa.
Dall’idea italiana al modello europeo
L’annuncio delle EMC riporta inevitabilmente alla memoria il progetto di una Italian Marathon Major Series, che avrebbe potuto aggregare le grandi 42 km del Paese in un circuito nazionale strutturato.
Quel percorso non prese forma, ma oggi l’ingresso di Roma in un circuito europeo dimostra che la direzione è chiara: fare rete è la chiave per crescere.
Se le World Marathon Majors hanno rappresentato il modello globale, le European Marathon Classics sembrano voler costruire una identità continentale, più accessibile ma altrettanto ambiziosa.
Sport, turismo, cultura: il nuovo asse europeo
European Marathon Classics unisce tre dimensioni strategiche:
- Sport – promozione della pratica e della salute;
- Turismo – valorizzazione delle capitali europee;
- Cultura – dialogo tra comunità diverse sotto un’unica bandiera ideale.
Le iscrizioni alla serie sono gratuite tramite il portale ufficiale; restano invece valide le quote di partecipazione previste da ciascun evento.
L’Europa prova a correre insieme. Roma è al via.
E forse, guardando a questo modello, anche l’Italia potrà tornare a riflettere su come costruire – finalmente – il proprio circuito Major.





