La fotografia di Valerio davanti alla tribuna del Diego Armando Maradona, immerso nel silenzio di uno stadio vuoto, ha sigillato una mattinata di sport dal valore simbolico straordinario.
1200 studenti provenienti da tutta la Campania hanno condiviso un’esperienza che ha messo al centro un principio essenziale: lo sport, quando vissuto come spazio comune, diventa generatore di valore civile, inclusione e consapevolezza sociale.

La “Maratona al Maradona” si è aperta con i primi 195 metri percorsi collettivamente da studenti, studentesse e atleti paralimpici. Una scelta non casuale: quei metri iniziali hanno tracciato il perimetro ideale dell’iniziativa, un territorio dove la corsa diventa linguaggio comune e la pista si trasforma in un laboratorio concreto di uguaglianza e solidarietà.
Nel ricordo di Miguel Sánchez e nell’abbraccio ideale con la memoria di Diego Maradona, la staffetta si è imposta come momento di partecipazione corale. Il passaggio del testimone – ritmo e simbolo dell’intera manifestazione – ha scandito una lunga corsa contro l’indifferenza, costruendo un ponte tra sport, memoria e impegno civile.
Dopo anni di edizioni del Mille di Miguel nelle scuole italiane, quella di oggi ha offerto uno spettacolo nello spettacolo: l’energia di ragazzi che cantavano, ballavano, chiedevano il microfono, ma allo stesso tempo sapevano ascoltare, collaborare, offrire suggerimenti preziosi per migliorare il lavoro degli organizzatori.
La Maratona al Maradona ha dimostrato come una competizione possa trasformarsi in atto di memoria attiva, esercizio di libertà e strumento concreto di crescita civica.






