Lori Tierney in viaggio verso Roma: pedalando

«Pedalare nella pandemia significa vedere le città senza turisti, e i caffè, che sono la vera cifra dell’Europa e della sua cultura, deserti. Significa arrivare in una piazza San Pietro, la meta che mi ero prefissata, senza nessuno»

In viaggio verso Roma :

Lori è una signora inglese di 68 anni. Nel corso degli anni ha maturato una passione per i viaggi, quasi sempre per lavoro e per l’insegnamento. Ama l’avventura e causa cancellazione di un volo verso la sua Africa,  ha deciso di mettersi in sella alla sua bicicletta e pedalare : un pellegrinaggio da Amsterdam a Roma, non solo per scoprire come il Covid-19 ha cambiato le nostre vite, ma anche a scopo benefico.

Ma conosciamola meglio:

Lori Tierney ha lavorato per un po’ di tempo presso l’Istituto di medicina comparata di Londra. In seguito alla Radboud University di Nijmegen. Ha lavorato presso il noto istituto di lingue Regina Coeli di Vught, Paesi Bassi, per quasi 42 anni.  Prima come insegnante, poi come Head of English per 12 anni e come Director of Client Relations per 10 anni.  Dopo 22 anni in una posizione di leadership, Lori ha deciso nel 2013 di tornare ad insegnare, una posizione in cui poteva condividere le sue conoscenze ed esperienze per aiutare gli altri a sviluppare i loro talenti.
Ha maturato un’enorme esperienza nelle lingue, nel mondo degli affari, delle business school e del networking. 

Ha viaggiato molto in tutta Europa.
Dopo aver lasciato Regina Coeli nel settembre 2019, Lori Tierney ha fondato la sua compagnia – The Nomadic Educator – Anywhere, Anytime – che insegna inglese ai professionisti tramite Skype.

Da un anno in pensione ha più  tempo per concentrarsi sulla sua fondazione che sostiene i bambini nell’ottenere un’istruzione, bambini che vivono nelle zone rurali del Kenya:

«Ci sono tanti bambini e ragazzini che sono soli perché i genitori sono malati o morti di Aids. Senza sostegno economico uscirebbero immediatamente dal sistema scolastico. La fondazione paga le loro rette e così, oltre a un’istruzione, hanno anche un pasto assicurato al giorno, quello fornito dalla scuola. A volte è solo un piatto di fagioli, ma è già tanto».

La raccolta di fondi avviene attraverso la corsa in eventi e il ciclismo di lunga distanza, due delle passioni di Lori.

Finora i ragazzi che è riuscita ad aiutare sono 15: «È emozionante vedere che semplicemente imparando a leggere e scrivere costruiscono pezzetto dopo pezzetto il loro futuro».

Quanto è stato lungo questa volta il suo viaggio? (E si perché Lori viaggia spesso in bici e la maggior parte delle volte lo fa a scopo benefico)

2.520 chilometri percorsi in 34 giorni. Ha attraversato sei nazioni, pedalato in mezzo ai campi, ai boschi, lungo i fiumi, ha attraversato le Alpi, si è arrampicata sugli Appennini e si è fermata ogni giorno a parlare con chiunque incontrasse, curiosa di capire come sono cambiate le nostre vite durante questo periodo di chiusura e regole.

 

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Ti colpisce sentir parlare dell’Italia come la terra delle regole rispettate e delle file ordinate di come poi però portiamo le mascherine : sotto il naso, sul collo, appese a un orecchio, sul gomito, insomma non sempre nel modo corretto.

In Olanda sono pochissime le persone che indossano le mascherine le regole qui sono davvero blande. Il distanziamento è minimo in casa non possono esserci più di 6 persone..

In Germania, invece, quando entri nei bar e nei ristoranti ti chiedono nome e numero di telefono per tracciarti, ma la mascherina non è indispensabile. Per incontrarne una, bisogna passare le Alpi.

L’idea di arrivare a Roma non è stata proprio casuale : da piccola Lori era affascinata dai pellegrinaggi dalla lentezza di questi lunghi cammini che ti permettono di osservare attentamente tutto quello che ti circonda e di riflettere.

Ad accompagnarla e seguirla a pochi metri di distanza suo marito con un piccolo camper che è stato il loro rifugio per un mese.

Nella memoria i paesini costruiti sulla montagna, l’odore del caffè al mattino che usciva da certi bar. Le fattorie ormai abbandonate nella valle del Po e gli scheletri arrugginiti di trattori e auto. La solitudine e il silenzio laddove la natura ha ripreso il suo diritto alla “vita” riprendendo così il suo corso, ormai quasi perduto per colpa dell’uomo.

La devastazione ambientale dell’area della Ruhr in Germania. Là dove la chiusura delle miniere di carbone ha segnato negli anni ’90 l’inizio del declino industriale e la diffusione di ampie fasce di povertà e di disoccupazione, dove capisci che il mondo è rimasto indietro e la crisi economica è davvero pesante.

Pedalando, passandoci attraverso, entrando senza mettere i piedi a terra poggiandoli solo per osservare e ascoltare .

Questa impresa ha il sapore di un piatto caldo e di futuro per qualche bambino.

Dominga Scalisi