L’alternativa mobile

La pandemia non ci ha lasciato nulla di buono e al contrario ha seminato moltissimo dolore. Un dolore che ci ha unito da nord a sud d’Italia, uno shock nelle coscienze di tutti, comprese quelle degli amministratori pubblici chiamati ora a intervenire rapidamente su questioni delicate e imprescindibili legate alla ripresa.

C’è necessità di rimettere in moto un intero paese, ma sanno che devono farlo molto velocemente nelle decisioni e con gradualità nelle attuazioni, ricorrendo a interventi semplici.

C’è bisogno di semplicità.

Abbiamo tutti più o meno acquisito la consapevolezza che sono i singoli comportamenti che contribuiscono al benessere generale. Lo abbiamo imparato in due mesi di “domiciliari” per amor del prossimo.

Abbiamo riconsiderato, nella quattro mura di casa, che è nelle cose semplici e nella semplificazione la soluzione ai nostri problemi.

La semplicità ha un valore e ricompensa più di quanto sia facile ricorrervi.

 

Campagna Spagnola Mundo Bici “Mi Bici es un auto menos”

 

“Mi Bici es un auto menos”

E’ nelle città metropolitane, dove la popolazione è diffusa su territori estesissimi, che ora si gioca la partita più difficile.

Ne sono consapevoli gli amministratori locali che attraverso il Coordinamento Assessori Mobilità dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) hanno inviato al Governo e alla task force da questi istituita, un documento di azioni urgenti con la richiesta di contributi e semplificazioni di procedure sul tema della mobilità urbana.

Non solo  Milano, Torino, Firenze ma anche l’amministrazione di Roma ha dato il via a un piano d’intervento finalizzato alla realizzazione di 150 km di nuove ciclabili transitorie entro la fine del 2020.

Transitorie e non temporanee.

Realizzate con interventi rapidi e consistenti in infrastrutture leggere, nella forma di bike lanes, le ciclabili transitorie verranno con il tempo migliorate e rese definitive. I percorsi scelti anticipano quello che era stato già deliberato con l’approvazione dei  P.U.M.S. il Piano Unico della Mobilità Sostenibile, concordati con i cittadini attraverso processi partecipativi pubblici e scelti dagli stessi.

Un post sulla pagina Facebook della Ministra dei trasporti e delle infrastrutture De Micheli, ha anticipato che saranno erogati incentivi all’acquisto di biciclette muscolari, a pedalata assistita e per micromobilità elettrica (monopattini, hoverboards, monowheels).

Una vera novità dopo che, per decenni, si è stati testimoni di costanti politiche di incentivo all’acquisto del settore automotive a supporto di una domanda che non c’era con infruttuosi tentativi di rianimazione, comprese decennali cassa integrazioni, superammortamenti al 140% e sgravi sui benefits aziendali ai dipendenti.

Lavoratori fidelizzati a suon di carrozzerie lucenti e resi improduttivi dall’arrivare già stressati e stanchi in ufficio, magari con un paio di conference call nei pochi chilometri e nelle troppe ore trascorse in automobile.

Un fiume di soldi verso un settore asfittico di industria 1.0 che non ha mai aiutato il piccolo artigiano, il meccanico, il carrozziere con il benservito che, “i gruppi di casa”, hanno trasferito le sedi, anche fiscali, altrove e dove più vantaggioso.

Incentivi, in che forma?

A meno di novità ancora più favorevoli, gli incentivi saranno compresi tra i 200 e 500 euro e potranno coprire il 70% della spesa necessaria a condizione di risiedere in comuni con più di 50.000 abitanti. Questo limite escluderebbe moltissimi pendolari che, ricorrendo alla intermodalità tra più mezzi di trasporto, come ad esempio treno + monopattino/bici pieghevole, potrebbero concorrere all’alleggerimento dell’affluenza nel TPL in ambito cittadino.

In “soldoni” per l’acquisto di una bicicletta del valore di euro 500,00 potremmo usufruire di un bonus di euro 350,00. Si parla di incentivi direttamente riscattabili al momento dell’acquisto. Per le modalità di fruizione del bonus e per le tempistiche di erogazione si attendono i decreti attuativi e le norme saranno integrate nel Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri previsto per il mese di maggio.

C’è bisogno di semplicità e questo potrebbe essere un concreto processo di semplificazione del panorama urbano.

Marcello Perotta