La strada tra te e il traguardo

La vita è quello che ti succede mentre sei impegnato a fare altri programmi diceva John Lennon. Se il tuo fine è raggiungere un traguardo, non dimenticarti di assaporare ogni singola giornata vissuta per arrivare alla fine del viaggio.

Una maratona è solo un segno rosso sul calendario, l’aspettativa di un tempo finale. Nel mezzo ci sono settimane di impegni e condivisione. La mail del lunedì all’amico su come affrontare i giorni di carico o dove fare il lungo domenica. Gli sfoghi per gli allenamenti saltati per i mille incastri a cui purtroppo non puoi sottrarti.

I sogni e le speranze che si avvereranno o meno quel giorno. Nel frattempo ci sei tu, concentrato e oscillante in ogni attimo in cui riesci a dare il meglio o il peggio di te in mezzo agli altri.

Malgrado tutto senti già che questo un giorno ti mancherà. Cosa ci sarà dopo? Ogni volta un down, comunque, qualunque sarà il risultato finale.

Se andrà bene, se sarai “immenso”, “grande”, “cosmico” qualsiasi cosa scriveranno sulla tua bacheca, tu avrai prima un crollo, come dopo ogni giornata speciale, ma subito arriverà di nuovo la fame per capire cosa puoi fare ancora.

Se andrà male, se sarai “immenso”, “grande”, “cosmico”…per averci provato, qualsiasi cosa diranno di te, tu avrai bisogno di ripartire, la pausa sarà breve, l’analisi fredda e distaccata, la reazione una sola: tra un mese ci riprovo.

A quattro settimane dalla gara non pensi al traguardo, il quale sembra ormai un fronzolo, un fine che rende unici i mezzi che stai azionando, la scusa per metterti in gioco, il pallino rosso a cui, in cuor tuo, non vorresti mai arrivare.

In questi giorni, il pensiero che anticipa ogni seduta di allenamento, è sul dopo, e così per non sentire la noia di un lavoro senza un immediato rimborso ti vai a mettere in una zona di confort fatta di ciò che farai in una bella domenica mattina di dicembre, di pensieri semplici e di un cestino dove butterai i file dei lavori in pista.

La strada fatta per arrivare fin qui è stata bellissima, accesa ed esaltante, non resta che correrla ancora un po’, aspettando il pallino rosso in calendario, raccontarla e scriverla, anche all’amico che aspetta la mail del lunedì.

(l’amico è quello che corre dietro di me nella foto scattata da Ginfranco Bartolini al 3000 di Emilio  🙂 )

Marco Raffaelli
Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso