La forza di Luca, l’amore di Giulia e il riciclo delle protesi

Luca e Giulia

Luca, che seguivo su Fb da un po’, mi scrive a metà pomeriggio di un sabato stancante e mi dice che si sono liberati fino alle 20:00.

A quel punto la tentazione di buttarmi sul divano e rispondergli “Non ce la faccio, mi dispiace” c’è stata.

Poi però mi sono detta: “Dai fai uno sforzo, fatti un regalo, vai a conoscere quei ragazzi!”. Ero certa fosse la giusta decisione.

E così è stato.

protesi
Luca Claudia e Giulia

Mi viene incontro Luca con quegli occhi che sorridono, voce e fisico imponente, accento veronese. Ero un po’ incuriosita e un po’ intimorita di conoscere un ragazzo amputato, con protesi. Era la prima volta.

E niente…Luca la protesi non ce l’ha. È talmente disinvolto, a suo agio, talmente naturale, che tu la protesi non la vedi. Tu vedi solo Luca, un bellissimo ragazzo pieno di energia.

Ne ha così tanta che se si dividesse in tre persone, sarebbero tre persone piene di vita. E poi arriva Giulia, la moglie, dolce e bella.

Giulia e Luca, in una lunga chiacchierata, mi hanno fatto entrare di impatto nel mondo delle protesi, degli amputati.

E così ho scoperto che in Italia per un amputato ci sono mille difficoltà da superare (oltre quelle immaginabili), dalla patente, ai tipi di protesi, ai costi da affrontare, alla sindrome dell’arto fantasma (sì, ti fa male l’arto amputato).

Ho scoperto che c’è un vuoto normativo su molti punti, e un divario impressionante tra la tutela Inps e quella Inail.

Ho scoperto che una protesi di ottima qualità per un amputato sopra il ginocchio può arrivare a costare oltre 100 mila euro.

Luca e Giulia hanno un progetto ambizioso e bellissimo.

Karma on the road

Raccogliere protesi usate in tutta Italia ed inviarle in Africa, dove gli amputati sono numerosi (si pensi alle mine antiuomo, o anche solo alle infezioni non curate) e dove c’è una totale assenza di sostegno pubblico.

In Africa un amputato su 10 ha la protesi.

Gli altri, nulla. Vivono la loro vita così, abbandonati alla loro disabilità.

Ed ho scoperto anche che per un amputato agli arti inferiori avere o non avere una protesi è un cambiamento totale di vita, perché con la protesi puoi fare quasi tutto, senza, poco e niente.

Ed ho scoperto che in Italia non esiste un mercato né una cultura del riciclo delle protesi, e così, quando non servono più, non potendo né dovendo essere restituite alla Asl, le protesi vecchie vengono buttate, quando invece, con un minimo di intervento e di riadattamento, potrebbero essere donate a chi non le ha.

E così Luca e Giulia hanno aperto una associazione no profit con lo scopo di raccogliere ed inviare più protesi usate possibili in Africa, e non solo.

L’idea è anche quella, in generale, di assistere gli amputati in tutte le loro difficoltà, comprese quelle di carattere amministrativo.

Luca si è dovuto battere per ottenere la patente di guida sia per la macchina che per la moto, la norma c’era, ma pareva quasi che nessuno la conoscesse.

Ma Luca sa che non tutti gli amputati hanno la sua stessa forza d’animo, la sua stessa capacità di reazione, e che potrebbero cadere in un vortice di depressione e di abbattimento per la propria condizione, tale da lasciarli inermi di fronte agli ostacoli posti da un paese privo di una disciplina normativa esaustiva, e di persone competenti che sappiano applicare quella che c’è.

E allora Luca ha deciso di mettere a disposizione degli altri la sua passione, il suo amore per la vita, la sua determinazione. Un giorno, in palestra, si è allenato 8 minuti sulla cyclette, è tornato a casa e a Giulia ha detto:

“Mi è venuta un’idea: potrei girare l’Italia in bicicletta!”

Il giorno dopo con la cyclette è arrivato a 15 minuti, e a Giulia ha detto:

“Ok si può fare!”.

protesi

Luca è questo.

Luca, per inciso, qualche anno fa ha avuto un terribile incidente in moto, ha subito 41 interventi chirurgici, ed ha sopportato dolori alla gamba per circa 3 anni prima che fosse presa l’inevitabile decisione: amputare.

Giulia e Luca, Karma on The Road, si sono avviati da Verona, lui in bici, lei in camper, e stanno girando tutta l’Italia alla raccolta di protesi. Per ora ne hanno raccolte 65, e sono felicissimi. Io li ho incontrati qui a Roma.

Il viaggio è ancora in corso, la raccolta proseguirà anche oltre, i progetti per il futuro sono tanti, e Luca e Giulia sono due ragazzi che meritano tutta la nostra ammirazione, e il nostro sostegno.

Quindi, se avete in casa protesi vecchie, o conoscete amputati che potrebbero averle, non aspettate, contattateli!

Viaggio Karma on the road
Luca e Giulia e il loro Karma on the Road