LA FESTA DELLA SQUADRA

In questi giorni nelle chat delle squadre impera una sola questione e non è a quanto hai corso l’ultimo mille in gara in gara ma piuttosto:

“Chi cazzo ci viene alla festa della squadra?“

Perchè quando deve arrivare la data e la location dei festeggiamenti di inizio anno con i compagni di fatiche sei sospeso come se aspettassi l’esito del ballot entry per la maratona di Londra.

Poi, una volta arrivata la famigerata mail con tutti i dettagli, compreso il prezzo del buffet, hai la solita reazione con i familiari ai quali apostrofi con fermezza fantozziana:

“…Basta! giuro che stavolta mi faccio venire un cagotto stratosferico ma non ci vado…

….invece, da anni, ti ritrovi seduto accanto agli amici di una vita, che più stanchi e annoiati di te, dopo la prima portata, si sono gia allentati la cintura per colpa dei chili di troppo ormai ingestibili.

Ma la cosa bella è che loro sono proprio come te, sia in gara che fuori dalle gare e sono scemi come te, ridono ancora alle tue battute orribili, e lo fanno solo per affetto e compassione.

Alle feste delle squadre l’atmosfera è sempre la stessa, ci andiamo perchè forse “mi becco la salamella”, consapevole che al criterium hai fatto schifo ma poi ci ritroviamo tutti insieme con lo spirito di chi ama fare sport, si rispetta e si vuole anche un po’ bene.

Le divisioni gerarchiche non reggono al tempo che passa e così ci sono gruppi divisi per

Età.
-Quantità di maratone appese al collo.
-PB sui 5000 in pista.
-Massimale sul Vo2max.
-Numero di scarpe comprate nei 12 mesi appena trascorsi.

E noi che abbiamo corso la Roma Ostia quando c’era la punzonatura, correvamo con le Nike Diablo e che a parte il manipolo di amici fedeli, al buffet non ti ha salutato nessun come a Fabris di compagni di scuola, non vediamo l’ora di andare a casa già all’aperitivo di benvenuto.

Anche se il direttivo ci promette una stagione stellare fatta di eventi, trasferte e sconti sugli integratori, noi siamo sempre più disillusi e compensiamo il tutto con una fame da socialisti, solo che ormai mangiamo meno di un tempo, causa una gastrite cronica e un fastidioso gonfiore al mattino, ma la cosa più bella è che siamo diventati più saggi e pazienti di un tempo.

Allora non resta che sfoderare il tuo miglior sorriso, afferrare il microfono sul palco e ricordare quella volta che alla maratona di Roma hai sfiorato il Pb sotto le 4 ore.

A quel punto il Presidente e il tesoriere della squadra ti prendono per mano, ti accompagno alla porta e con una pacca sulla spalla ti ricordano che sei in ritardo con il rinnovo dello scorso anno e con un paio di gare della stagione appena finita.

Per finire la giornata come in una scena degna di un film di Scorsese, mezzo alticcio e un po’ sguaiato sbatti la porta e mandi tutti a cagare imprecando la buon’anima di Filippide.

Buona stagione 2023 a tutti i compagni di squadra.

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