venerdì, Giugno 12, 2026
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Il running racconta come cambia lo sport degli italiani e il loro tempo libero

C’è uno sport che non richiede palestre, iscrizioni o calendari. Basta uscire di casa, infilare un paio di scarpe e cominciare a correre. Forse è anche per questo che atletica leggera, e il running più in generale continuano a essere tra le attività sportive più diffuse nel Paese, diventando negli ultimi anni uno dei simboli più semplici e immediati del rapporto tra tempo libero, benessere e qualità della vita.

Secondo i dati più recenti sulla pratica sportiva in Italia, oggi oltre 21 milioni e mezzo di persone fanno sport nel tempo libero, pari al 37,5% della popolazione. Un fenomeno cresciuto in modo significativo negli ultimi trent’anni: nel 1995 gli sportivi erano il 26,6%. A trainare questo aumento è soprattutto la pratica continuativa, passata da meno di un quinto della popolazione a quasi il 29%.

Dentro questa trasformazione il running ha trovato uno spazio naturale. Il gruppo di discipline che comprende atletica leggera e il running coinvolge oggi il 18,3% degli sportivi, una quota in crescita rispetto al passato e stabile tra le più praticate nel panorama sportivo nazionale.

Galateo del running

Sport, benessere e qualità della vita

La diffusione dell’attività fisica non riguarda soltanto lo sport in senso stretto. È parte di un cambiamento più ampio che coinvolge lo stile di vita degli italiani. In un contesto in cui si diffondono abitudini alimentari poco salutari e ritmi quotidiani spesso sedentari, il movimento rappresenta un fattore fondamentale per il benessere individuale e collettivo.

Negli ultimi decenni sempre più persone hanno iniziato a dedicare parte del proprio tempo libero all’attività fisico-sportiva. La pratica continuativa è passata dal 16,6% della popolazione nel 1995 al 27,6% nel 2023, mentre la quota di chi pratica sport solo saltuariamente è rimasta stabile intorno al 9%. Parallelamente si riduce la percentuale di chi svolge attività fisica non sportiva – come lunghe passeggiate o giri in bicicletta – che era circa il 36% nel 1995 ed è scesa al 28,4% nel 2023. Rimane però ancora elevata la quota di popolazione sedentaria, che rappresenta più di una persona su tre.

Il tempo libero cambia con le generazioni

Lo sport è diventato nel tempo una pratica sempre più diffusa tra le nuove generazioni. Se tra i 45-49enni nati negli anni immediatamente successivi alla Seconda guerra mondiale la quota di sportivi era inferiore al 20%, tra i nati nella seconda metà degli anni Settanta arriva vicino al 40%. I livelli più elevati si registrano tra i ragazzi più giovani, con punte che arrivano a due adolescenti su tre tra i 10 e i 14 anni.

Anche il divario di genere si è ridotto. Tra le ragazze di 10-14 anni la partecipazione sportiva è passata da meno della metà nelle generazioni nate negli anni Ottanta a oltre il 60% nelle generazioni successive.

Foto – Fidal

Resta tuttavia un divario territoriale: nel Centro-Nord la pratica sportiva è più diffusa, mentre il Mezzogiorno recupera lentamente terreno. Tra i giovanissimi, ad esempio, praticano sport circa tre ragazzi su quattro nel Centro-Nord contro due su quattro nel Sud.

Correre tra città e natura

In questo scenario il running rappresenta una delle forme di attività fisica più accessibili. Non richiede strutture né organizzazione: si può correre in città, nei parchi, lungo i fiumi o sui sentieri fuori dai centri abitati.

Non sorprende quindi che una quota crescente di sportivi scelga di allenarsi in modo autonomo. Oggi quasi quattro persone su dieci praticano sport in piena autonomia negli spazi all’aperto, tra strade, parchi e ambienti naturali.

Il running diventa così un gesto quotidiano che si inserisce nelle pause della vita urbana: una corsa al mattino prima del lavoro, qualche chilometro dopo una giornata intensa, un lungo lento nel fine settimana.

Muoversi per stare meglio

Le motivazioni che spingono gli italiani a fare sport raccontano bene questa evoluzione. La ragione principale resta mantenersi in forma, indicata dal 61,5% degli sportivi. Seguono la passione personale e il piacere di muoversi (49,8%) e il desiderio di svago (42,6%). Più di uno su quattro pratica sport anche per ridurre lo stress.

In questo senso correre diventa qualcosa che va oltre l’attività fisica. È un modo per ritrovare equilibrio, rallentare il ritmo mentale e prendersi uno spazio personale dentro giornate spesso frenetiche.

Forse è proprio questo il segreto del successo del running: uno sport semplice, accessibile e silenzioso che inizia appena fuori dalla porta di casa e che, passo dopo passo, racconta come stanno cambiando il tempo libero e la qualità della vita degli italiani.

scarpa trail running

Marco Raffaelli
Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso