Il pacco gara, la medaglia e tutto quello che viene dopo

Abbiamo già parlato delle magliette delle gare: belle o brutte che siano, rimangono comunque un ricordo indelebile dell’impresa. Ma nel mondo del running si parla spesso anche di tutto il resto dei benefit che ruotano attorno alle competizioni.

Il famoso pacco gara è uno di questi. Bisogna dire che l’universo delle gare offre un’infinita varietà di tipologie: ce ne sono di ricchi, di utili, di essenziali e… di tristi.

Quelli tristi — non me ne vogliano gli organizzatori! — sono quelli in cui trovi una maglietta improponibile e di scarsa fattura, che non indosserà mai nessuno, un succo di frutta, una merendina puntualmente schiacciata, tre volantini inutili e una mela. Neanche il sacchetto del treno di Fantozzi arrivava a tanto!

Ci sono poi quelli essenziali: una maglietta, e fine! In genere, però, si tratta di un capo carino, di quelli che — come dicevamo — si possono sfoggiare con orgoglio in palestra o durante le uscite con gli amici.

Ci sono poi i pacchi gara utili, quelli che, a volte oltre alla maglietta, regalano un gadget offerto da uno sponsor. Se ne vedono di tutti i tipi: manicotti, zainetti, persino sedie pieghevoli!

Sempre tra le cose utili rientrano anche i pacchi con i prodotti tipici del territorio: vino, olio o dolci locali, tutti sempre graditissimi.

Infine, ci sono quelli ricchi, ormai in via di estinzione, anche se in alcuni posti si riesce ancora ad avere questa fortuna. Sono i pacchi gara dove trovi un capo tecnico di alta qualità e così tanti prodotti alimentari che ti servirebbe un trolley per riportarli a casa.

Quando porti a casa un pacco gara così generoso, hai quasi la sensazione di aver vinto la gara, proprio come quelli che salgono sul podio!

Ma non ci sono solo i pacchi gara. L’altro benefit a cui pensiamo subito quando stacchiamo il biglietto d’iscrizione è la medaglia.

Anni fa la medaglia veniva consegnata per lo più nelle gare dai 21 km in su. Negli ultimi tempi, invece, si è diffusa la bellissima abitudine di metterla al collo anche a chi taglia il traguardo dei 10 km: un giusto riconoscimento per chi è agli inizi o sta correndo la sua primissima gara.

È la medaglia della maratona, però, il vero oggetto del desiderio. Anche perché verrà sfoggiata per il resto della giornata: all’immancabile cena della domenica, il giorno dopo al lavoro o nelle uscite successive con gli altri maratoneti.

È del tutto normale, quindi, che quando appaiono le prime foto della medaglia sul sito della manifestazione scattino subito i commenti, proprio come succede per le magliette. Giudizi spesso impietosi o entusiasti: difficile che ci sia una via di mezzo!

Discorsi che lasciano il tempo che trovano, però, perché alla fine la cosa davvero importante è chinare il capo al traguardo per farsela mettere al collo, in una sorta di rito sacro che ci fa sentire quasi come cavalieri nominati dal re.

E cosa dire, poi, dei ristori finali?

Non ci sono in tutte le gare, ma quando ci sono, spesso sono luculliani. È lì che si scopre una delle più classiche bugie dei runner: «Io non riesco mai a mangiare subito dopo una gara!», dicono in tanti…

Chissà com’è, allora, che le tavolate del ristoro finiscono sempre completamente spazzolate!

In conclusione, al di là del pacco gara, della medaglia e del cibo, penso che il benefit più bello sia quello che ci regalano le organizzazioni che riescono — nonostante le mille difficoltà e i costi in continua salita — a dar vita agli eventi a cui partecipiamo.

In particolare, ci tengo a sottolineare il valore immenso di tutte le persone che collaborano, spesso a titolo completamente gratuito, per la riuscita dell’evento.

I tantissimi volontari che distribuiscono i pettorali e i pacchi gara, quelli impegnati sul percorso al gelo o sotto al sole, quelli che ti accolgono con un sorriso al traguardo e quelli che preparano i ristori.

È soprattutto grazie a loro e alla loro gentilezza che, quando torniamo a casa, sentiamo di aver vinto davvero qualcosa.

Esempio di pacco gara ricco