Il Cassetto del Runner e quel giorno in cui tutto è cominciato

Ci sono ricordi che non hanno bisogno di essere rispolverati. Restano lì, in fondo a un cassetto, e basta aprirlo per ritrovarli esattamente come li avevamo lasciati.

Una canotta rossa con i bordi grigi. Un Garmin che oggi farebbe sorridere. Un paio di scarpe comprate quasi per caso. E soprattutto un pettorale appuntato con le spille da balia.

Per Mariafrancesca Noce quel pettorale era quello della prima gara.

Settembre 2011. Trent’anni e nessuna vera idea di cosa significasse preparare una competizione. Niente calcoli sui passi al chilometro, niente tabelle da seguire alla lettera, niente strategie di gara. Solo una domanda arrivata quasi per gioco: se ti alleno per un mese, te la senti di provare una gara?

La risposta era stata sì. Un sì arrivato prima ancora di capire a cosa si stesse dicendo sì.

Poi erano arrivati i tre giorni di gara, la fatica, le gambe che diventavano pesanti, la paura di non farcela e quella sensazione irripetibile di passare per la prima volta sotto un arco di arrivo.

Il resto sarebbe venuto dopo.

I chilometri, le altre gare, gli obiettivi, il desiderio di migliorarsi. Ma anche qualcosa di molto più importante: la scoperta che correre poteva diventare un modo per ricominciare, per stare bene, per sentirsi liberi.

La canotta rossa, invece, è rimasta nel cassetto.

Ed è forse proprio questo il senso della rubrica Il Cassetto del Runner: ricordare che dietro ogni atleta che oggi sa leggere un passo al chilometro, conosce il proprio ritmo e affronta una maratona con un piano preciso, c’è stato un momento in cui non sapeva assolutamente nulla.

C’è stato un primo pettorale. E prima o poi, quel primo pettorale arriva per tutti.

A Napoli può arrivare in modi diversi.

Il 18 ottobre, da Piazza del Plebiscito, partiranno alle 8 la Neapolis Marathon, 42,195 chilometri, e la Neapolis Half Marathon, 21,097 chilometri. Nello stesso momento prenderà il via anche la Neapolis Sea Run, una prova non competitiva di circa 11 chilometri pensata per chi vuole vivere la giornata senza necessariamente misurarsi con una classifica.

Tre distanze, tre modi diversi di affrontare la stessa città.

Per chi ha già qualche gara sulle gambe, la maratona può essere il prossimo grande appuntamento con quei 42,195 chilometri che ogni runner prima o poi guarda con rispetto.

Per chi non è ancora pronto a spingersi così lontano, la mezza può essere la sfida giusta: abbastanza lunga da richiedere preparazione e attenzione, ma ancora capace di lasciare spazio alla voglia di godersi Napoli.

E poi c’è la Sea Run. Non competitiva, aperta anche a chi vuole semplicemente correre e stare insieme agli altri. Per qualcuno potrebbe essere esattamente quello che fu la canotta rossa per Mariafrancesca: il modo più semplice per scoprire che, una volta partiti, potrebbe esserci molto più di una gara.

La logistica, almeno quella essenziale, aiuta a non trasformare l’emozione della prima volta in un’ansia inutile.

Partenza e arrivo sono a Piazza del Plebiscito, il cuore della manifestazione. Per Marathon e Half il ritrovo è previsto alle 7, con partenza alle 8; per la Sea Run il ritrovo è alle 7.30, sempre con partenza alle 8.

Chi corre la maratona avrà inoltre a disposizione il servizio pacemaker, con diversi riferimenti cronometrici, mentre per la mezza sono previsti pacer da 1h24′ fino a 3h, compreso il gruppo dedicato al fitwalking. Per chi affronta una gara per la prima volta, possono essere una presenza preziosa: non tanto per inseguire ossessivamente un tempo, quanto per trovare un ritmo e non lasciarsi trascinare dall’entusiasmo dei primi chilometri

E c’è un’altra cosa che un runner alla prima gara dovrebbe sapere.

Non serve sapere tutto.

Non serve conoscere ogni segreto dell’integrazione, avere l’orologio più sofisticato o arrivare sulla linea di partenza con la sensazione di essere diventati improvvisamente atleti professionisti.

Serve arrivare preparati per la distanza che si è scelta. Ascoltare il proprio corpo. Non farsi prendere dalla fretta nei primi chilometri. E soprattutto ricordarsi perché si è deciso di essere lì.

Il 17 ottobre, il giorno prima delle gare, Napoli offrirà anche un modo diverso per entrare nell’atmosfera dell’evento: la Magic Walk, una camminata di circa sei chilometri dedicata alla scoperta della città e della sua storia.

Poi arriverà la domenica.

Lo sparo. La gente che parte. Le gambe che cominciano a muoversi quasi da sole. È per qualcuno, magari, sarà proprio quello il momento in cui nascerà un nuovo ricordo da mettere in fondo al cassetto.

Perché la prima gara non è necessariamente quella in cui si corre più forte. È quella che ci fa capire che forse, dopo quel giorno, ne correremo un’altra.

E poi un’altra ancora. La canotta rossa di Mariafrancesca non uscirà più dal suo cassetto.

Ma il suo ricordo continua a correre.