Il calendario dei lunghi: la vera maratona del maratoneta

I maratoneti, ma anche gli ultramaratoneti (per comodità citerò solo i maratoneti senza ripetere ogni volta gli uni e gli altri) hanno un rapporto con il calendario molto particolare.

Una volta acquistato il pettorale di una maratona, quella data viene cerchiata sul calendario e da lì bisogna pensare a tante cose, specie se la maratona si corre fuori.

C’è però una cosa che accomuna tutti, sia quelli che correranno la maratona nella propria città, sia coloro che andranno lontano: lo stabilire le date per i lunghi.

Per chi non lo sapesse, la parola “lungo” è in realtà l’abbreviazione di una locuzione: allenamento lungo, per comodità diciamo tutti: lungo, ed è quell’allenamento in cui si fanno più km del solito.

Eh sì perché normalmente le sessioni di corsa infrasettimanali durano un’ora , un’ora e mezzo massimo, raramente si va oltre.

Per i lunghi, invece, bisogna fare un’eccezione e dedicare 2, 3 ore e anche più alla corsa….se poi consideriamo che molti, giustamente, preferiscono correrli in compagnia, aggiungiamo anche il tempo per andare e tornare dal luogo dell’appuntamento, il tempo per cambiarsi, e spesso per un caffè.

I più problematici sono i lunghi pari o superiori ai 30 km e soprattutto il famoso lunghissimo di circa 35/36 km che di fatto ci può occupare gran parte della mattinata.

Ecco quindi che risulta fondamentale una pianificazione delle date in cui correrli, cercando di inserirle in date apparentemente libere da impegni.

Tommaso Empler all’arrivo della Maratona di Berlino 2025

Al di là degli impegni, comunque, stilare un calendario di massima dei lunghi non è complicato, specie per chi ormai ha già alle spalle una discreta esperienza. C’è chi si affida da anni allo stesso schema, dovendo solo aggiornare le date perché, magari ha lo schema per la maratona primaverile e lo deve adattare a quella autunnale.

Chi invece preferisce stilarlo di volta in volta, magari d’accordo con il compagno\a di lunghi e di maratona. 

L’operazione può essere fatta a mano, con carta o penna, o scrivendo tutto sul cellulare o pc ma di solito per vedere le date si consulta quasi sempre un calendario cartaceo.

Vengono scritte le date con le rispettive distanze, ci si consulta con l’eventuale compagno\a di turno, e lo si approva.

Problema: tutto ciò avviene qualche mese prima di iniziare e nessuno sa i veri impegni che possono capitare proprio nei weekend più critici.

Capita puntualmente che ci sia un pranzo fuori città al quale non si possa rinunciare, o la classica festa di compleanno la sera prima per la quale bisogna aspettare la mezzanotte o anche impegni improvvisi al lavoro e tanti altri esempi. 

In questi casi si ricorre a soluzioni fantasiose: andare prestissimo la mattina, anticipare al sabato, addirittura andare di pomeriggio e così via.  L’importante è svolgere il compito che ci è stato assegnato, anzi, che ci siamo assegnati.

Copy – wisthaler.com

Altra cosa complicata è conciliare questo calendario con le gare, perché va bene fare i lunghi, ma non è che puoi rivedere i tuoi compagni di squadra dopo 3 mesi, qualche gara bisognerà anche farla. Anche perché capitan, in questi periodi, gare a cui sei affezionato o che non volevi perdere, o dove ci saranno tutti e tu non vuoi proprio mancare.

Ed ecco quindi altre soluzioni fantasiose.

Fare il lungo il giorno della gara, aggiungendo km sia prima che dopo oppure solo prima, lasciando la gara alla fine.

Anticipare il lungo al sabato e utilizzare la gara domenicale come scarico.

Scambiare le date tra il lunghissimo e la gara di scarico, perché ripensandoci è meglio fare il lunghissimo 4 settimane prima della maratona e non 3 o viceversa.

Non fare il lungo quel weekend perché alla fine già se sono fatti abbastanza…

Il calendario dei lunghi è quindi quell’attività nella quale si devono cimentare tutti i maratoneti e che, oltre a una attenta pianificazione, richiede anche un sano spirito di adattamento e di improvvisazione.

E la cosa bella è che, una volta corsa la maratona e che sono finiti anche i lunghi, siamo contenti di non doverli fare più, di non doverci più arrampicare sugli specchi per evitare di farli coincidere con i nostri impegni.

Siamo contenti di poter tornare a fare corsette con gli amici e gare più corte, ma al tempo stesso sappiamo anche che ci mancheranno, almeno fino alla prossima maratona.

Raffaele Capasso