Evviva i Trail e lunga vita alla corsa in natura

Foto - Foto in corsa - Roberto Dalmazi

Le gare di Trail sono diverse e non mi riferisco alla morfologia del percorso e al fondo su cui corriamo.

Ciò che rende unici i Trail è il clima che si vive prima, durante e dopo la gara.

Ma ciò che fa da collante democratico tra tutti i partecipanti è la natura che ti avvolge dal primo all’ultimo chilometro.

La sua forza è quella di omologare la fatica, la rende coerentemente rispettata da ogni runner ma senza la competizione estrema che ne appiattisce i contorni.

Nel trail running una corsa su un crinale sterrato ti fa sentire i pensieri di chi corre con te, percepisci le loro considerazioni, ritmate da un cuore che vorrebbe rallentare ma è spinto della voglia di arrivare oltre ogni paura.

Foto – Foto in corsa – Roberto Dalmazi

Il bello del Trail è che corri dove altri solitamente camminano e cammini dove nessuno andrebbe mai.

In queste condizioni si crea una sintonia tra i partecipanti che è diversa a confronto con le gare su strada.

Il merito è del paesaggio circostante e di nessun altro, della sua bellezza che con le asperità, i dislivelli e le irregolarità pone tutti su un piano diverso e unico per ciascuno, un riferimento inconsueto rispetto alla stessa misura corsa in una gara di città.

Il fatto di incontrarsi in una radura con niente attorno, se non il verde di un parco, fuori un paese di provincia dove altrimenti non saresti andato mai a correre ti fa stare bene, rilassato e accogliente verso il prossimo e alla fatica che vivrai.

Alla bellissima 5a edizione della Spartan Divertical Race, corsa domenica primo maggio al Monastero di San Silvestro , alle porte di Monte Compatri sui Castelli Romani, c’erano gli stessi atleti che erano sui ponti di Roma solo una settimana fa.

Si sono salutati con uno spirito nuovo, coscienti che nel trail nulla è scontato, a partire dalle nuvole, passando per un fondo secco e scivoloso, arrivando all’ultima salita che ha messo tutti i cuori alla prova del tempo.

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Foto – Foto in corsa – Roberto Dalmazi

Correre un Trail è diverso perché se ti succede che dimentichi sulla porta di casa le scarpe per correrlo bene, puoi star certo che alla partenza ci sarà un brand con il gazebo e il nuovo modello a disposizione per fartelo provare in gara, il bello dello sport.

Sicurezza e tempo a disposizione fanno da corollario alle gare di Trail, necessaria la prima indispensabile il secondo per apprezzare la giornata.

Caratteristiche che gestisci con numeri diversi rispetto alle gare su strada, e che rendono la corsa in natura una delle specialità che forse meno di altre ha sofferto i due anni di covid.

Allora evviva il Trail, evviva i muscoli che bruciano in salita e scalciano impazienti in discesa.

Evviva le gare organizzate bene e che solo grazie a loro andiamo alla scoperta di luoghi incontaminati e altrimenti nascosti agli appassionati.

Evviva i Trail e lunga vita alla corsa in natura.

Foto – Foto4go – Gian Marco Valentini