Daniele D’Onofrio, atleta Fiamme oro Polizia di Stato, ci racconta come vede il suo futuro

Amsterdam 6-10/07/2016 Campionati Europei di Amsterdam - Foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

Daniele D’Onofrio è un atleta del Gruppo Sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato, classe 1993 si è laureato campione italiano di mezza maratona a Fucecchio nel 2016 con il tempo di 1.03.29.

E’ stato questo il primo titolo nazionale ottenuto da Daniele, seguito dai Campionati Europei di Amsterdam dello stesso anno.

Risultati che hanno proiettato Daniele verso un futuro importante per l’atletica nazionale ed internazionale.

Nel 2017 la svolta per la sua carriera: il ventitreenne atleta di Scontrone, paesino dell’Alto Sangro in provincia di L’Aquila, entra a far parte del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro della Polizia di Stato.

Tra i risultati tecnici più significativi in carriera spiccano i primati personali nella mezza maratona (Km 21,097) – 1h 03’29” il 6 marzo 2016 in occasione della vittoria del titolo italiano assoluto della specialità – e quello sui 10.000, con 29’01”93 il 9 aprile 2016. Esordio positivo anche a Valencia (2020), dove ha chiuso la prova in 2h 15’40” classificandosi 59° (140 gli arrivati).

Andiamo a sentire la voce di Daniele!

Daniele, partiamo dalle origini. Quando hai iniziato a praticare questo sport, l’atletica leggera? Ed, in particolare, come sei arrivato alla corsa?

Nella mia carriera sportiva l’incontro con la corsa è avvenuto non subito. Ho iniziato con lo sci di fondo, praticato fino a 13 anni con buoni risultati, come i Campionati Giovanili cui ho preso parte. L’incontro con la corsa è avvenuto solo più tardi in seguito alla mia partecipazione ad alcune competizioni di corsa campestre, dove ho da subito ottenuto risultati significativi e per cui sono stato notato.

Sono cresciuto successivamente nell’Atletica Gran Sasso Teramo grazie al tecnico Donato Chiavatti e nel 2013 è avvenuto l’incontro con il mio allenatore Luciano Di Pardo.

Da qui in poi una serie di risultati fino ad arrivare ai Campionati Italiani di Mezza Maratona a Fucecchio e subito dopo al bronzo agli Europei di Amsterdam.

Il 6 dicembre 2020 si è svolta la Maratona di Valencia. Per te ha rappresentato un esordio chiuso con un risultato promettente. Come hai vissuto questa esperienza?

E’ stata sicuramente una bellissima esperienza che considero come punto di partenza per le prossime sfide che mi attendono.

Il fatto di poter gareggiare con grandi campioni non ti nascondo che mi ha emozionato. Ma non sono stato intimorito da questo, anzi! Mi sono sentito fortunato nel poterlo fare.

Una grande carica l’ho tratta da tutte le persone che mi hanno sostenuto, da tutti gli incoraggiamenti che ho ricevuto.

Certo dato il contesto – è stata una gara che si è svolta contingentata da ampie misure anti Covid – è stata per certi versi una gara anche più emozionante. Ad esempio, ricordo che noi atleti abbiamo passato, al di là della gara e della preparazione, la maggior parte del tempo chiusi in albergo.

Ho cercato poi di correre per tutte le persone, per tutti gli amatori che in questo periodo hanno sofferto per lo stop delle gare. Li capisco ed immagino quanto sia duro per tutti coloro che amano questo sport.

Come hai vissuto la distanza Regina?

Bene. Ad ottobre avevo l’impegno con i Mondiali di Mezza Maratona che sino all’ultimo erano incerti. Nonostante questo, mi sono presentato con una preparazione che avrei potuto perfezionare sì, ma comunque sono stato soddisfatto.

Come si struttura la preparazione di una Maratona al tuo livello?

Fondamentale è la preparazione ed i lunghi. Per la Maratona a Siena, la Tuscany Camp Marathon, ho toccato in preparazione anche i 40km. E’ fondamentale correre tutti questi chilometri perché dopo sai cosa ti aspetta. Non puoi avere paura della distanza.

E poi è stata fondamentale anche la preparazione in Kenya.

Raccontaci di questa esperienza. Cosa ti ha insegnato dal punto di vista fisico e personale?

Il Kenya è stato fondamentale per la mia preparazione. In Kenya eravamo con Daniele (Meucci) e abbiamo corso insieme ad altri atleti di livello internazionale.

Quando si fa questa esperienza ci si rafforza non soltanto per le condizioni in cui ci si allena – a 2500 metri e con difficoltà che ti aiutano certamente a crescere come atleta.

Il Kenya è stata un’esperienza che mi ha lasciato tanto anche dal punto di vista emotivo. Vedi delle cose che solo chi è stato li può capire. E’ un’esperienza che ti cambia profondamente ed è importante tutto questo anche per poter poi affrontare la Maratona.

 

Come ragiona un campione come te per affrontare la Regina delle distanze. Che consigli puoi darci?

E’ fondamentale avere un obiettivo ben chiaro nella testa e fare di tutto per raggiungerlo. Poi ovviamente conta molto la preparazione. La Maratona non si può improvvisare a nessun livello. Bisogna fare tanti chilometri!

Se dovessi rivelarmi un atleta a cui ti ispiri?

Gli atleti keniani li ammiro per la loro corsa elegante. Sembra quasi che non soffrano nello sforzo fisico. Ammiro la facilità della loro corsa.

Il tuo sogno?

Partecipare alle Olimpiadi e su questo e per questo ci stiamo lavorando.

E noi, l’augurio che Daniele realizzi il suo sogno, lo facciamo davvero grande!

Chiara Fierimonte

 

Mamma, runner e scrittrice. Amo la fatica delle lunghe distanze nella corsa. Se siete a Roma mi trovate all’alba sul Lungotevere dove mi alleno nel fascino di questa città. Grazie alla corsa ho imparato a riconoscere e superare i miei limiti, ma su Storie Correnti parleremo soprattutto di voi!