Caivano Runners, una corsa veloce verso la legalità

Il quattordici settembre c’è stata una nuova operazione della Polizia nel quartiere Parco Verde di Caivano, alle porte di Napoli.

In strada sono scesi 400 uomini delle Forze dell’Ordine voluti dal Governo il quale si è impegnato nel dare un segnale chiaro contro la criminalità organizzata. “Rispondendo colpo su colpo” – come ha dichiarato il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Caivano è lo specchio delle periferie più degradate del paese, piazze dove la cultura dell’illegalità trova un humus costante, in cui i servizi essenziali mancano, ma dove c’è anche tanta gente che non si arrende, operando sul territorio in ambito sociale, lavorativo e sportivo, nel voler uscire da questo stato di cose.

Vogliamo capire come la comunità locale si impegna quotidianamente da anni per cambiare il volto delle strade: da luoghi di spaccio e violenza a territori d’integrazione e crescita civile grazie all’azione di base dello sport amatoriale.

Ne abbiamo parlato con Antonio Celiento, dirigente della “Caivano Runners”, una Società sportiva che oggi compete con atleti e società di stampo internazionali, curando nel contempo il settore giovanile.

Antonio viene da una famiglia che dagli anni 70 ha sempre coinvolto centinaia di podisti amatoriali, giovanili e assoluti sul territorio dell’area metropolitana di Napoli.

“Caivano è terra di Podismo e Atletica” ci racconta appassionato.

Attualmente la cittadina ha due Società, i Presidenti sono due fratelli: Luigi Celiento, della Caivano Runners, con 181 atleti e Vincenzo Celiento della Atletica Caivano con 72 atleti.

L’azione del gruppo Caivano Runners ha come obiettivo primario i bambini e i giovani a cui dedica massima attenzione, non solo per cercare futuri atleti, ma nel formare gli uomini di domani.

Con 4 Tecnici Fidal, promuove l’atletica e insegna, con ore stabilite dal Progetto Scuola Junior della Fidal,  nelle scuole del territorio Caivanese. A maggio scorso, la società, insieme al Ministero dell’istruzione e al Comune di Caivano, ha organizzato sul territorio le “Olimpiadi Scolastiche” coinvolgendo anche scuole dei paesi limitrofi, 20 giorni di sport, non solo di Atletica dove gli alunni entusiasti hanno partecipato in tutte le discipline.

Circa 500 alunni di età compresa tra i 10 e 16 hanno dato vita a uno spettacolo sportivo indimenticabile. La Società si impegna non solo a insegnare sport ed educazione, ma a organizzare e partecipare a eventi dove i ragazzi possono interagire tra di loro con altre realtà regionali e nazionali, compresa la partecipazione ai Campionati Nazionali, di categorie Cadetti e Allievi.

“I fatti di cronaca che riguardano Caivano sono talmente tanti che destano molta preoccupazione, ma non certo a noi promotori di veri valori.” – non è stanco del suo impegno Antonio, anzi, sottolinea che da parte dei media “si potrebbe anche dire che Caivano è eccellenza in tante attività.”

“Una Comunità laboriosa, con una storia importante fatta di persone serie e perbene. Caivano ha una delle più importanti e belle aree industriali d’Europa, ha un’agricoltura di qualità, ha delle eccellenze nel campo professionale e studiosi di livello internazionale, ha società sportive che sono ai massimi livelli nazionali nell’atletica, nel basket, nella pallavolo, nella ginnastica artistica e nelle arti marziali. Ci sono lavoratori onesti che con grandi sacrifici portano avanti le proprie famiglie e sono molto attenti alla educazione dei propri figli. “

Caivano conta circa 37.000 abitanti e Parco Verde è un suo quartiere, nato in seguito al terremoto dell’Irpina del 1980 dove confluirono famiglie provenienti da più zone disastrate e lontane, qui vi si ritrovarono senza legami tra di loro, in un territorio che da sempre lamenta l’assenza di servizi e strutture essenziali, in un siffatto contesto non è mai stato facile far venire fuori il meglio della società civile.

Ma ci sono tante famiglie perbene si a Caivano che a Parco Verde. La parte buona può osservare, educare, ma non si può perdere neanche un solo giorno a pensare e deprimersi per le realtà a pochi metri da chi si impegna come la Caivano Runers.

Perché “andiamo avanti con qualsiasi ambiente, anzi è proprio lo sport che può guarire il mondo”.

Nel leggere i risultati sportivi dei loro atleti è impossibile non avere fiducia nel domani.

Nel 2019 vincono il primo Titolo Italiano Assoluto di Corsa, ogni anno sono sempre a podio nazionale, durante gli ultimi mondiali 2 atleti si qualificano l’atleta Francine Niyomukunzi con il Burundi va in finale dei 5000 metri e Maxim Raileanu con la Moldavia in maratona.

Francine, domenica 10 settembre, vince l’edizione dei Campionati Italiani 10 km con 31’31”, avendo la meglio su Nadia Battocletti che ottiene anche il Record italiano con 31’36”.

Grazie allo sport di base e in particolare all’atletica gli istruttori e dirigenti della squadra accolgono giovani di qualsiasi ceto sociale. Nel corso degli anni sono passate a fare con la squadra atletica intere generazioni, tanti ragazzi che altrimenti le loro strade potevano essere deviate in ambienti meno vivibili.

La cultura dell’atletica a Caivano si è tramandata da genitori a figli e nipoti, l’esempio di Nonni, figli e nipoti che corrono insieme è la prova di cosa può essere lo sport in famiglia, nonni che ancora corrono e iniziarono con le squadre di Caivano mezzo secolo fa.

Ma la domanda più importante è quali investimenti in infrastrutture potrebbero aiutare la vita di una ASD che vorrebbe essere una guida nella crescita di un territorio? Perché non ci sono strutture adeguate a Caivano che possano incoraggiare i giovani a praticare atletica, “ma noi non ci scoraggiano, ci alleniamo da decenni in una scuola, con una palestra e una pista di asfalto di 170 metri, ci siamo creati un campo Cross, abbiamo un percorso ciclabile e una volta a settimana portiamo i ragazzi sulla pista di 400 metri in un paese a 15 km da noi.”

Antonio con voce rotta dallo scoramento ci racconta che stanno chiedendo da circa 40 anni una pista di atletica, purtroppo le amministrazioni che si sono succedute, nonostante le preghiere di molti di loro non li hanno mai accontentati.

“Sarebbe il sogno di una Caivano che porta il nome in tutto il mondo anche per le imprese atletiche. Possiamo aspettare altri 50 anni ma la passione e l’amore che nutriamo per questo sport non ci frena, né per la carenza d’infrastrutture, tanto meno per le cronache delinquenziali che attanagliano la nostra amata cittadina. “

 

 

Marco Raffaelli
Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso