Brooks Party Run alla Roma Ostia e gli amici quelli belli

E pensare che non volevo partecipare quest’anno, ma alla fantastica proposta della Brooks di prendere parte al Brooks Party Run con il gruppo di Roma capitanato dalla mitica Iolanda Cremisi, sinceramente non si poteva rinunciare.

Il Brooks Party Run si sarebbe fatto al passo di musica per tutto il tragitto. Ho detto: “si grazie” per me sarà così…

Sarà così perché i problemi che ci assillano tutti i giorni, i tempi con tutti gli incastri incastrati possibili, la routine quotidiana e il fine mese che a fatica non arriva mai, bisognava lasciarli a casa.

Alla Roma Ostia cominci a sentirti bene solo dopo aver letto il cartello con su scritto “Daje” perchè è li che inizi veramente a realizzare che passerai senza fermarti sulla Colombo anche con il semaforo rosso.

Sorriderai ai vigili che finalmente non avranno altro da fare che incitarti.

Con gli amici della Brooks abbiamo improvvisato una festa che all’ultimo dell’anno se la sognano.

Il Brooks Party Run era proprio una festa in movimento: parrucche azzurre, occhiali da sole, dove il sole oggi manco col binocolo l’abbiamo visto, maglietta targata Roma Ostia e via.

La nostra partenza è stata stratosferica, un gruppo con tutti i privilegi: telecamere e fotografi puntati, lo start e la musica solo per noi.

La stessa sensazione l’ho avuta il giorno del matrimonio, ero talmente emozionata che sul tappeto rosso sotto al portone sembrava di volare sospesa.

Erano tutti lì per noi gli applausi senza considerare che mi ero presa già la mia fetta di applausi tipo clown al circo sul “palco” con gli istruttori al riscaldamento iniziale del Brooks Party Run

E niente mamma me lo dice sempre che come attrice comica avrei avuto un futuro, ma l’unica cosa che mi viene in mente quando me lo ripete, è solo Fantozzi perché questa sono.

Così a viale Europa sembrava che aspettassero i campioni del mondo invece aspettavano noi.

C’era chi saltava, chi correva all’indietro, chi cantava, chi faceva le ripetute e correva avanti e indietro per raggiungerci, insomma sembravamo una banda di pazzi in fuga, ma eravamo bellissimi ce l’hanno detto tutti.

Un gruppo di Milano e un gruppo di Roma un connubio perfetto eravamo un tutt’uno con la musica e con i fotografi che io un servizio fotografico così me lo sono sognato quel giorno vestita da sposa.

Ad ogni chilometro la nostra ola che allo stadio di solito fanno meno rumore, un gruppo di scalmanati ad animare tutto il percorso che oggi per la prima volta, dopo anni, mi è sembrato bellissimo.

La sensazione di leggerezza, ma non quella che pensate voi, perché quella di solito si prova solo in discesa, una leggerezza interna che ti fa pensare tipo alla Cuccarini mentre canta quella canzone che ci ricordiamo tutti, come fa? “Vola con quanto fiato in gola”… ecco quella…

E voli e sei al camping e hai appena superato la salita del presidente, in un attimo mentre canti Personal Jesus insieme ai Depeche mode… e pensare che l’anno scorso proprio in quel punto ho pensato e rimpianto il giorno in cui avevo deciso di farla questa gara.

Perché tanto non c’è niente da fare, più lo dico è più la rifaccio sembra come quelle cose che da tradizione si devono fare per forza tipo Natale con i tuoi.

E allora continui, a ritmo di musica, di 5 km in 5 km, senza neanche bere poi tanto perché già eravamo ubriachi di nostro.

Sì quello sembravamo, un gruppo di amici che avevano alzato un po’ il gomito, ma che per prudenza invece di portare la macchina correvano cantando allegramente.

Ma eravamo esaltati da tutte le nostre energie messe in strada, Il Brooks Party Run ci ha fatto capire che alla fatica non c’è resa e correndo e barcollando “semi allegri” “allegri” “andanti”…. siamo arrivati a 20km, il mare lo sentì e ci prendiamo per mano ci facciamo coraggio a vicenda.

La musica aumenta e ti ricordi e realizzi che manca davvero poco, pallone rosso, la curva da prendere è davvero larga,.

Facciamo mettere davanti Justine Mattera nostra madrina d’eccezione che col suo sorriso ci ha fatto brillare gli occhi per tutto il tempo.

Aumentiamo il passo, ultimi 100 metri, quelli che se non spingi abbastanza non sarà una volata coi fiocchi.. come siamo arrivati noi?

Uniti mano nella mano, sorrisi nei sorrisi musica contro musica volando come fanno i veri campioni… aspetto la fatidica domanda per domani mattina o tra qualche ora: come è andata?

Dove sicuramente risponderò: ho volato cantando perché ero ubriaca di felicità

Dominga Scalisi