Alla Maratona di Venezia abbiamo vinto tutti

Come poter raccontare una maratona di cui avete già visto e letto tutto? Io ve la racconto a modo mio perché vi assicuro che viverla in diretta è stata davvero emozionante e unica…

Alle 7.00 con la navetta arrivo a Stra. Inizia a piovere, beh lo avevano detto, in realtà io ho un amico di Venezia che sabato con la sua app mi avvisa di passare prima dell’una al km 39 perché l’acqua da lì in poi sarà alta, sarà alta più di 50 cm, ma io sorrido e dico:” fico mai vista Venezia con l’acqua alta dal vivo!” ( lo scoprirò dopo quanto è fico)..

Piove tanto che siamo costretti ad entrare in un tendone allestito per il cambio atleti.

Intanto fuori c’è uno che parla in tedesco e io chiedo ridendo : “ ma le saponette quando ce le danno?”

Così tanto per sdrammatizzare la situazione mi sembrava già abbastanza critica, cadeva pioggia che manco in tre mesi l’avremmo vista mai.

Ci cambiamo posiamo le borse con il cambio nei camion e ci facciamo un giro in Villa Pisani adiacente alla linea di partenza. Sono con un gruppo di amici di Roma, ma ne trovo tanti altri, i miei compagni di squadra e quattro chiacchiere prima della partenza che non te le fai?

Che per quanto chiacchiero io ci potrebbero costruire ponti e strade.

Ok siamo in diretta sulla Rai, linea di partenza, 5 minuti di ritardo. Inno di Mameli e via.

Lungo il Brenta si correrà per parecchi km, ma intanto il vento la fa da padrone. Testa bassa si corre punto.

22° km mi fermo comincio a camminare non respiro tanto è che chiedo se c’è un’ambulanza per farmi misurare la pressione mi sento stanca.

Mannaggia lo sapevo, sono senza un’ora di sonno e inizio a piangere, piango mentre mi passano avanti corrono tutti tranne me.

Mi sento chiamare per cognome, da dietro un amico che viene da Napoli mi abbraccia “ueee scalì che hai fatto? “ e continuiamo insieme riesce a darmi la carica fino al 25º e li ci perdiamo rallento, rallento, ma non mi perdo d’animo c’è un altro amico di Roma che mi sprona e quindi riparto.

Supero parco San Giuliano, so che manca poco siamo al 30km, non posso mollare ora “dai Dominga dai ” me lo ripeto come un rosario.

Riprendo a correre fino al 33° e li madre natura con un vento forza 40 frena in parte la mia corsa. Cammino mentre l’acqua cade sul mio viso come se volesse carezzarmi, guardo l’orologio sono le 12,40 e niente l’acqua è già alta lo so.

Dal ponte è chiaro che la situazione è peggiorata il mare è imbufalito, n posso fermarmi non ora. Corro per quel che posso contro un vento impossibile. Corro incontro un compagno di squadra, lo incoraggiodai dai riprendiamo insieme… corriamo fino al 39esimo” e bum eccola l’acqua.

Inizio a ridere tanto che mi prendono per matta sembro una bambina, salto nell’acqua felice.

Da lì il vero divertimento, ci sono anche le meduse, ne incontro due o tre, sarà da quest’estate che non ne vedo una e rido.

L’acqua è gelata tira un vento pazzesco sento freddo tremo ma continuò ridere, mancano 3 km i più lunghi della mia vita tanto che sono durati tre giorni nella mia testa.

Intanto continuo a saltellare con la speranza di scaldarmi, ma ci pensa la gente lungo i ponti che incita batte le mani e urla dandomi la forza così di andare avanti.

Eccolo, vedo l’arrivo, non so se piangere o ridere, ma non ci credo sono arrivata.

Ringrazio tutti, rido rido rido così tanto che mi fanno i complimenti per essere arrivata in questo modo

Una signora che consegna le medaglie si commuove per me, mi abbraccia e dice brava te la sei meritata

Oggi a mente fredda dico che abbiamo vinto tutti dal primo all’ultimo, anche se madre natura si è scatenata mettendoci a dura prova.

Si abbiamo vinto tutti

Dominga Scalisi