Rome 15K, quando correre insieme conta più del cronometro

A Roma c’è una cosa che sta diventando sempre più evidente: si corre di più e, soprattutto, si corre insieme.

I running club hanno riempito parchi, strade e piazze della città di gruppi spesso molto giovani. Ci si incontra, si corre qualche chilometro, si parla, ci si aspetta. Qualcuno va forte, qualcuno meno. Non è sempre importante.

La cosa importante è esserci.

È un modo diverso di avvicinarsi alla corsa rispetto a quello a cui siamo stati abituati per molti anni. Prima viene la compagnia, poi magari arriva l’allenamento, quindi la gara. E anche quando arriva il pettorale, il cronometro non è necessariamente l’unico motivo per essere lì.

La Rome 15K, in programma domenica 8 novembre, è interessante anche per questo.

Non soltanto perché si corre in una delle città più belle del mondo, ma perché mette insieme parecchi dei modi con cui oggi si può vivere una gara.

Ci sono 15 chilometri e 5 chilometri, entrambe le distanze aperte agli atleti competitivi e ai non competitivi. Una formula che permette di stare sulla stessa strada con obiettivi molto diversi: c’è chi proverà a fare il proprio tempo e chi invece avrà come unico obiettivo quello di arrivare al traguardo.

La 15K partirà alle 9 dalle Terme di Caracalla. Il percorso porterà i runner attraverso alcuni dei luoghi simbolo di Roma, passando tra Circo Massimo, lungotevere, Piazza del Popolo, Piazza di Spagna, via del Corso, Piazza Navona, Piazza Venezia, Fori Imperiali e Colosseo, prima del ritorno a Caracalla.

Alle 9.15 partirà invece la 5K, una distanza più accessibile anche a chi sta ancora prendendo confidenza con le gare.

E forse è proprio questa possibilità di scelta a raccontare bene il momento che sta vivendo la corsa romana.

Prima ci si incontra, poi si corre

L’avvicinamento alla Rome 15K non è stato affidato soltanto alle tabelle di allenamento.

A Villa Borghese sono stati organizzati quattro allenamenti gratuiti con i tecnici del Gruppo Purosangue, il 20 e 27 ottobre.

Allenamenti aperti a tutti, con gruppi e ritmi diversi.

Un’altra fotografia di quello che sta succedendo: una gara che comincia molto prima della partenza, quando ancora non c’è nessun cronometro da fermare.

Gli appuntamenti sono al Tempietto di Antonino e Faustina, con allenamenti aperti anche a chi sta iniziando. Uno degli allenamenti prevede una seduta fatta di ripetute, con ritmi indicativi da 4’00” a 5’40” al chilometro.

Per qualcuno sarà allenamento vero.

Per qualcun altro sarà semplicemente un modo per capire come si prepara una gara.

Anche questo fa parte della corsa.

Una gara può diventare un weekend

C’è poi un altro aspetto che racconta bene questa idea di gara come esperienza.

La Rome 15K ha stretto un accordo con Le Vacanze Romane, il portale dedicato alle strutture ricettive extralberghiere di Roma e del Lazio.

Chi è iscritto alla gara può ottenere il 10% di sconto sul soggiorno, scegliendo tra le strutture aderenti: appartamenti, case vacanza, B&B e affittacamere.

Lo sconto si ottiene facendo una richiesta di preventivo nella sezione “Dove dormire” e dimostrando la propria iscrizione alla Rome 15K. Il contributo di soggiorno resta escluso e non sono previste commissioni aggiuntive.

È un dettaglio apparentemente secondario, ma racconta un’altra cosa interessante: una gara può essere anche il motivo per arrivare a Roma prima, fermarsi qualche giorno in più, correre e poi continuare a vivere la città.

Non soltanto andare alla partenza e tornare a casa.

Il traguardo non è uguale per tutti

C’è infine una parte della Rome 15K che merita di essere raccontata senza trasformarla in una parentesi.

Grazie al progetto Charity con SOD Italia APS, le Joëlette saranno presenti sia nella 5K sia nella 15K.

Sono strumenti che permettono a persone con disabilità di partecipare alla corsa insieme agli altri, condividendo il percorso e il traguardo.

È un’immagine che forse dice più di tante parole sull’idea di corsa che questa manifestazione vuole portare in strada.

Perché se la corsa è diventata negli ultimi anni un modo per costruire nuove comunità, allora una comunità ha senso soltanto se riesce a far spazio a persone diverse.

Anche a chi non corre con le proprie gambe.

Anche a chi arriva per ultimo.

Anche a chi non ha nessun tempo da migliorare.

La Rome 15K, in fondo, mette insieme tutte queste cose.

I runner esperti e quelli che stanno cominciando. I 15 chilometri e i 5. I competitivi e i non competitivi. Chi arriva da Roma e chi può trasformare la gara in un fine settimana nella Capitale. Chi corre per il cronometro e chi corre semplicemente per esserci.

È una gara, certamente.

Ma può essere anche una fotografia abbastanza precisa di come sta cambiando il modo di vivere la corsa.

Perché forse la domanda non è più soltanto:

quanto ci metti a correre 15 chilometri?

Ma anche:  con chi vuoi correrli?