Ci sono luoghi che si possono attraversare di corsa. E altri che chiedono semplicemente di essere camminati.
Le colline di Montefalco, a novembre, appartengono decisamente alla seconda categoria. Le vigne hanno cambiato colore, l’aria profuma di terra e di mosto, e la stagione sembra fatta apposta per rallentare il passo e guardarsi intorno.
È dentro questo paesaggio che domenica 15 novembre torna uno degli appuntamenti più conviviali del Sagrantino Wine Trail. Una camminata di circa 6,5 chilometri, non competitiva e aperta a tutti, che parte da Piazza del Comune di Montefalco e arriva al Chiostro di San Bartolomeo.
Ma chiamarla semplicemente “camminata” sarebbe riduttivo.
Perché qui il percorso non serve soltanto ad arrivare da un punto all’altro. Serve a mettere insieme persone, paesaggio e tavola.
Sei chilometri e mezzo, quattro volte il piacere di fermarsi
Si parte a piccoli gruppi, distribuiti nell’arco della mattinata, a partire dalle 9.30. Non c’è un cronometro da inseguire e non c’è una classifica da guardare.
Ci sono invece quattro soste enogastronomiche, distribuite lungo il percorso.
La prima arriva dopo circa 2,5 chilometri, alla Cantina Colle Ciocco, con una strapazzata di uova al tartufo accompagnata dal vino della cantina.
Poi si riparte.
Alla Cantina Colle Mora arriva una zuppa di legumi umbra con olio extravergine novello.
Più avanti, alla Cantina Fratelli Pardi, è il momento della porchetta Cariani con contorno.
E infine il dolce, servito al Chiostro di San Bartolomeo, con una selezione di dolci della tradizione umbra e il vino della Cantina Romanelli.

In mezzo ci sono strade, vigne, colline e quella dimensione particolare della corsa e del cammino che conosciamo bene: il tempo che finalmente smette di essere una misura e torna ad essere un’esperienza.
Una gara senza gara
Forse è proprio questo l’aspetto più interessante dell’Enogastrocamminata.
Nel mondo delle manifestazioni sportive siamo abituati a misurare tutto: chilometri, dislivello, passo medio, tempi di percorrenza, posizione in classifica.
Qui il regolamento dice una cosa molto semplice: si cammina, non si corre.
Il limite massimo è di 420 partecipanti e i gruppi, di circa 70 persone, partono a intervalli di mezz’ora.
È una scelta che cambia completamente il modo di stare sul percorso.
Ci si può fermare a parlare. Si può aspettare chi è rimasto indietro. Si può assaggiare qualcosa senza pensare a quanto tempo si sta perdendo.
Anzi, qui fermarsi è parte del programma.
E forse è proprio questo che rende questa esperienza così interessante anche per chi normalmente vive la corsa come una sfida con se stesso.
Per una mattina non serve andare più forte.
Serve esserci.
Camminare dentro il territorio, ascoltarlo e, soprattutto, sedersi idealmente alla sua tavola.
Perché il Sagrantino, in fondo, non è soltanto un vino.
È un paesaggio, una cultura, una cucina e un modo di stare insieme.
E domenica 15 novembre, per 6,5 chilometri, si possono attraversare tutti con un paio di scarpe comode e molta voglia di rallentare.
Le iscrizioni sono a numero chiuso. I dettagli e le modalità di partecipazione sono quelli indicati nel programma ufficiale dell’evento.



