sabato, Aprile 18, 2026
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Dal Pianeta Vega

Foto - https://veganrunners.de/

Dal Pianeta Vega, arrivano i vegani contro i quali combatte Actarus con l’aiuto di Goldrake.
Una metafora della lotta tra i carnivori terrestri ed esseri che hanno un altro “sentire”. Quella
che sembra una tendenza in decisa crescita è la complessiva riduzione del consumo di carne.

Una bella bistecca fiorentina ha ancora il suo succoso appeal, specialmente quando
costituisce l’eccezione ad una alimentazione che privilegia altri nutrimenti. Gli studi più recenti
non hanno dubbi che una alimentazione “mediterranea”, con una forte componente di frutta,
verdura e poca carne rossa (privilegiando il pesce), reca un benefico effetto rispetto ad una
serie di patologie (ictus, malattie cardiovascolari, etc.). Adesso, se vi aspettate un panegirico
sulla riduzione dell’impatto sull’ambiente, non potrete che restare delusi; non è proprio il caso.

Ultimamente, però, il green approach è diventato una sorta di jihad occidentale, con un
fanatismo pari solo agli interessi che, dietro le quinte, muovono tutti come inconsapevoli
marionette.

Il discorso resta, pertanto, confinato al solo aspetto “salutistico”. Sulla base di un mero calcolo
di convenienza egoistica, mangiando meno carne si vive di più e meglio, per cui sembra
consigliabile riservarla – come i nostri genitori ed i nostri nonni e quanti prima di loro – a quel
solo giorno a settimana, in cui si compie un “rito” per celebrare animali che sono morti per il
nostro sostentamento senza che abbiamo mai avuto il coraggio di cacciarli personalmente.

Ma, al contrario, li abbiamo sottoposto a tante e tali vessazioni che una celebrazione di questo
“martirio” è una giusta compensazione.

Mangiare bene è però diventato un lusso. I prodotti di cui abbiamo bisogno, che prima erano
l’acquisto quotidiano da fonte certa, oggi sono sostituiti da succedanei di semplice
approvvigionamento, elaborati dall’industria agroalimentare, che trovate negli scaffali dei
supermercati e già “scarichi” dei nutrienti appena collocati dall’addetto.

Del resto l’associazione tra i due termini (alimentare e industria), la dice tutta su dove pende la
bilancia e a chi arriva il conto. Per alimentarsi correttamente occorre, quindi, metter mano al
portafoglio e provare a verificare i documenti di identità dei prodotti e della filiera che li
rappresenta. Non basta dunque poter pagare di più ma occorrono anche le indubbie capacità
investigative per verificare se il prodotto “Km 0” non abbia invece fatto, dopo una permanenza
per maturare non-si-sa-dove, un paio di tratte transoceaniche.

Nella fase di sviluppo un certo quantitativo di proteine animali è necessario, per cui sarebbe
bene fare attenzione all’imposizione di regimi alimentari a coloro che non possono esprimere
scientemente i loro bisogni. Ma, dopo, qualche miglioramento nel sapere con cosa (e come)
facciamo andare avanti il nostro organismo pare una scelta saggia. Se, come disse qualcuno,
siamo quello che mangiamo, non sono certo di sapere davvero chi siamo, proprio perché non
abbiamo la più pallida idea di quello che mangiamo.

Una deriva verso una riduzione progressiva del consumo di carne ha effetti sulla nostra attività
sportiva?

Per fortuna, dato che non facciamo i culturisti, il nostro fabbisogno energetico è facilmente
assicurato e le nostre prestazioni non ne risentono.

Una bimbetta sul treno: “Abbiamo comprato un ventilatorio che sembra una pala ieolica, ma
molto molto più piccola”. Piccoli talebani crescono.

Mr Farronato
Mr. Farronato Podista e scrittore. La corsa mi serve per superare i limiti dell’ordinario mentre, scrivendo, supero quelli dello straordinario. Potete trovarmi – sotto falso nome – nelle gare della nostra bella capitale e, soprattutto, alle maratone. La corsa è la soglia del crepuscolo che si affaccia su un mondo diverso.