venerdì, Maggio 1, 2026
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L’ordine delle nostre passioni

Ci provo: mangiare bene, dormire a sufficienza, allenarmi quando serve. Tutto per migliorare, anche solo un po’.

Poi, inevitabilmente, succede il contrario: dormo tanto ma non quando dovrei, mangio più del previsto e mi alleno come capita. Basta invertire l’ordine delle cose e il risultato non è mai lo stesso. È quasi matematico.

Allora mi organizzo. Programmo la giornata, divido proteine, carboidrati e grassi come dicono i manuali e mi convinco che questa volta durerà. Ma, puntualmente, dura poco.

Leggo articoli, ascolto podcast, seguo serie, chiamo amici, pago professionisti, leggo recensioni e libri. Spendo tempo e denaro nel tentativo di essere sempre aggiornato e “sul pezzo”, con l’illusione di avvicinarmi a un risultato fisico accettabile. Chi mi sta vicino, però, non dice nulla: osserva e sa già come andrà a finire, prima ancora di me.

Lo sport, si dice, è disciplina. E io ci credo. Ma poi arrivano le tentazioni: “Vieni a fare serata?” E tu, che vuoi più bene agli altri che a te stesso, accetti. Non una volta, non due: ogni sera, per settimane.

La verità è che la vita dello sportivo amatoriale è fatta anche di concessioni. E noi le accogliamo tutte, per non soffrire troppo, per non rinunciare al piacere di stare insieme.

Forse ci vorrà una vita intera per imparare a correre davvero veloce, salire in bici senza cedere alla salita, nuotare leggeri come chi ha imparato da bambino. Ma in fondo va bene così.

Perché, se è vero che la vita è ciò che ci accade mentre siamo impegnati a fare altro, allora tanto vale continuare a scombinare l’ordine delle nostre passioni. Godendoci ogni passo, ogni pedalata, ogni bracciata. E soprattutto, chi ci cammina accanto.

Marco Raffaelli
Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso