Il sogno Olimpico e la nuova frontiera degli E-Sports

E’ l’anno 2024. Siamo a Parigi e all’interno dello stadio dove si stanno disputando i Giochi Olimpici, il massimo detentore di tutti i record della League of Legends sta per disputare il suo match virtuale sotto l’occhio attento degli arbitri vigili, del suo allenatore e di migliaia di spettatori.

Accanto alle discipline degli sport più tradizionali, si sfidano anche i giocatori di videogiochi più forti pervenuti da ogni parte del pianeta e supportati da un vero e proprio Team di professionisti.

È fantascienza? Assolutamente no, ma torniamo ai giorni attuali.

Manca meno di un mese all’avvicinarsi del sogno Olimpico di Tokyo 2021. Atleti professionisti delle varie specialità hanno affrontato questi mesi di preparazione sul campo, sudando, faticando. In molti casi facendo dei sacrifici che neanche noi riusciamo ad immaginare.

Parallelamente si apre uno spiraglio di interesse, da parte del Comitato Olimpico per ciò che concerne tutto il settore dei E-Sports.

Di cosa parliamo esattamente?

Dalla definizione di Wikipedia, con il termine “E-Sports” si indicano i giocatori di videogiochi che praticano a livello professionistico questo sport.

Se già nel recente passato abbiamo assistito all’evoluzione del gaming praticato da scopo ludico a scopo professionale (vedi la parabola del poker online e di campioni storici e noti in tutto il mondo come Dario Sammartino, Max Pescatori e molti altri); oggi la storia si evolve con la parabola degli E-Sports che nel mondo asiatico hanno già conquistato un proprio spazio sociale notevole e solo per questo ci lasciano riflettere sullo sviluppo che potrebbero avere negli anni avvenire.

In Italia la partica degli E-Sports al momento è solo ridimensionato o comunque piuttosto che prendere piede sul territorio italiano con dei campionati live veri e propri, si sta affermando con la nascita di campioni e giocatori che poi all’estero si impongono per la loro arte del gaming sui videogiochi e si sanno affermare così anche in contesti internazionali.

Possiamo immaginare in un futuro, uno stadio popolato da staffettisti, centometristi ed esperti di videogiochi?

Si tratta di un settore industriale in costante crescita ed il fatto che il Comitato Olimpico si sia espresso positivamente, lascia presagire uno scenario futuro aperto a nuove prospettive.

Un segmento di mercato che nel 2020 ha visto superare un miliardo e mezzo di dollari, complice anche il periodo della pandemia che ha dato un input all’incremento di queste discipline soprattutto tra i più giovani.

E-Sports in Italia e nel mondo

Nei grandi eventi internazionali i match di E-Sports si disputano nelle fasi finali, all’interno di veri e propri stadi che contano in alcuni casi un pubblico oltre le 150 mila persone.

In Italia il fenomeno, a causa di un eccesso di burocrazia e di una cultura che vive il gaming come un hobby, ancora non ha preso piede come negli altri Paesi. Nel frattempo, sono state aperte scuole di formazione per arbitri, allenatori, analisti e commentatori di e-Sport. E’ possibile quindi nel prossimo futuro aspettarsi un’evoluzione pro gamer che colmi il gap con i Paesi esteri? Lasciamo aperto questo punto interrogativo, con la promessa di tornare a rispondere all’argomento tra qualche mese o anno, magari proprio durante un torneo Olimpico…magari a Parigi 2024!

Chiara Fierimonte
Mamma, runner e scrittrice. Amo la fatica delle lunghe distanze nella corsa. Se siete a Roma mi trovate all’alba sul Lungotevere dove mi alleno nel fascino di questa città. Grazie alla corsa ho imparato a riconoscere e superare i miei limiti, ma su Storie Correnti parleremo soprattutto di voi!