Volano Italia

L’art. 205 del “decreto rilancio Italia” elenca le misure adottate dal governo e finalizzate al sostegno della mobilità sostenibile. Un’iniezione di energia da 120 milioni di euro in forma di incentivi alla mobilità alternativa e di 300 milioni per lo sviluppo di infrastrutture ciclabili da destinare ad opere di cicloturismo e ciclabilità urbana.

E’ un lavoro condiviso tra il Ministero dei Trasporti e il dicastero dell’Ambiente il cui  Ministro Sergio Costa in una sua videoconferenza ha ben spiegato le motivazioni che hanno visto il suo dicastero al centro di una manovra che ha certamente toccato tantissimi settori economici ma che non ha tralasciato un settore che vede l’Italia primo produttore europeo e secondo produttore ed esportatore mondiale.

Un settore che conta ben 3000 aziende in un Paese con una riscoperta voglia di pedalare e di essere pedalato.

Oggi lo chiamano “Settore Strategico”.

“L’A Bi Ci”  Il secondo rapporto di Legambiente sull’economia della bicicletta in Italia del 2018 aveva stimato un valore del P.I.B. Prodotto Interno Bici di ben 22 miliardi di euro dei quali, contrariamente alle convinzioni, l’indotto maggiore per ben 18 mld arriverebbe dalla mobilità ciclistica urbana.

 

Infografica del Rapporto Legambiente sul P.I.B. Prodotto Interno Bici anno 2018

In pillole cosa prevede per la mobilità sostenibile il Decreto Rilancio Italia.

Rispetto alle bozze del decreto che circolavano nei giorni precedenti, diminuisce la percentuale d’intervento ma si allarga la platea dei beneficiari. Passa dal 70 al 60% la quota di incentivo massimo applicabile per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, e mezzi di trasporto individuale come micro mobilità elettrica, monopattini, monowheels, hoverboards fino ad un massimo di 500 euro. Gli incentivi sono riservati a cittadini maggiorenni residenti in comuni, città metropolitane e capoluoghi di Provincia e di Regione con più di 50.000 abitanti e non più 60.000. Per usufruire dell’incentivo massimo di euro 500,00 l’acquisto dovrà avere un valore di almeno 833,00 euro rimanendo a carico del beneficiario la quota residua, 333 euro in questo caso. L’incentivo è retroattivo e vale per gli acquisti sostenuti a far data dal 4 maggio coincidente, non a caso, con l’ingresso del paese nella c.d. Fase 2.

Ed è questo il senso della manovra: incentivare l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto nel panorama urbano a sostegno della domanda di trasporto pubblico.

In attesa che siano pronti i decreti attuativi del provvedimento, il ministro Costa ha specificato che, a fase avviata, il bonus sarà decurtato direttamente dal commerciante. Si pensa ad una piattaforma dove accreditarsi per ottenere un voucher da consegnare al negoziante e vedersi “scontare” l’incentivo direttamente in sede di acquisto. Sarà invece rimborsato a coloro che hanno già sostenuto la spesa.

Un’opportunità per molti ma non per tutti.

L’incentivo di 120 milioni si tradurrà nell’acquisto di 240.000 mezzi ipotizzando che tutti usufruiranno della quota maggiore di incentivo e non calcolando coloro che lo utilizzeranno per acquistare pacchetti di mobilità in sharing (bici, monopattini, sono esclusi i veicoli a motore) pure previsti dal decreto.

Non è chiaro se sarà possibile usufruire degli incentivi sugli acquisti online attraverso piattaforme con sedi fiscali all’estero proprio per la triangolazione dei rapporti fisco-cittadino-commerciante. Visto il periodo il nostro consiglio è proprio quello di rivolgervi ai negozi del territorio più che al web e alla grande distribuzione per quell’economia di  prossimità che più di altre ha sofferto in questo periodo di chiusura e che saprà garantirvi la necessaria assistenza postvendita.

L’Associazione Salvaiciclisti ha realizzato un documento con tutti i negozi di bici presenti sul territorio di Roma divisi per municipio e consultabile al seguente collegamento.

Gli interventi di ciclabilità dell’art.205.

Tra le novità introdotte dal decreto vi sono aggiunte e modifiche al Codice della Strada laddove introduce e definisce le “Corsie Ciclabili”, una corsia, longitudinale alla carreggiata e posta a destra della stessa, delimitata dalla striscia discontinua che ne permetterebbe, qualora fosse sgombera di cicli, la circolazione ad altri veicoli ma idonea a rendere facilmente realizzabili i percorsi vista la modalità soft d’intervento.  Un’ ”infrastruttura leggera” che normalmente viene definita “Bike Lane”. Pensata per sopperire a tutte quelle difficoltà di progettazione e realizzazione che incontra un’infrastruttura pesante come le “piste ciclabili”: incroci, passi carrabili, attraversamenti. E’ il modello definito alla francese che in pochissimi anni ha reso ciclabile gran parte del paese d’oltralpe.

 

Esempio di “Corsia Ciclabile”

 

Un’altra novità è rappresentata dalla previsione della c.d. “Casa Avanzata”.

Si tratta di una porzione della carreggiata, posta in prossimità dell’intersezione semaforizzata e che rappresenta una “zona franca” avanzata all’interno della quale le biciclette, accedendovi dalla corsia ciclabile laterale, possono spostarsi dal lato destro a quello sinistro e in posizione avanzata rispetto ai veicoli fermi al semaforo che avranno la linea di arresto prima della “casa avanzata”. Un’area di salvaguardia, molto in uso nei paesi anglosassoni, che tutela i ciclisti soprattutto nei cambi di corsia e le svolte a sinistra nel nostro caso, essendo la corsia ciclabile posta sulla destra delle carreggiate. Non solo, la casa avanzata rappresenta anche una tutela in termini di salute in quanto non costretti a respirare i gas di scarico dei veicoli a motore di chi segue essendo fermi davanti ai veicoli.

 

Un esempio di Casa Avanzata per le biciclette realizzata a Torino in questi giorni.

Ultima, ma non per questo meno importante tra le opere di ciclabilità, la previsione di rendere promiscue, tra mezzi pubblici e mobilità alternativa, le corsie riservate al trasporto pubblico qualora rispettino determinate caratteristiche che consentano il sorpasso in sicurezza del ciclista.

Ancora tutti gli uffici e le amministrazioni pubbliche con più di 100 dipendenti dovranno designare un Mobility Manager che stipuli piani di mobilità aziendale sostenibili a favore delle forze lavoro.

In attesa dei decreti attuativi le previsioni lasciano auspicare un grande cambiamento del panorama urbano ed anche lavorativo.

C’è chi dice: “C’è voluta una pandemia”.

No, non ci sarebbe mai voluta, nemmeno per ottenere quello che una piccola ma sempre più numerosa parte dei cittadini chiede da tanti, troppi anni e che moltissimi pure tenevano nel cassetto dei desideri irrealizzati finora per paura e insicurezza e che magari, già da domani, saranno in fila a comprare una bella bicicletta.

Parafrasando una famosa citazione:

“Un piccolo passo per il ciclista, un gigantesco balzo per la ciclabilità”.

Del resto anche a noi sembra di toccare, per la prima volta, la Luna.

Marcello Perotta.