Se proponete a una persona che non corre di visitare una città o un borgo, vi farà domande su cosa vedere, cosa mangiare e così via. Se invece proponete la stessa gita a un runner, la domanda sarà una sola: «Ah, ma c’è una gara? Una mezza? Una maratona? Allora sì, andiamo!».
I runner, infatti, hanno la capacità di associare qualsiasi visita turistica alla partecipazione a una gara, che ormai si trova ovunque, dalle grandi metropoli ai paesini più sperduti.
E in effetti, le trasferte sono una delle parentesi più piacevoli della corsa. Diventano spesso l’occasione ideale per fare gruppo e conoscere meglio i compagni di squadra. Non è un caso che proprio in trasferta nascano le amicizie più strette! Se poi si partecipa in massa con il proprio gruppo, l’evento rimarrà scolpito nei ricordi per molto tempo.
Anche qui, però, c’è una grande differenza tra due filosofie di vita: chi fa toccata e fuga e chi si concede un lungo weekend turistico.
L’avverbio “spesso” non è casuale: quasi nessuno sceglie una sola modalità in assoluto, ma ognuno ha la propria spiccata predilezione.
I re del toccata e fuga
Chi fa toccata e fuga lo fa per motivi familiari, di lavoro o, diciamocelo chiaramente, perché partecipa a così tante gare durante l’anno da non potersi permettere ogni volta di prendere ferie o spendere soldi per dormire fuori.
Non a caso, questo tipo di runner è un vero maestro nello scovare hotel strategici a poco prezzo e offerte superscontate per treni e voli. Se poi conosce già la località, ha tutto sotto controllo: dall’albergo al ristorante per la cena pre-gara.
Ogni tanto, però, anche questi runner si concedono weekend più lunghi. Succede soprattutto quando si gareggia all’estero o quando si viaggia con il proprio partner che, giustamente, vuole visitare la città e a cui, spesso, della gara non importa un bel niente!
A parte queste eccezioni, la tendenza del mordi e fuggi è partire, correre e tornare subito a casa.
Delle visite culturali gli importa poco, oppure le rimanda ad altre occasioni. Alla gara si è preparato a lungo e ha la costante fobia che qualche camminata di troppo il sabato possa compromettere la prestazione della domenica.
Per lui la gara è al centro di tutto. Il resto è un accessorio.

I cultori del weekend turistico
Chi si concede il weekend lungo ha una visione diametralmente opposta: è la gara a essere un accessorio!
Parliamo di persone che viaggiano prima di tutto per il piacere di scoprire un posto nuovo, e poco importa se servirà fare chilometri a piedi il giorno prima di gareggiare. Il loro soggiorno dura almeno due notti, ma più frequentemente tre o quattro.
Se i mordi e fuggi viaggiano leggeri, in tuta e con il solo zainetto d’ordinanza, rigorosamente bagaglio a mano gratuito, i turisti sembrano in vacanza da un mese, con trolley giganti pronti a ogni evenienza.
Pianificano le giornate nei minimi dettagli per visitare quanti più musei e monumenti possibile. Alla gara ci pensano la domenica mattina, non appena suona la sveglia.
Hanno un approccio molto più rilassato e, a dire il vero, non hanno tutti i torti.
Passeggiare un po’ il sabato non significa necessariamente arrivare stanchi alla linea di partenza, così come stare a riposo sul divano non garantisce automaticamente un PB (Personal Best) la domenica.
Se bastasse riposare il giorno prima per fare il record, faremmo il PB a ogni gara di casa!
Di per sé, quindi, la gita turistica non compromette necessariamente la prestazione. L’importante è non esagerare e ritagliarsi comunque i giusti momenti di relax.
Il momento della verità: la domenica pomeriggio
La vera differenza tra le due categorie si svela la domenica pomeriggio.
Se si gareggia in Italia, nella maggior parte dei casi il mordi e fuggi riparte subito dopo il traguardo. Giusto il tempo di una doccia veloce, un boccone al volo e via verso la stazione o l’autostrada.
Per i turisti, invece, il momento più bello della trasferta inizia proprio ora!
Si cambiano con calma, rientrano in hotel, si rilassano e poi escono di nuovo. Li aspettano una passeggiata defaticante, un bell’aperitivo e una cena luculliana. Il tutto rigorosamente con la medaglia al collo!
Si mangia e si beve di tutto, senza sensi di colpa, specialmente dopo una maratona.
Certo, anche chi torna a casa può festeggiare a cena, ma oggettivamente: passeggiare e girare per i locali della città in cui hai appena corso, sfoggiando la medaglia al collo, non ha prezzo.
Chi riparte di corsa la domenica si perde quella che, probabilmente, è una delle soddisfazioni più grandi di tutta la trasferta.
Ad ogni modo, brevi o lunghe che siano, le trasferte di corsa sono quasi sempre un’esperienza fantastica.
In fondo, sono uno dei modi migliori per staccare dalla routine quotidiana, scoprire posti nuovi, condividere una passione e rientrare a casa con il sorriso.



