Ricorda cosa puoi fare

Il triathlon è uno sport di endurance. E’ un’attività multidisciplinare nella quale l’atleta copre nell’ordine una prova di nuoto, una di ciclismo e una di corsa, senza interruzione.

Fin da piccoli tutti abbiamo iniziato dai braccioli in acqua, alle rotelle per la bici e ciondolanti dalla mano di mamma e papà arrivando alle corse con gli amici… Il triathlon è in grado di risvegliare quella innata forza di lasciarsi andare agli elementi, acqua terra aria e sapere che possiamo unirli in una sola grande emozione.

Il Triathlon ‘classico’, quello cosiddetto olimpico le cui distanze sono le stesse viste alle Olimpiadi, si disputa sui 1500m a nuoto, sui 40 km in bicicletta ed infine, sui 10km di corsa. Numerose sono le varianti delle distanze del Triathlon, a seconda dell’età e delle caratteristiche tecniche.

Ma è nella lunga distanza che questo sport trova il suo pieno compimento. Come per la maratona di New York nel running, ci sono tappe nella vita di un triatleta che prima o poi vanno affrontate e la più importante di tutte è l’ironman. Stiamo parlando di una gara in cui gli atleti devono nuotare per 3.8km pedalare per 180km e correre in fine 42 km e 195 metri.

I Campionati del mondo di Ironman si svolgono annualmente alle Hawaii. La leggenda narra che nel 1978, durante la premiazione di una gara di corsa, tre marines ubriachi discutevano quale fosse la disciplina sportiva più dura in assoluta. Uno dei tre, John Collins, propose una nuova forma di gara che fosse il risultato di 3 gare già esistenti e note per la loro durezza. Il primo che avesse portato a termine la estenuante prova sarebbe stato eletto Ironman, uomo d’acciaio. Alla prima gara della storia, che si disputò il 18 febbraio dello stesso anno, si iscrissero in 15 atleti. Solo 12 giunsero al traguardo.

Da alcuni anni il popolo dei triatleti in Italia è cresciuto a dismisura. Molti lo provano come una sfida contro se stessi, altri per cambiare, provare che un solo sport a volte non basta, non sazia, non appaga la voglia di andare oltre.

Soddisfare il bisogno di alzare quell’asticella che ci ha fatto correre dal parco sotto casa fin sopra i monti dei trail più duri, passando per le maratone internazionali.

E’ lo stesso spirito che vivono uomini e donne i quali si sono messi in gioco entrando in acqua e salendo sui pedali per la prima volta. Poi accade che tutto cambia, gli impegni, gli investimenti e le rinunce, ti alleni di più, reggi di più la fatica, senti dentro muovere un mostro che ti dice “ce la puoi fare”, ti sprona a capire che i limiti sono solo nella tesata e ti conduce a poter dire: io ci sono e sono un ironman.

Noi non abbiamo fame di gloria, non ci sono deliri di onnipotenza, siamo sempre quei calabroni che non sanno che possono farlo, ma lo fanno: volano. Così come se fosse un campo di battaglia o meglio ancora una manche di giochi senza frontiere ti metti la muta, prepari la bici e allacci bene le scarpe da runnng.

Dal primo triathlon sprint, con distanze per chi vuole iniziare, passando per gare più impegnative arrivando in fine al momento in sei su quella spiaggia con la muta in attesa dello start. La nostra quotidianità è fatta di tante altre prove estreme, di lavori, di figli, di impegni e progetti. Ciò che resta è il tempo nutriente a noi stessi, alle energie positive a quelle sfide che ti danno più di quanto ti tolgono.

Solo così puoi dire di essere un ironman ancora prima di partire.

Non abbiate paura di mettervi in gioco, come il primo tuffo, la prima caduta in bici, la prima corsa a perdi fiato in contro alle onde del mare.

Sta tutto alla nostra voglia di fare e capire dove possiamo arrivare.

Buon divertimento a tutti.

 

 

Marco Raffaelli
Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso