giovedì, Agosto 6, 2026
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Ogni estate, una ragione in più

Ogni estate c’è qualcuno che ci chiede perché torniamo in Sardegna.
La risposta più semplice sarebbe parlare delle spiagge, del mare trasparente o della Costa Smeralda. Oppure dei traghetti sempre più costosi per raggiungerla. Ma nessuna di queste cose spiega davvero perché, da cinque anni, continuiamo a scegliere quest’isola.
La Sardegna che ci fa tornare è un’altra.
È quella dei Tenores che alle nove di sera riempiono una cattedrale di voci antiche. È un castello che domina Bosa mentre il Temo attraversa la città con una calma che sembra insegnare un modo diverso di vivere il tempo. È una terra che va scoperta con lentezza, lasciandosi guidare più dalla curiosità che dalle indicazioni.
In questi giorni avevamo sentito parlare della spiaggia di Porto Managu come di un luogo quasi irraggiungibile. Tutti ne conoscevano l’esistenza, ma nessuno sapeva dirci davvero come arrivarci, se non chi ci era approdato in barca.
Ma diteci tutto, tranne che un posto non si possa raggiungere a piedi.
Così sono partito di corsa da Bosa, lungo la provinciale 49 verso Alghero, una delle strade panoramiche più belle d’Italia. Curve che si aprono sul mare come sipari, il profumo della macchia mediterranea, spiagge dai nomi che sembrano raccontare storie prima ancora di essere luoghi.
Dopo una decina di chilometri ho trovato l’imbocco del sentiero. Altri due chilometri immerso nella vegetazione e poi, all’improvviso, Porto Managu. Una piccola caletta protetta da un grande scoglio, silenziosa, quasi nascosta.
Mi sono fermato il tempo di bagnare i piedi e rinfrescare l’anima, prima di riprendere la strada del ritorno con quel passo lento che solo le vacanze sanno regalare.
Forse è proprio questo il motivo per cui torniamo ogni anno in Sardegna. Non per collezionare spiagge, ma per continuare a scoprire un’isola che sa sorprenderti ogni volta con qualcosa che non avevi programmato di cercare.
Marco Raffaelli
Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso