Nadia Comaneci: il 10 perfetto che incantò il mondo

Scelse il suo nome la madre dopo aver visto, durante la gravidanza, un film la cui protagonista si chiamava Nadia che in russo vuol dire speranza.

E di speranza in quel Paese, per vivere decentemente e andare avanti, ce ne voleva davvero parecchia. In quegli anni la Romania appariva all’Occidente capitalista e democratico come un Paese lontano e quasi sconosciuto, isolato dal resto del mondo all’interno della cortina di ferro sovietica.

Chi l’aveva anche solo visitata raccontava di una terra di una bellezza misteriosa e selvaggia, di castelli medievali, borghi nascosti nelle foreste, eremi inaccessibili e cupi manieri che svettavano soprattutto nella Transilviana.

La miseria era tale che molti genitori, non potendo garantire ai propri figli le necessità primarie, erano costretti ad abbandonarli negli orfanotrofi o per le strade.

Ed è da un piccolo paese della Romania che proviene Nadia.

Inizia a fare ginnastica a 3 anni presso la società sportiva “Flacăra” .

Ma è all’età di 6 anni che viene notata mentre gioca in un cortile con un’amica.

Bela Károlyi è in cerca di nuovi talenti da inserire nella sua nuova squadra condotta insieme con la moglie Marta.

E’ il 1969 quando partecipa per la prima volta ai campionati rumeni piazzandosi al 13° posto.

Il 10 perfetto che incantò il mondo.

Raggiunge la perfezione all’età di 14 anni quando segna un “10 perfetto” sulle barre irregolari nella parte a squadre della ginnastica alle Olimpiadi di Montreal 1976, e anche il tabellone non sapeva cosa fare: non era in grado di visualizzare le quattro cifre necessarie per mostrare una riga di 10.00, perché nessuno aveva nemmeno immaginato che fosse possibile.

Nel corso dell’evento olimpico ottenne il punteggio perfetto altre 6 volte, vincendo tre medaglie d’oro (concorso generale individuale, trave e parallele asimmetriche), una d’argento (concorso generale a squadre) e una di bronzo (corpo libero).

Tutt’intorno, barre irregolari e trave di equilibrio, è superstar internazionale.

Nadia Comaneci nel 1977, poco prima di compiere sedici anni (AP Photo)

Possiede abilità eccezionali, equilibrio e una tecnica pulita, ha aggiunto altre due medaglie d’oro a quella di Montreal alle Olimpiadi del 1980 a Mosca (trave e pavimento), e ha vinto due medaglie d’oro ai Campionati del mondo (1978 nella trave e 1979 nel Team) e numerosi titoli europei.

Quando entrava in azione, era tanto innovativa quanto tecnica.

Alla trave, è stata la prima ginnasta a eseguire una camminata aerea e una serie di voli aerei con molla a ruota.

Ha anche debuttato con la doppia torsione smontata e il doppio salto all’indietro sul pavimento. La sua volontà di mettere la creatività e l’ambizione accanto all’eccellenza tecnica continua a influenzare artisti del calibro di Simone Biles.

Dall’Olimpo agli inferi :

Erano gli anni in cui la Romania era governata dal dittatore Niculae Ceausescu e dalla moglie Elena, gli stessi in cui Nadia collezionava gloria e medaglie, una dopo l’altra. Tutti la guardavano, tutti l’ammiravano, al punto tale che Ceausescu sceglie di utilizzarla” per mostrare al mondo occidentale il potere della Romania: Nadia diventa un’eroina nazionale.

Alle Olimpiadi di Montreal del 76’Nadia incontra Bart Conner, un biondino americano di diciassette anni, ginnasta anche lui, e molto bravo.

Li fotografano insieme mentre alzano felici i propri trofei.

Lei non sorrideva mai:

Un sorriso mi farebbe perdere qualche millimetro di equilibrio e rischierei una penalità

questo è quello che dichiarò durante un’intervista mentre il giornalista la guardava allibito.

Ceausescu le conferisce la nomina di Eroe del lavoro socialista e le più alte onorificenze del regime.

È sotto l’occhio dei riflettori ma anche sotto quelli di Nicu, figlio del dittatore e uomo violento che, senza chiedere il permesso si prende corpo e anima dell’atleta.

E Nadia, “la Fata dei Carpazi” come tutti la chiamano, a quindici anni è costretta a diventarne l’amante.

Negli anni a seguire per Nadia inizia una sorta di discesa verso l’inferno è intrappolata in una relazione violenta e la ragazza scivola nell’oscurità dell’anima fino a dove nessuno immaginerebbe mai di arrivare.

Una Farfalla con le ali di Cristallo

Viene rinchiusa in una casa lussuosa con tanto di Bentley, domestici e autista a disposizione; ha gli armadi strapieni di vestiti costosi e scrigni con gioielli.

Ma è sola è sempre più infelice, e il sorriso si fa sempre più raro, controllata a vista da tre guardie del corpo e in balia di un aguzzino.

Perchè Nicu ( Nadia lo confesserà successivamente) abusa di lei sessualmente e psicologicamente.

Nadia diventa Bulimica: abusa di cibo e ingrassa, si allontana da tutto e da tutti, persino dallo sport, fino a tentare il suicidio.

Non c’era alternativa. Meglio morire, mi sono detta, piuttosto che vivere da ricca, con tanti gioielli nel cassetto, tanta servitù, l’auto blu con autista in livrea e senza la libertà di muovermi come volevo, di andare dove volevo e di parlare con chi volevo.

No, non potevo ricevere nessuno, né a casa mia né nei lussuosi alberghi in cui alloggiavo, viaggiando per la Romania ed in tutto il mondo, quando il signor Nicu Ceausescu ed il suo potentissimo padre Nicolae mi esibivano, sfruttando la mia popolarità, come fiore all’occhiello del regime.

Ho rischiato di morire quella notte, certo, ma ho conquistato la libertà, che è il bene più prezioso per tutti, ricchi e poveri.”

Nadia fugge e raggiunge a piedi l’Ungheria, la prima tappa di un lungo e buio viaggio che la porta negli Stati Uniti dove fu accolta come rifugiata politica.

La speranza e la rinascita:

Una volta giunta in America, si occupò della promozione di prodotti di abbigliamento sportivo e fu modella per abiti da sposa.

Negli States nessuna l’aveva dimenticata ed era spesso invitata anche in televisione. Ed è proprio ad una trasmissione televisiva sportiva che incontra di nuovo Bart Conner, il biondino della famosa foto del 76.

Era il 1994  Bart Conner e Nadia si fidanzano. Si sposano il 26 aprile 1996 in Romania, e migliaia di persone seguono con patriottico entusiasmo quel matrimonio trasmesso in diretta TV.

Nadia inizia a riprendersi la sua vita e dieci anni più tardi da questa unione nasce un bel bambino biondo.

Insieme hanno creato una fondazione, realizzato palestre e negozi sportivi e sono molto attivi nel supportare Onlus e associazioni benefiche molte delle quali proprio in Romania.

Oggi Nadia è un’affascinante signora, una donna realizzata e serena.

Ultimamente si è schierata al fianco delle 160 giovani ginnaste che hanno denunciato il medico atletico Larry Nassar per molestie e abusi sessuali. Lei che di abusi ne aveva subiti parecchi.

È ancora profondamente coinvolta nello sport: è presidente onorario della Federazione rumena di ginnastica, presidente onorario del Comitato olimpico rumeno ed è membro della Fondazione della Federazione internazionale di ginnastica.

Nadia è viva, Nadia sta bene, Nadia è innamorata. Ma soprattutto oggi Nadia sorride perché è felice.

Dominga Scalisi 

 

Dominga Scalisi
Runner che ama correre, scoprire nuovi percorsi, conoscere persone e raccontare storie…Amo lo sport e non ho paura di andare e guardare oltre: oltre il tempo, oltre le apparenze, oltre le distanze…