Marida e la voglia di stare bene con il prossimo

Questa è la storia di Marida Giordano, un medico Chirurgo (pediatra-neonatologia), che fa nascere vite e le salva se ci sono complicazioni.

Attraverso la sua esperienza, vi raccontiamo di come si possa trovare il tempo per se stessi, in relazione al beneficio che trasmettiamo al prossimo, facendo cio che più ci piace.

Il suo non è un mestiere facile, ci sono momenti in cui ringrazi il cielo per ciò che fai e altri in cui gli chiedi perchè possano accadere certe cose.

“Questo è il mio lavoro, anche se davanti ad alcuni drammi non ti abitui mai, ma la cosa importante è che facciamo di tutto per salvare vite, migliorare la loro crescita e far sorridere una famiglia.“

Marida è consapevole che attraverso la “corsa”, cioè l’andatura umana composta da una prosecuzione di balzi, (… ) come la definirebbe un manuale di fisiologia umana, ha trovato molto di più di un piede che rimane a contatto con il terreno e l’altro che si stacca da terra insieme al resto del corpo….

Un chirurgo di un ospedale di una grande città non fa un lavoro che permette di avere il tempo che abbiamo tutti.  Mille impegni lavorativi, smontare dalla notte, passarne tante lavorando in corsia, le guardie di 12h infinite e riuscire ad essere costante con gli allenamenti è quasi un miracolo.

Ma ciò nonostante, Marida sa bene, grazie ai suoi studi, che l’attività umana “correre”, crea nel corpo di chi al pratica, le endorfine, ovvero un gruppo di sostanze prodotte dal cervello, nel lobo anteriore dell’ipofisi, classificabili come neurotrasmettitori. Dotate di una struttura peptidica e di proprietà analgesiche e fisiologiche simili a quelle della morfina e dell’oppio.

Marida quando toglie il camice e mette le scarpette da corsa si lascia tutto alle spalle, le notti insonni, la stanchezza, i manuali di medicina e le definizioni classiche delle azioni umane e delle complicazioni ad esse collegate. perchè quando inizia a correre assorbe ogni beneficio di quella energia naturale che siamo in grado di produrre chilometro dopo chilometro…

Così un giorno ha chiesto al suo coach di voler fare una gara di 21 km “con il sorriso” …e così è stato.

“Finalmente ho compiuto un viaggio stupendo, un’esperienza che dovrebbero provare tutti almeno una volta. La mia mezza maratona di Amsterdam, 21 km di corsa con il sorriso acceso e candido di una bimba di fronte allo zucchero filato rosa!”

Marida non la chiama mezza maratona, perché la gioia e la felicità che si prova non è metà di nulla, ma piuttosto gioia a tutto tondo, piena e consapevole.

Ha sorriso e assaporato il gusto della corsa, era concentrata e curiosa delle sensazioni che avrebe provato in quel viaggio unico, ha apprezzato e gustato le “famose endorfine” della corsa….fino a toccare la sua anima ed il suo cuore.

Oggi è felice Marida e ha un motivo in più per stare bene, soprattutto con i bambini che fa nascere e sostiene nelle prime ore di vita.

“Ringrazio chi ha creduto in me, i miei amici, il mio coach, Max Monteforte, che ho definito dispensatore di gioia.”

Marida ringrazia sopratutto se stessa per non aver mollato mai in tanti anni di formazione e crescita, perchè solo così si raggiungono i traguardi più belli nello sport e specialmente nella vita.

Marco Raffaelli

 

 

Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso