L’attacco di cani mentre corriamo

attacco di cani mentre corriamo

La notizia della morte di un uomo causata dall’attacco di cani è una di quelle che non lascia indifferenti nessuno, tanto meno noi runner.

Da quando corro ho sempre pensato a cosa dovresti fare quando ti trovi davanti un cane randagio che ha deciso di difendere il suo territorio da qualsiasi estraneo.

I rottwailer che hanno ucciso quel ragazzo a Manziana sul lago di Bracciano non è ancora chiaro come siano scappati da una abitazione privata, una muta di cani che stabiliscono un perimetro attorno a loro da difendere sono il problema più grande che un appassionato di corsa possa incontrare.

Tanti anni fa scrissi una storia del titolo “l’attacco” e raccontava la storia di una promessa della maratona che stava ultimando i trenta giorni di rifinitura e scarico in vista della prova più importante.

In particolare di quegli ultimi istanti prima dell’assalto all’ultima curva, dopo un leggero sali e scendi e un rettilineo, dove il campione scorge un movimento a pochi metri da lui, fra gli alberi, nel punto in cui il sentiero stringe e non lascia molto spazio. Rallenta e non basta, le gambe si inchiodano e si trova davanti tre cani. Tre bestie a difesa di un territorio che per una notte è stato il loro regno, e ancora lo difendono.

Il runner della storia inventata era un intruso, come tale doveva essere trattato dai cani.

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Ogni sua reazione è un’azione verso l’irreparabile e la paura ha preso il controllo. Non ci vogliamo elevare a registi di una fantasia superata dalla realtà, ma farlo ci aiuta a elaborare la paura peggiore, viverla, ovviamente è tutt’altra cosa.

Fare sport in natura, ma anche in certi quartieri periferici di città o zone abbandonate dei nostri paesi, è a volte pericoloso, non solo per i cani randagi ma spesso anche di quelli tenuti dietro recinti senza troppa precauzione.

Basti pensare che in In Italia gli animali domestici sono in tutto 32 milioni fra uccelli, gatti, cani, criceti, conigli, pesci e rettili. La spesa degli italiani per gli animali da compagnia è salita a 949 milioni all’anno solo per cani e gatti, mentre si attesta a 633 milioni per i bambini. Una differenza abissale di oltre trecento milioni di euro.

Secondo i dati diffusi dall’Anagrafe Animali d’Affezione, riferiti al 19 febbraio 2023, nel nostro paese ci sono 13.863.734 cani domestici dotati di microchip, ossia una media di un cane per ogni quattro persone.

Con questi numeri, trovare chi il proprio cane non lo tiene al guinzaglio, libero dietro un muretto, o dietro una rete mal messa è staticamente rilevante.

Paolo Pasqualini, il 39enne morto domenica mattina nel bosco di Manziana, vicino a Roma non era andato a correre, ma a fare una passeggiata veloce. “Aveva avuto un problema al nervo sciatico e il medico gli aveva consigliato di non correre” ha raccontato la sorella a Repubblica.

Cosa possiamo fare per evitare di essere attaccati o di fare brutti incontri anche mentre andiamo per funghi?

Uno dei precetti di chi corre è farlo sempre tra le stesse strade, così facendo sei attento, sai cosa puoi o non puoi incontrare, ma come abbiamo letto dalla vicenda di cronaca, ciò non basta.

Allora che fare nel caso di un attacco di cani mentre corriamo?

I manuali di sopravvivenza urbana dicono di mantenere la calma, di non farti prendere dal panico (come si fa?).

Di non fuggire o di gridare poiché sono comportamenti che potrebbero eccitare ulteriormente i cani o farli sentire minacciati.

Poi c’è anche chi dice di fermarsi proprio di evitate il contatto visivo, di non fissare i cani negli occhi, poiché questo potrebbe essere interpretato come una sfida o un segno di minaccia. Che poi in quel momento figurati se stai pensando ai loro occhi.

Se i cani si avvicinano, metti le mani davanti a te e assumi una posizione difensiva, evitando di avvicinarti troppo o di mostrare il dorso.

C’è pure chi dice di parlare con voce calma, sempre sei hai capito come si fa a non farti prendere dal panico, cercando di tranquillizzarli senza urlare o gridare.

Ma forse il consiglio più utile è quello di usare oggetti come scudi, se hai qualcosa con te, come una giacca o uno zaino, puoi usarlo come scudo per proteggerti dagli attacchi dei cani. O ancora meglio di cerca un rifugio sicuro, come all’interno di un edificio o di una macchina.

Io non lo so cosa possa essere più utile quando tutto è diventato paura a panico. Quando una tranquilla corsetta sotto casa si trasforma nello spavento più grande che tu possa incontrare, ma so di certo che se tra quei 13.863.734 di cani domestici tutti facessero attenzione a recinti, guinzagli, educazione e spazi a loro riservati non ci sarebbero le tragedie come quella vissuta da un ragazzo amante della natura e dello stare bene grazie allo sport.

Sui cani randagi più o meno sapete di chi sono figli, di chi ha deciso che il “giocattolo” non andava più bene e lo ha abbandonato al suo destino che purtroppo rischia di incontrare il nostro, anche mentre corriamo.

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Marco Raffaelli
Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso