giovedì, Aprile 30, 2026
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La fatica passa, le chiacchiere restano

Alla gara di ieri le previsioni meteo erano poco clementi. Partiti da casa con una pioggia battente, non si poteva sperare che migliorasse. Così è stato, per buona pace di tutti i runner in gara.

Ogni volta che ci troviamo davanti a una situazione complicata, a una crisi in gara, a un percorso accidentato, la reazione di chi è abituato a correre è quella di spostare l’attenzione su altro: un bel ricordo, un momento piacevole con gli amici. Insomma, si lavora di immaginazione per non soffrire nella realtà. Funziona? Non funziona? Poco importa, l’importante è superare la fatica con dignità.

Ma c’è una tecnica che più di altre ti aiuta, ti sostiene e ti distrae dal peso dello sforzo: parlare con un’amica o un amico mentre si corre. Con queste premesse siamo partiti con le amiche con cui corriamo da sempre e ci siamo ritrovati a discutere dei seguenti argomenti: figli, crescita dei figli, studi, sport, tempo libero (sempre dei figli), in un incastro che ci vede spesso osservatori delle loro vite e, nel contempo, consiglieri quando ci accettano in questo ruolo.

Poi si è passati a mariti, mogli, vita di coppia in generale: vite che, in due, hanno raggiunto i 25 anni, quindi potete immaginare il livello Pro delle discussioni. Nel frattempo si era raggiunto il 10° km dei 22,5 previsti dalla gara e, non contenti, siamo passati ai lavori di ristrutturazione, ai camper non comprati, ai lavori di aziende fatti da casa o svolti con colleghi che hanno la metà degli anni dei runner loquaci di cui sopra.

Ma non paghi di tutti questi temi, siamo arrivati a toccare le corde della vita sentimentale e personale, delle relazioni di lunga data, con il bello di stare accanto a una persona per così tanto tempo e il “diverso” rispetto a quando tutto iniziò.

Senza alcuna difficoltà la gara si stava facendo da sola. Inconsapevoli della strada che ci scorreva sotto i piedi, abbiamo chiarito che le prossime sfide in calendario si affronteranno con la stessa metodologia sociale e sportiva. Perché correre è una manifestazione inclusiva e mai esclusiva.

Volano idee e pensieri e, con Francesca, abbiamo capito ancora una volta che non c’è niente di più importante della voglia di usare il tempo libero per dedicarsi a ciò che più ti piace. Se lo fai con altri come te, la fatica te la dimentichi e all’arrivo chi ha parlato meno ha tagliato il traguardo prima del sottoscritto.

Marco Raffaelli
Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso