La corsa a Roma non è più quella di prima

Foto -Run Rome the Marathon

Qualche anno fa avevo scritto Mamma Roma addio. Era il titolo che avevo scelto per raccontare una città che sembrava aver perso un po’ della sua corsa.

Non era soltanto una questione di gare. Era la sensazione che intorno al podismo romano si fosse spento qualcosa. Alcuni eventi facevano fatica, altri sparivano, il calendario perdeva pezzi e Roma sembrava guardare da lontano quello che nel frattempo accadeva in altre città italiane ed europee.

Oggi, per fortuna, quella fotografia non esiste più.

La piazza romana del running sta vivendo un rinascimento che, per chi corre da qualche anno, è difficile non notare.

Ci sono gare che chiudono le iscrizioni in anticipo, numeri che fino a poco tempo fa sembravano appartenere soltanto alle grandi manifestazioni internazionali e un calendario che ha fatto una selezione abbastanza spietata. Sono rimasti gli eventi capaci di organizzarsi, comunicare, trovare risorse e soprattutto di costruire intorno alla gara qualcosa che non finisca quando si toglie il pettorale.

Roma oggi può guardare quei numeri con occhi diversi.

Ma la cosa che mi interessa di più non sono i numeri.

È quello che sta crescendo intorno ai numeri.

Sono nati nuovi run club, sono aumentati gli allenatori, sono cresciute le possibilità di allenarsi con criterio. C’è chi cerca il personale sulla maratona e chi invece vuole semplicemente imparare a correre meglio, senza farsi male e magari arrivare alla domenica della gara con qualche consapevolezza atletica in più.

E poi ci sono le persone.

Tante.

Persone che si incontrano, si allenano, organizzano, raccontano, costruiscono eventi e qualche volta riescono anche a mettere d’accordo chi corre con chi deve amministrare la città. Non è poco, soprattutto a Roma.

In questo nuovo pezzo di città che corre si inserisce anche Rome4Runners. Un sito che prova a raccontare e organizzare questa comunità attraverso il calendario delle gare, le notizie, le interviste, gli allenamenti e le storie dei protagonisti.

Non è semplicemente un altro sito che parla di running.

È uno dei segnali di una cosa più grande: oggi a Roma esiste una comunità sufficientemente ampia e articolata da avere bisogno anche dei propri strumenti per riconoscersi.

Ed è forse questa la differenza più importante rispetto a qualche anno fa.

La corsa romana non è più soltanto una successione di gare.

È diventata un piccolo ecosistema.

Ci sono i runner, naturalmente. Ma ci sono anche gli allenatori, le società, gli organizzatori, i negozi, i volontari, chi comunica gli eventi, chi li sostiene, chi mette a disposizione competenze e chi semplicemente ogni mattina esce di casa per correre qualche chilometro.

Tutto questo produce economia, ma non è soltanto economia.

Produce relazioni.

Produce occasioni per stare insieme.

Porta persone diverse negli stessi luoghi e, qualche volta, permette loro di conoscersi. Fa vivere strade, parchi e piazze in un modo diverso. Avvicina persone che magari non avrebbero mai avuto un motivo per incontrarsi.

Per questo credo che il rinascimento podistico romano sia una cosa più interessante di una classifica delle gare con più iscritti.

È la crescita di una comunità.

Una comunità fatta di appassionati e professionisti, di chi corre per vincere e di chi corre per arrivare in fondo, di chi prepara una maratona in tre ore e di chi impiega il doppio.

Tutti con una cosa abbastanza semplice in comune: uscire di casa e mettere un piede davanti all’altro.

Dopo tanti anni passati a raccontare la corsa romana, è bello accorgersi che quella storia non si è fermata.

Roma non ha detto addio alla corsa.

Forse, semplicemente, aveva bisogno di riprendere fiato.

Foto – Francesca Soli
Marco Raffaelli
Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso