Joelette : il sogno di un mondo migliore

Grazie alle Joelette, carrozzine speciali ideate per la corsa e il tracking, è finalmente possibile correre tutti insieme.

In Italia è l’associazione SOD a portare avanti da anni questo progetto con successo, al punto da essere alla seconda partecipazione del Campionato Mondiale, recentemente svoltosi in Francia.

Quando Claudia mi ha chiesto di scrivere un articolo sul Campionato Mondiale di Joelette 2022 che ci apprestavano ad affrontare, ho pensato che ne erano già stati pubblicati diversi e bellissimi dopo le precedenti edizioni di Mondiale ed Europeo 2019 e che sarebbe stato difficile aggiungere altro.

Poi è iniziata l’avventura, ci siamo trovati di nuovo a vestire di azzurro, a rappresentare l’Italia con i tantissimi amici che tifavano per noi da casa.

L’emozione è iniziata a montare già durante il viaggio, con il team che si allargava prima a Roma e poi a Bordeaux. È stato un crescendo scandito da momenti magici e indimenticabili, culminato sul podio a cantare “Fratelli d’Italia” a squarciagola.

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Siamo tornati a casa con una coppa, vinta dal team Denzel con capitano il grande Daniele, che non ha mai smesso di “incitare” il team in francese durante tutto il percorso, e medaglie per tutti.

Soprattutto torniamo a casa rigenerati, consapevoli che esiste una visione del mondo alternativa, inclusiva, dove gli “altri” rappresentano sempre un’opportunità di conoscenza e crescita, e dove le diversità sono ciò che ci arricchisce.

I mondiali di Joelette ci mostrano un mondo migliore dove, parafrasando le parole del nostro mental coach Luketto, le persone pensano sempre prima all’altro e così facendo aiutano se stessi.

Un mondo dove i più grandi condottieri sono quelli che apparentemente sembrano i più deboli: i nostri capitani – Carol, Irene, Roberto e Daniele – che sfidano ogni giorno gli ostacoli, apparentemente insormontabili, che la vita ha messo loro davanti accompagnati da famiglie e amici eccezionali.

In questo Mondo “ogni ostacolo è solo un gradino per salire più in alto” (cit. mia sorella Diana Vitali).

Diana, Anna Claudia, Fernando, Roberto, Daniele, Valeria, Luketto… non smetterò mai di ringraziarvi per avermi aperto la porta di tanta bellezza.

E, consapevole che le mie parole non sarebbero state all’altezza per raccontare pienamente questa incredibile avventura, ho chiesto a tutti di scrivere qualche riga sui propri pensieri ed emozioni.

Tommaso Vitali

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Gli occhi. Questo mondiale per me si sintetizza così in una sola parola: occhi.

Negli sguardi di tutti cercavo il significato più profondo di questa avventura ed ho visto occhi felici, impauriti, estasiati, carismatici, preoccupati, affaticati, illuminati.

Ho visto gli occhi di Rob, un guerriero che mi ha insegnato la dignità della malattia, il coraggio che oltrepassa la diagnosi, la volontà che calpesta i sintomi.

L’ho guardato guardare l’oceano infinito con l’appagante consapevolezza di chi sa che la finitezza di questo mondo appartiene alla gabbia del corpo, ma non gli impedisce di volare su quella distesa azzurra con la sua mente libera ed acuta.

Ho visto gli occhi allegri e vispi di Carol, quelli dolcissimi e sorridenti di Irene e di tutti i capitani coraggiosi, ho visto gli sguardi pieni di immenso amore di genitori mai domi, di fratelli, sorelle e amici.

Ho visto gli occhi emozionati e timidi di alfieri determinati a regalare un sogno a questi guerrieri della vita.

Ho visto sguardi imbarazzati di chi si sente più fortunato di altri e, in fondo, teme di scrutare dentro sé l’ipocrisia di appagare un proprio egoistico desiderio di solidarietà, rimanendo nel caldo rifugio di una vita “normale” nella quale rituffarsi dal lunedí.

Ho visto, ma in realtà non ho visto niente, perché forse gli occhi, solo i miei però, ingannano e questo mondiale mi ha insegnato anche a chiuderli per sentirmi davvero in sintonia con questa umanità, magari un po’ catorcia e malandata, che pulsa vita e coraggio da tutti i pori delle joelettes e si innalza, almeno per un fottutissimo giorno, a campione del mondo, senza ostacoli o handicap che ne rallentino la corsa, finalmente leggera, verso il successo.

Roberto, sei un vero eroe, tutti voi lo siete ed io mi sento onorato di aver incrociato i vostri occhi lungo questa strada, ovunque conduca.

Michele

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Curioso ed anche un po’ intimorito sono partito per il campionato mondiale di joelette che mondiale non era, ma italiano sicuramente sì. Ah no, c’erano anche i francesi! Quelli belli, però, quelli che ti incitavano sia se li superavi sia se venivi superato. Eh sì, allora in questo caso si potevano proprio considerare dei mondiali a tutti gli effetti, dove però non c’erano confini tra uno stato ed un altro, tra una persona ed un’altra, tra te e me, tra la mia passione e la tua, tra la mia diversità e la tua e tra il campione ed il tapascione, perché in fondo, almeno per un giorno, siamo stati tutti campioni di felicità.

Fabrizio

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Io credo in una società in cui gli essere umani sono valutati per quello che hanno e non per quello che a loro manca, e credo, come dice Luchetto, che chiedere aiuto e fornire aiuto sia un atto di forza esagerato, che arricchisce tutti: questa cosa la so con certezza assoluta perché nella corsa di sabato ho chiesto aiuto agli altri amici del mio team Dajone, e l’ho ricevuto, e noi stessi abbiamo incitato i TEAM lenti che superavamo e siamo stati incitato dai team che erano più veloci e che ci superavano.

Ed alla fine tutti i partecipanti ne sono usciti tutti più forti, più veloci e più uniti: aiutare è come un muro magico che ti restituisce la pallina al doppio della velocità con cui gliela lanci.

Alberto

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Einstein diceva che la volontà è una forza motrice più forte del vapore, dell’elettricità e dell’energia. E in questi giorni i nostri Capitani ci hanno dimostrato quanto sia vero!

A spingere davvero quelle joëlette in Francia sono stati Carolina, Irene, Daniele e Roberto. Hanno scelto di condividere con noi questa avventura, ci hanno fatto entrare nel loro mondo e, per qualche ora, l’hanno fatto diventare il nostro. Si sono fidati e affidati. Ci hanno ispirato e motivato, come un vero capitano è giusto che faccia. Ci hanno reso atleti, amici e persone migliori.

Grazie Campioni, alla prossima volta, che sono certo sarà ancora più bella.

Carlo

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In questo viaggio ogni persona è stata importante allo stesso modo, ognuno ha portato un contributo essenziale semplicemente con la propria unicità.

Tommi il determinato e trascinatore di folle di alfieri e Alberto l’entusiasta sempre innamorato (i nostri angeli custodi), Thomas il dolce spirito libero, Luca il generoso ‘brillante’ e Carolina la dolcezza e l’empatia fatta persona, sono dei fratelli degli amici indivisibili ormai nel team DAJONE.

Anna Claudia la tenace combattente e Fernando distaccato ma saldo come una colonna, Paolo il buono, Candiana l’energia femminile e la bella Irene, sempre discreta che ci osserva e fa sempre la magia di rendere tutti migliori: ecco il team La bella Irene.

Roberto, il coraggio e l’umiltà, Carlo l’efficenza e la sensibilità, Lorenzo l’ironia, Michele affidabilissimo e Giampiero il colto fanno il nostro team Bianchi Rossi e Verdi.

Pierluigi la roccia, Fabrizio una certezza, Matteo sorprendente giovinezza, Nico l’avventuriero e Daniele l’eclettico, ecco i grandi del team Denzel.

Luchetto il giovincello e nostro coach ufficiale, Giuliana intensa, Chiara che ha già capito tutto. Paco il labrador.

E io, che vi tengo tutti insieme.

Ognuno di noi, con la propria unicità, ha mostrato la ricchezza dell’umanità di tutto mondo, quella che rende possibile l’impossibile.

I 3 giorni di viaggio del team SOD MONDIALE non sono stati semplicemente una trasferta sportiva e solidaristica, ma una esperienza che apre uno squarcio nella vita quotidiana sul mondo che vorrei, dove ogni cosa è al suo posto e ha il suo giusto valore. E non si è mai soli.

C’era una bella arietta e una luce speciale, a Saujon. L’INCLUSIONE É UNO STATO D’ANIMO.

Diana

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Solo allegria, voglia di esserci, il sorriso di tutti i capitani, l’accoglienza dei francesi, l’entusiasmo di tutti gli alfieri vecchi e nuovi, la bellezza di essere con Fernando e Irene… poter essere qui nonostante tutto…la felicità di condividere tutto questo con un gruppo meraviglioso. La meraviglia di una pazzia che rende vivi!

Emozioni come la prima volta. La certezza che tutto questo fa bene a tutti, si annulla la solitudine e ci si sente parte di qualcosa di bello.

La forza di Roberto e la bellezza dei suoi amici Carlo, Michele, Lorenzo e Giampiero.

Un mondiale in famiglia.

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Oggi, guardando la foto di Roberto che scrutava l’oceano, ho pensato…il mondiale e la joelette servono anche a questo: a noi per guardarci meglio dentro, e a loro per vedere meglio tutto quello che c’è fuori!

Fernando

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Il loro sorriso, la loro determinazione, il loro coraggio, il loro inguaribile ottimismo, la loro forza…ecco l’eredità che questi ragazzi lasciano a noi che ci siamo resi disponibili in questa avventura. Pensavo fossimo noi indispensabili a loro, ma al termine di questa avventura ho compreso senza dubbi che siamo noi ragazzi ad aver ricevuto, donando il minimo indispensabile. Grazie capitani, perché il vostro esempio è una lezione di vita che difficilmente dimenticherò. La strada che ci avete indicato, pur se piena di difficoltà, da oggi sarà in discesa.

Lorenzo

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Credere negli altri e in se stessi e condividere e sciogliere insieme le difficoltà degli altri: questo per me sono stati i mondiali di Joelette.

Lucketto

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Due pensieri: se potessi vorrei dilatare il tempo, quello passato con queste meravigliose persone, che non hanno paura del tempo che passa, ma lo attraversano tra i mille problemi con la serenità di coloro che di tempo ne hanno tantissimo e a volte lo sprecano nel pensiero del passato che è stato. La forza che mi ha dato vedere chi non ha paura delle sue debolezze, ma le difende con il sorriso e la sicurezza dei forti e, come dice Alberto, trovarsi nel posto giusto non per caso ma per serena ammissione. Un pensiero a noi, un gruppo non pensato che ha il potere di attrarre, che ha la forza di seguire un filo mentale nella certezza che il poco che possiamo fare e solo una nostra percezione perché per molti questo poco è tantissimo, solo chi ha questo nostro feeling ha la capacità di trasferire questa energia. Il mio messaggio è: non smettiamo di crederci!

Paolo

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Non sono molto brava a scrivere ciò che provo, ma credo che dalla mia gioia si evidenziasse tutto. Però una cosa voglio dirla: io ho solo dato il mio sorriso, fiato e gambe, VOI mi avete donato emozioni indimenticabili, che non scorderò mai. Fiera di fare parte della famiglia Sod.

Candiana

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The experience of participating in the world championship of Joelette is unique!

Giving it all in a 12km race for those lovely team members who are handicapped in a way (but at the same time so special) and receiving so much more back: their smiles of appreciation, their passionate reactions at the finish and the celebration ceremony. And to be part of this amazing international community of people who are not talking but living inclusion in the most positive way I have ever experienced, treating everyone the same in an absolute natural and cool way.

Thomas

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Dei Mondiali di Joelette mi resterà sempre lo stupore per la spontaneità con cui tante persone tanto diverse, alcune che si conoscevano lì per la prima volta, si siano unite subito in una cosa sola, una squadra vera, all’interno della quale tutti, davvero tutti, hanno dato qualcosa per uno scopo comune e hanno potuto provare un vortice di emozioni, prima fra tutte la fratellanza.

Luca

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A Saujon ho conosciuto persone straordinarie. Mi ha colpito ogni singolo gesto da parte di ognuno nei confronti dei nostri capitani. Lo stare insieme ha gettato le basi per un’amicizia lunga e duratura che avrà per sempre scolpito nei nostri cuori il tempo passato a Saujon.

Pierluigi

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Pensando alla Gironda mi erano sempre venuti in mente i vini di Bordeaux, le ostriche della Garonna, le vittorie della Roma di Voeller con il Girondins Bordeaux, la Grande Rivoluzione con il Club moderato dei Girondini, spazzati via da Robespierre. Dal 28 maggio di quest’anno quei luoghi mi riporteranno sempre tutt’altri sentimenti. I tre giorni dei mondiali di Joelette vissuti così intensamente con i 4 equipaggi italiani e tutto il contorno di una iniziativa bellissima ed emozionante so che rimarranno sempre impressi nel cuore mio, dei miei amici e delle persone che hanno partecipato a questa corsa unica. Nell’immediato post gara mi erano sovvenuti i versi del lirico greco in cui le alcioni trasportavano i ceruli, gli esemplari non più in grado di volare, sulle onde del mare, per provare l’ebbrezza del volo insieme. I nostri capitani hanno fatto di più: ci hanno condotti dalla corsa condivisa nella mite e profumata campagna francese di inizio estate sino veramente a sentire, socchiudendo gli occhi, la brezza marina e l’essenza dell’oceano, in un insieme di fatica, sguardi, sorrisi, pensieri, parole di affetto e di amore sussurrate o non dette. Finito il rumore della kermesse, tornati a Fiumicino, il pensiero torna spesso con malinconia a quelle ore, sempre troppo poche per chi vive la quotidianità, dovendo affrontare ogni giorno ostacoli di diversa natura. Nel film “I cento passi” il protagonista, a un certo punto, dopo una estate trascorsa con gli attivisti milanesi, di Bologna, con le belle contestatrici tedesche ed olandesi in topless, in un discorso radiofonico notturno prende coscienza di essere pur sempre a Cinisi, nella provincia siciliana di fine anni ‘60 e che finita l’estate e tornati tutti a casa, il nemico resterà sempre lì, a pochi passi. Il nostro nemico, in questo caso, non è un capomafia, pur sempre in carne ossa, ma può essere combattuto: con la partecipazione attiva ad iniziative come questa, vincendo la pigrizia, affrontando il muro della indifferenza, ma anche con piccoli gesti quotidiani, come un sorriso, un messaggio o quella telefonata in più, che sommati possono fare moltissimo.

Gianpiero

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Ho passato qualche giorno a metabolizzare il caledoscopio di emozioni e di sentimenti provati nei tre giorni con tutti voi in Francia. I ragazzi sono stati le mie gambe e le mie braccia e tutti insieme abbiamo formato un unico spirito. Grazie ancora per tutto quello che fate, mi sono divertito un mondo, siete stati fantastici.

Roberto (Capitano)

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Io penso ad una ragazzina di nome Irene che non può parlare. Dal viso vedo che è contenta e si diverte, in cui io e lei avendo la meravigliosa Joelette, sia io che mi chiamo Carolina, abbiamo un piacevole vento in faccia che di certo non ci spaventa, anzi è BELLISSIMO grazie ai nostri runner.

Carol (Capitano)

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