Il podista camminatore: analisi di un fenomeno estivo

Camminare per unire due punti su una carta geografica l’uomo lo considera da sempre un gesto evolutivo. Lo ha fatto per scoprire nuovi orizzonti, per confrontarsi con una natura a volte dura e selvaggia e da alcuni anni per trascorrere una vacanza diversa.

Il camminatore moderno è un viaggiatore dell’anima come spesso si definisce. La sua voglia di “andare” è pura libertà, senza vincoli, ne limiti geografici. La curiosità è utile a capire dove può arrivare con la sola forza delle gambe, senza consumare altre energie se non quelle personali.

Sta tutto qui il mondo del trekking, seguire un percorso scoprendo i luoghi e conoscendo mille storie di chi li ha vissuti prima di te.

L’estate 2020 è probabilmente la vacanza più italiana di sempre.

Con i confini nazionali assediati dal contagio, siamo andati alla scoperta di città e panorami che forse non avremmo visto. Le conseguenze di un lockdown lungo e complicato sotto molti aspetti non ha generato solo nevrosi sociali e difficoltà economiche.

La nostra indole di gente di sport ci ha fatto capire che con poco possiamo fare tanto e l’Italia in questo è maestra di adattamenti sociali.

Facile farlo in un paese che da solo racchiude il maggior numero di siti patrimonio dell’umanità riconosciuti dall’UNESCO , ma il problema più grande è che non lo abbiamo mai abbastanza valorizzati come “consumatori” del prodotto nazionale della bellezza.

Se è vero che per correre bastano un paio di scarpe e buone gambe, per affrontare una vacanza da camminatori ci vogliono poche cose in più, ma ciò che accomuna le due attività all’aria aperta è una predisposizione ad “usare” il corpo per unire quei due puntini sulla carta topografica che hanno segnato lo sviluppo e la crescita d’intere generazioni.

Camminare non è facile, e anche per il maratoneta più esperto è un’azione che non ha nulla a che fare con la corsa. Un’andatura lenta ma solo all’apparenza, tenere un passo con una media di 10/11 minuti a km per tutto il giorno, su terreni spesso non facili, può sfiancare anche il trailer più capace.

Così per non trovarsi davanti a viaggi che si potrebbero rivelare delle vere disfatte, la cosa migliore è iniziare con delle escursioni giornaliere, anche partendo dalla nostre città, testando le dotazioni, andando alla scoperta delle vecchie carrettiere o strade bianche di cui l’Italia è ricca.

E’ bello vedere tanti amici podisti che quest’estate hanno saputo reinventarsi nelle spoglie del “camminatore atletico”.

Che per sopperire al bisogno di comunità e di impegno fisico si è unito ad altri amici organizzando, per tempi e modi, vere e proprie “ultra della camminata” dalle impervie cime alpine e appenniniche alle “traversate d’intere regioni, tanti anche riconvertendosi con la bicicletta.

Sostanzialmente una forma di vacanza capace di appagare il senso dell’impegno fisico intenso e prolungato unito al bisogno di appartenenza ad una comunità esaudito dalla presenza nei sentieri di vere e proprie bande di amici podisti uniti dall’eccitante avventura estiva…

Sul web ci sono tantissimi siti dove poter prendere spunti.

Per questa estate anche il Mibact, in collaborazione con Fondazione Symbola e il quotidiano La Repubblica promuovono il “Rapporto Piccoli comuni e Cammini d’Italia”, uno studio realizzato da Symbola con Ifel. Un viaggio composto da 44 itinerari in 15.400 km che si snoda lungo tutta la Penisola e le isole, attraversa 1.435 comuni, di cui 944 piccoli.

Ma a noi piace molto il sito camminiditalia.org la più grande comunity italiana sul trekking. Potrete trovare consigli tecnici e percorsi in tutto il paese, i diari di viaggio e come iniziare e da dove.

Camminare è un’arte e farlo nel paese più bello del mondo è ancora più bello.

Buon cammino a tutti

Marco Raffaelli

 

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