Il comico, il mago e noantri

Sono stato ad uno spettacolo di Maurizio Battista a Roma e con lui sul palco c’era il Mago Sylvan, si avete capito bene.  Per me Battista sta alla risata come l’esultanza di Bragagna per l’oro di Baldini in maratona sta alla telecronaca sportiva perfetta. Non è la romanità di Proietti, Brignano o altri facenti capo alla scuola di Gigi, Maurizio è più genuino, non è da lobaratorio teatrale, ma da bancone di un bar. E’ un mix di verità, semplicità e schiettezza senza filtri.

Il Mago Sylvan invece è quanto di più anacronistico possa esserci oggi su un palco teatrale o davanti alla telecamera di una tv, però è pur sempre il Mago Sylvan. La cosa strana è che questi due mondi si sono ritrovati insieme sulle assi di un teatro e così sarà per le prossime settimane al Teatro Olimpico di Roma.

Battista è la versione 2017 della comicità di Roma, a parte alcune sue incursioni con dei video denuncia su facebook di dubbio gusto, il resto della sua comicità è una sconfinata analisi del modo di vivere a Roma.

Indolente, dissacrante, sbruffone e poetico, coinvolgente e figlio di un mondo che non c’è più ma a cui ancora, con poesia e ironia, strizza l’occhio. Ti rivedi in ogni sua minuziosa descrizione di vizi e virtù, malanni e pregi di una città e di un paese che sa prendersi in giro per non affondare. Detto ciò, voi vi chiederete: “ma che c’entra il Mago Sylvan?”

Aldo Savoldello venne battezzato con il nome d’arte Sylvan dalla Pampanini durante una trasmissione del 1956! Dico questo per capire di che caratura è la sua storia. Un uomo che ha fatto tutto quanto si possa fare nel mondo dello spettacolo e dell’illusionismo. Nel suo incedere sul palco nulla è lasciato al caso.
Cita programmi di Loretta Goggi e Raffaella Carrà come se fossimo ancora seduti sul divano di nonna a leggere Tv Sorrisi e Canzoni. Immagina situazioni di premonizione di telefonate in arrivo a casa al telefono fisso a disco Simens grigio che ormai usa solo lui.

Sylvan è così, con il figlio che, con pazienza e professionalità, allestisce sul palco le magie del padre, in un rapporto che immagino bellissimo fatto di sostegno e ammirazione.
Sylvan e una maschera d’altri tempi, i suoi 80 anni fanno invidia ai tanti uomini che incantati e nostalgici, lo vedono dentro il suo smoking fatto su misura da sempre.

Aldo Savoldello ha un grande pregio quello di riportarti indietro nel tempo, al 1978 e lo fa anche senza pronunciare la sua classica “formula magica” Sim Sala Bim.
Grazie ai suoi spettacoli ti ritrovi davanti alle magie e luci colorate, al fumo, ai lustrini e alle paillette di Rai Uno in prima serata e lo fa con un vorticare di mani, con una citazione in francese e un sorriso alle ragazze che, ancora oggi taglia a metà, levita su nel cielo e le fa sembrare tutte innamorate perdutamente di lui.

Il mondo di Sylvan è lo stesso che Maurizio Battista ancora oggi rievoca con le sue malefatte in casa, di una famiglia che è come quella di noi tutti. Di storie di strada con gli amici e gli avventori dei tanti bar e ristoranti in cui ha lavorato e vissuto.

Angoli di Roma che non ci sono più, ma solo sulle mappe dei nostri smartphone, perché se allunghi bene la vista e hai pazienza di ascoltare, ti accorgi che le vicende raccontate e prese in giro dal comico romano, sono ancora tutte lì, poggiate sul cofano di una macchina in doppia fila o sul bancone di un bar a San Giovanni.

 

Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso