Grazie Regina d’inverno

Ti accorgi di aver dormito solo 4 ore quando è domenica e sei sveglia prima della sveglia. Cose che capitano perché noi runner la domenica a dormiamo meno di niente.

Ma con la consapevolezza che l’unica cosa pronta è la tua borsa con il cambio, infili la tua divisa, bevi un caffè, mangi qualcosa e ti aggiusti un po’ il viso tanto per non sembrare la figlia di Michael Jackson nel video di thriller ed esci.

Oggi? una bella avventura, mi aspetta la mia prima maratonina dei Tre Comuni, è il mio battesimo.

Qualcuno mi ha già avvisata che non è proprio facile come percorso, ma non me ne curo, la rispetterò senza troppe pretese.

Lo faccio sempre a dire il vero, perchè mi da quel giusto senso di pace interiore e sono in pace anche perché per un tratto la macchina non dovrò portarla io, come una regina mi porteranno a Civita Castellana.

E si perché la partenza quest’anno è lì ed è da lì che il viaggio di 22.400 metri inizierà.

Fa freddo, ma è normale sono iniziati proprio oggi i famosi tre giorni della merla, i più freddi di tutto l’anno, ma affronteremo anche questa

Il freddo non potrà fermare di certo la nostra corsa. Ci prepariamo, ci attacchiamo il nostro bellissimo pettorale e iniziamo a crederci, almeno un po’, il giusto.

Siamo davvero tanti, è una gara partecipata, le strade del paese, un paese ancora mezzo addormentato, prendono colore solo mentre iniziamo a scaldarci e a prendere coscienza che non sarà facile.

Poi penso che a me le cose facili non sono mai piaciute molto per cui cercherò di gustarmela come un bel piatto di spaghetti al sugo.

Ore 9,30 partenza puntale, a parte l’impatto iniziale ci si scalda in un attimo e si scalda anche il cuore, il paesaggio è davvero bello ci sono tutti i colori dell’inverno: un cielo grigio, la terra e il verde leggermente ghiacciate e la strada bagnata da una leggera pioggerellina nebulizzata.

Ricordandoti in un attimo il concerto dei Rolling Stones a luglio quando però facevano 45 gradi all’ombra, inizia il viaggio ad un bel ritmo quello che dovresti mantenere perché ti senti bene e sei serena, ma che dopo il 5 chilometro dovrai leggermente frenare un po’, così, tanto per non affaticarti troppo.

il bello”, dicono che dovrà ancora arrivare. E tra ristori ( grazie ai volontari per il tè caldo) discese e piccole salite si arriva a Nepi dove ci aspetta un piccolo giro del centro storico in salita e discesa a bastone, ma il rumore dell’acqua e dei passi veloci ci accompagna, sembra cullarci.

Abbiamo appena superato l’undicesimo chilometro, un fiume di colori che invadono le strade, un insieme di battiti e di emozioni.

Siamo appena a metà veloci e sicuri come la fanfara appena incontrato verso Castel Sant’Elia ed è qui che io inizio a sentirmi sola.

Cerco gli sguardi della gente, ma sono io che sono vuota: eccola l’insana voglia di mollare, è arrivata, arriva, uh se arriva.

Lei è lì e quando meno te lo aspetti, si presenta come una mannaia, pronta a tagliarti in due, ma non si molla, non ora

Arriva il 15° km, inizio il conto alla rovescia , meno 7, dai che siamo quasi arrivati.

Guardo a terra e vado avanti e in attimo manco fossimo saliti su un autobus, arriva il 17 km dove ci attende l’ultimo ristoro.

Supero i palloncini del passo a 5,30 e riesco a darmi la carica giusta fino all’ultima discesa dove comincerò a ridere come una bambina divertita, ad un ritmo da rotolone regina

Una discesa che sembra non finire mai, mentre qualcuno mi avvisa che gli ultimi due km circa saranno in salita, e che salita! Penso io, per non dire altro, perché vi ho sentito eh

Io l’ho solo pensato, ma la madonna è lì, si palesa alle porte del paese, dove sei pronta a pregare in una lingua che non è proprio la tua, è lì pronta a darti la sua benedizione, ma non si molla perché al 22 km puoi solo accelerare e ingranare dalla seconda alla quarta marcia, così, fino al traguardo.

Lanciando un bacio al cielo, quel cielo grigio, muto e freddo che ti ha fatto compagnia per tutto il tempo.

Sorridi perché non è andata poi così male, perché almeno le foto verranno decenti.

Un we are the Champion ce lo siamo meritati credo davvero tutti dal primo all’ultimo, da chi ha inseguito la vittoria, a chi il suo personale sul tempo e a chi come me insegue qualcosa che, qualcosa, ma cosa boh,

E tra un sorriso ed un grazie a tutti Marco compreso, saluti così come farebbe un suddito in visita al castello: “onore a te meravigliosa regina d’inverno”… arrivederci al prossimo anno.

Dominga Scalisi

Le foto della gara sono a cura di Roberto Dalmaziwww.fotoincorsa.com