
Giacomo Bertagnolli ha 19 anni è nato e vive a Cavalese in Val di Fiemme. E’ un campione sugli sci come pochi altri. Martedì alle Paralimpiadi di Pyeongchang ha vinto l’oro nello Slalom Gigante visually impaired. Ma non basta perché in questa edizione ha già conquistato 1 argento Supergigante e 1 bronzo discesa libera, categoria ipovedenti.
Dire che ha vinto non è sufficiente perché a vincere sono in due, lui e la sua guida Fabrizio Casal suo coetaneo.
Giacomo è ipovedente sin dalla nascita a causa di un’atrofia del nervo ottico. Inizia a sciare a due anni, e nel 2012, a 13 anni, partecipa alle sue prime gare agonistiche. Vederli sciare è impressionante, sono una macchina perfetta, Fabrizio e Giacomo sono un solo movimento.
Il campione trentino mentre scia segue un’ombra, e si fida come solo puoi fidarti di un tuo amico di 19 anni con cui hai condiviso tutto, compreso il banco di scuola. Le sue guide storiche Marcellino Degiampietro, Achille Crispino gli hanno dato forza e sicurezza in questi anni sulle piste più importanti, passando per le piste di casa come qulle dell’Alpe Lusia, tra Moena e Bellamonte, il Cermis e Pampeago. Ma è a Pyeongchang che raggiunge il tetto del mondo.
Sciare senza vedere la pista, correre come un bolide stando attaccato alla tua guida per mezzo di un interfono nelle fase di preparazione della gara, sentendo cosa devi fare. Lui sta avanti e non sa cosa fai, ma il lavoro di preparazione, di ricognizione, e comprensione del tracciato, ti aiuto anche ad anticipare correttamente le curve.
Nelle gare per gli ipovedenti può essere sufficiente la sola presenza fisica della guida, senza dotazioni speciali. Segui un’ombra e per farlo devi essere un atleta speciale. Coraggioso e cosciente delle tue capacità.
Bravissimo Giacomo siamo fieri di te.