E’ per te

Il 2 ottobre al Palasport di Cisterna di Latina sarà un grande giorno, dovrà esserlo, perché tutto parlerà di Anna Claudia Cartoni, tragicamente scomparsa nell’incidente dell’Argentario del 23 luglio. E perché si festeggerà il diciottesimo compleanno di sua figlia Irene.

Quindi sarà un giorno di ricordi, di dolore, ma anche di festa: sarà la festa della ginnastica artistica, un’attività praticata ed amata da Anna Claudia, prima come atleta e poi come allenatrice.

E sarà la festa di Irene, che starà senz’altro carina quel giorno e i prossimi a venire: questo è il desiderio e la speranza di tutti noi (l’avete letto il bellissimo libro di Anna Claudia “Irene sta carina”? Vi toccherà il cuore delicatamente ma con forza, come sapeva fare Anna Claudia).

Ho chiesto a Claudia Gargiulo, ex ginnasta allieva di Anna Claudia, di raccontarmi di lei, della squadra delle ginnaste, delle “ragazze” di Anna Claudia, del loro legame, dei tanti bellissimi momenti condivisi. E del 2 ottobre.
Anna Claudia, questo E’ per te.

QUEL MALEDETTO 23 LUGLIO

Il battito dei nostri cuori si è fermato qualche istante prima di ricominciare a martellare il nostro petto, il respiro è diventato affannoso come avessimo un laccio stretto al collo, le gambe hanno iniziato a tremare, un urlo senza voce è uscito dalla nostra bocca, il senso di ansia ha preso il sopravvento.
Questo è stato quello che abbiamo provato all’arrivo della notizia, seguito da notti insonni.

Non è possibile!

Una cosa alla quale si fa tanta fatica a credere, ma soprattutto ad accettare.
Ogni persona che ha avuto l’onore di incontrarla ha capito dal solo sguardo la profonda sensibilità d’animo di questa donna così speciale. E non è retorica, non è banalità, è la più vera e semplice definizione.

Semplice, come lei.

Chiunque abbia condiviso momenti con Anna Claudia avrà qualcosa da raccontare; noi vi parleremo di quello che ha rappresentato per la nostra vita, di quello che ci ha insegnato e lasciato, il nostro vissuto insieme.
Siamo state le sue ginnaste, le sue allieve, la sua ultima squadra di serie A.

Oggi siamo tutte donne e mamme, ma ci sentiamo ancora le ginnaste di Anna Claudia e Roberto (anche lui nostro allenatore).

Sì, perché con loro abbiamo attraversato le fasi più importanti di crescita nel percorso della vita di qualsiasi essere umano, da bambine ad adolescenti fino a diventare donne.
Quando trascorri più tempo con i tuoi allenatori che con i tuoi genitori, capisci che loro hanno e avranno un ruolo fondamentale per ciò che diventerai.

Anna Claudia è stata un’allenatrice molto rigida, anche se noi le davamo certamente filo da torcere. L’abbiamo fatta arrabbiare tante volte, e a quell’età ancora non ci rendevamo conto di quello che effettivamente ci stava insegnando. Non parliamo dal punto di vista tecnico, che comunque ci ha permesso di toglierci discrete soddisfazioni, ma del modo in cui oggi affrontiamo la vita.

“Anna mi fanno male i calli, non riesco a fare parallele” (forse una delle frasi da noi più pronunciate), ma la sua risposta era sempre la stessa: “Si che ce la fai, finisci il tuo programma.”

“Se ti fanno male i calli in gara che facciamo? Torniamo a casa? Vai e finisci”.

E potevamo metterci le ore, ma finivamo il programma. Ci aveva dato l’ennesima dimostrazione che aveva ragione. Si poteva fare. Ce la potevamo fare.

Oppure “Anna ho paura di fare flick salto a trave”. Risposta: “Ok, allora ne fai 10 su 10, ogni volta che cadi ricominci, anche se sbagli il decimo, devi ricominciare!”.
Ci stava dicendo che le paure si superano e che l’unico modo per farlo è affrontarle a muso duro, senza piangersi addosso, senza cercare scuse, alibi o vie di fuga.

Possiamo dire fermamente che questo è stato uno dei suoi più grandi insegnamenti di vita.
Non era tipa da abbracci e parole dolci, ma non erano necessari. Bastava uno sguardo o un sorriso per dirci quanto ci voleva bene, quanto credeva in noi.

Poi è arrivata Irene e ci siamo trovate a ruoli invertiti. Eravamo noi a credere in lei, a fare il tifo per lei e per Irene. La sua assenza prolungata dalla palestra ci ha sicuramente destabilizzate, ma forse è proprio lì che abbiamo trovato la forza per dimostrarle che avevamo fatto nostri tutti i suoi insegnamenti. Lei non c’era fisicamente, ma non ci hai mai lasciate.

Questo forse è uno dei più grandi ringraziamenti che ci sentiamo di farle. Nonostante tutto, eravamo sempre nei suoi pensieri, ci seguiva da “lontano”.

E quando tornava saltuariamente ci sentivamo cariche, dovevamo farle vedere che eravamo andate avanti, che il nostro lavoro con Roberto procedeva per il verso giusto e che eravamo pronte a regalarle qualche altra soddisfazione.

E’ proprio con la nascita di Irene e tutto quello che è successo in seguito che ci ha fatto capire che il suo non era solo un modo per stimolarci e per ottenere il meglio da noi, era proprio il SUO modo di vivere e affrontare la vita. La sua era una missione per farci diventare delle brave donne più che delle brave ginnaste. Donne in grado di saper affrontare paure e difficoltà di una vita che non ti concede mai la possibilità di tirarti indietro.

Speriamo di non averla delusa.

E’ impossibile raccontare in poche righe tanti anni vissuti insieme e tanti momenti condivisi, il modo migliore che ci è venuto in mente per dimostrarle la nostra infinita gratitudine è stato organizzare il prossimo evento del 2 ottobre.
La prima volta che ci siamo riviste qualche giorno dopo l’incidente, davanti ad uno spritz, dopo esserci abbracciate forte e aver pianto insieme, è stato così naturale e spontaneo pensare di fare qualcosa per lei che quasi non sembrava vero. In un attimo abbiamo messo da parte la tristezza e ci siamo concentrate su come poterla organizzare e soprattutto quando. Non c’è stata esitazione. Il giorno doveva essere il 2 Ottobre 2022.
Irene diventa maggiorenne e probabilmente sarebbe stato difficile per Fernando pensare di organizzarle una festa. Quindi ci abbiamo pensato noi.

Dobbiamo ricordare Anna Claudia nel “mondo” che l’ha accompagnata per tutta la sua vita, attraverso la sua passione più grande, quella che ci ha unite. Ma avrebbe anche voluto per Irene i dovuti festeggiamenti, perché i 18 anni sono un giorno importante per chiunque, e lei non è da meno.

Anzi.

Il tempo è stato veramente poco, non sappiamo ancora come verrà, ma ci stiamo mettendo tutto l’impegno possibile e stiamo impiegando tutte le nostre forze per ottenere il miglior risultato.

Pertanto siamo certe di averle dimostrato che abbiamo appreso i suoi insegnamenti, forse come donne non saremo mai neanche il 10% della donna e mamma che è stata lei, ma come allieve sappiamo che ora è orgogliosa di noi, che quegli occhi blu ci osservano con un sorriso compiaciuto per quello che stiamo facendo e ci teniamo a farle sapere che noi non smetteremo mai di sentirci le sue ginnaste, ma soprattutto che oggi Irene sta carina.

Le ginnaste di Anna Claudia

 

 

 

 

Mi piace essere un punto di riferimento per chi, già unito dalla passione per la corsa, ha voglia di condividere tempo, chiacchiere e risate con gli altri. Mi diverto ad organizzare occasioni di incontro, di cene, di viaggi o di camminate in compagnia tra le bellezze della città eterna.