E-bike una perfetta sinergia in città

I puristi della bicicletta mi crocifiggeranno: non riesco a smettere di entusiasmarmi quando salgo in sella a una e-bike di ultima generazione.

Sono convinto che se ci sarà in futuro una maggiore diffusione nell’utilizzo della bicicletta nelle nostre metropoli, pur con tutte le loro difficoltà, questa avverrà attraverso la maggiore diffusione di questi innovativi mezzi.

Apparse sul mercato una ventina di anni fa con improbabili prodotti per lo più d’origine cinese, è solo negli ultimi dieci anni che la ricerca e sviluppo da parte di grandi colossi hanno determinato la messa in produzione di sistemi di ausilio alla pedalata che hanno portato a rendere piacevole, così piacevole, così tanto piacevole utilizzare una e-bike.

L’evoluzione dolce.

Determinante è stata, proprio come nella telefonia mobile, l’evoluzione della componente che fornisce l’alimentazione a tutto il sistema, la batteria, passata dal Piombo Acido, al Nichel Cadmio e infine agli Ioni di Litio aumentando autonomie e diminuendo, a suon di numerosi chili, il peso.

L’evoluzione del pacco batterie ha interessato tutti i produttori ma è nel complesso sistema motore-elettronica che si è fatta la differenza in termini qualitativi.

Ad investire e crederci per prima è stato il colosso tedesco Bosch che ha sviluppato una serie di motori destinati non solo all’off road.

Per tutte le applicazioni, il comune denominatore vede il motore posizionato al centro dei pedali a garantire stabilità abbassando il baricentro della bicicletta.

L’attacco diretto al mozzo centrale azzera i tempi di risposta e la latenza dell’intervento dell’ausilio, un fastidioso ritardo nella risposta che hanno i meno evoluti sistemi con motore nel mozzo ruota.

Dopo la Bosch altri colossi industriali hanno seguito l’esempio: anche Yamaha, Shimano, Brose hanno avviato alla produzione sistemi completi da fornire ai produttori di biciclette che hanno adattato i telai agli standard di alloggiamento imposti dai vari produttori di sistemi.

il sistema Power Unit di Bosch

Nel cuore del sistema.

L’elaborazione dei segnali inviati alla centralina del sistema dai sensori di pressione, di potenza, di velocità, di cadenza e di inclinazione integrati nei sistemi, determinano, alla frequenza di 1000 cicli al secondo, quanta potenza in watt il motore deve erogare per aiutare il ciclista.

La centralina del sistema, integrata nel corpo motore, valuta quanta forza il ciclista imprime sui pedali, quale è la velocità istantanea, se si è in presenza di una salita dove aumentare l’ausilio o in discesa, dove eliminarlo del tutto.

Il motore viene comandato dalla centralina e interviene dosando con parsimonia la forza aggiuntiva in base alle reali necessità, il tutto a vantaggio del risparmio energetico e dell’autonomia della batteria ma soprattutto salvaguardando il piacere di pedalare facendo sentire il suo intervento solo quando necessario.

il ciclista può impostare vari livelli di potenza: solitamente Eco, Tour, Sport, Turbo  che aumentano il nostro sforzo del 40/100/170 e 250% per arrivare a +400% nei sistemi destinati alle cargo bike.

Le autonomie.

Di pari passi con l’evoluzione dei sistemi di stoccaggio dell’energia i pacchi batteria hanno aumentato nel tempo la loro capacità consentendo di percorrere, nei sistemi più efficienti, anche 150 km in condizioni di normale utilizzo senza necessità di essere ricaricate. In alcune realizzazioni i produttori di bici hanno inserito a catalogo biciclette a pedalata assistita con doppia batteria integrata nel telaio per aumentarne l’autonomia arrivando addirittura a garantire anche 400 km.

Polini Dual Battery MTB

Oggi anche il comparto batterie si sta uniformando a uno standard di Power PacKs integrete nel telaio bici ed interscambiabili al fine di rendere marginali i problemi di rifornimento energetico che avevano afflitto le prime versioni potendosi oggi comodamente prendere a noleggio o rimettere in carica nelle sempre più diffuse Power Station, ubicate non solo nei negozi di bici.

La Power Station di Bosch con i sei comparti sottochiave che custodiscono la batteria durante la ricarica

Cosa dice la normativa Europea e il codice della strada a riguardo.

La normativa Europea di riferimento per le bici a pedalata assistita è la 2002/24/CE che ha definito le EPAC (Electric Pedal Assisted Cycle) o Pedelec come “mezzi dotati di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale di 250 watt e la cui alimentazione è progressivamente ridotta e infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima, se il ciclista smette di pedalare”.

Per questo tipo di biciclette, che ricadono in quelle previste nello standard europeo EN 15194, non sono necessarie ne l’immatricolazione e ne ogni altro obbligo come assicurazione, casco (obbligatorio solo per i minori di anni 12), titolo di guida e dotazioni speciali (frecce, stop, fari profondità, ecc.ecc.) assimilandosi ai “velocipedi a trazione umana” (biciclette).

Obblighi e dotazioni che invece sono obbligatori nelle “bici elettriche a motore autonomo” che hanno velocità di 45 km/h e che rientrano nella categoria dei ciclomotori con obbligo di casco, assicurazione, nonché di titolo di guida e immatricolazione.

Pertanto è buona norma verificare che la bici che si sta  per acquistare rispetti le omologazioni previste per circolare perché le sanzioni sono piuttosto salate per i mezzi non omologati (fermo amministrativo, mancata copertura assicurativa e, se privi di patente, guida senza patente di una bici a motore).

Questo non significa che la bici a pedalata assistita non possa andare anche oltre i 25 km/h ma, se lo farà, sarà solo grazie alla forza del ciclista poiché il motore, oltre tale soglia, stacca l’ausilio rendendo del tutto identica a una bici muscolare una bicicletta a pedalata assistita.

L’alleanza urbana.

Cannondale Tesoro X 1

La bici a pedalata assistita amplia l’orizzonte del limite di utilizzo di una bicicletta.

In città sempre più congestionate e in questo periodo di pandemia, dove l’utilizzo del mezzo pubblico può rappresentare un rischio e quello privato invece un inutile stress, per chi ha necessità di compiere oltre una decina di chilometri per raggiungere il posto di lavoro o affrontare dislivelli importanti lungo il percorso, la bicicletta a pedalata assistita può rappresentare una vera alleata per affrontare al meglio le giornate.

Poter contare sull’ausilio alla pedalata consente di presentarci sempre in “ordine” e senza alcun segno di affaticamento.

Possiamo decidere di indossare senza timore un abito più elegante o coprirci  meglio contro freddo e pioggia.

La possibilità di portare con noi peso aggiuntivo, senza dover necessariamente fare attenzione al grammo in eccesso, può consentirci di trasportare un indumento in più per un cambio, di portare antifurti e catene più resistenti ai furti, piaga questa che quale che sia la bici in uso, penalizza di molto la diffusione della bicicletta nelle nostre città.

Città che possiamo percorrere con facilità, sfruttando piste ciclabili e regalandoci passaggi nei parchi cittadini e nelle zone pedonali lontani dal traffico dove, se non diversamente segnalato, “il velocipede” e quindi anche la bici a pedalata assistita a cui è assimilata è autorizzata a circolare ai sensi del comma 1 n.2 dell’Art.3 del Codice della Strada che definisce la Zona Pedonale come:zona interdetta alla circolazione dei veicolisalvo quelli in servizio di emergenza, i velocipedi e i veicoli al servizio di persone con limitate o impedite capacità motorie”….

Il comma 4 dell’Art. 182 del Codice della Strada stabilisce inoltre che:

I ciclisti devono condurre il veicolo a mano quando, per le condizioni della circolazione, siano di intralcio o di pericolo per i pedoni. In tal caso sono assimilati ai pedoni e devono usare la comune diligenza e la comune prudenza”.

La circolazione è inoltre libera come per le bici su strade comunali, provinciali e statali.

Sono ovviamente escluse autostrade, strade a scorrimento veloci, tangenziali e superstrade.

La bici a pedalata assistita può rappresentare l’alternativa allo scooter ma anche all’automobile.

L’investimento per l’acquisto non è marginale ma potrà essere neutralizzato dalla vendita dell’eventuale scooter e ammortizzato nel tempo con il risparmio derivante dall’azzeramento delle spese di bollo, assicurazione, passaggio di proprietà, revisione, manutenzione meccanica. L’elettronica ha 2 anni di garanzia a termini di legge ma l’affidabilità è totale.

Le batterie, da test effettuati, garantiscono il funzionamento per oltre 1000 ricariche conservando comunque l’80% della carica nominale il che rappresenta all’atto pratico circa 80.000 km di utilizzo in piena efficenza!

I costi di ricarica per una batteria ammontano a pochi centesimi di euro.

Una batteria alimentata a 36 Volt e con una capacità di 10Ah ha un consumo elettrico di 0,432 kWh. Secondo la tariffa standard di Enel di 0,09 euro/KWh la ricarica ammonta a soli 4 centesimi di euro. Nella peggiore delle condizioni, stabilendo un’autonomia pari a soli 60 km, per ogni ricarica il costo chilometrico è di 0,0007 euro/km. Unutilitaria alimentata a GPL, il cui costo al litro è di 0,60 centesimi di euro ha, da tabelle ACI aggiornate e pubblicate in G.U. a Luglio 2020 (Esempio riferito a Fiat Panda GPL costo chilometrico di 15000km/anno 0,3551 euro), un costo km di circa 0.35 centesimi al chilometro.

Questo significa che utilizzare una bici a pedalata assistita costa 500 volte di meno che guidare un’utilitaria alimentata a GPL (0.35 cent/0.0007cent = 500) .

Pur non essendo obbligatoria, sul fronte assicurativo sono molte le compagnie che oggi offrono una copertura RCA sui danni che possiamo causare in sella a una bici anche a pedalata assistita oppure sottoscrivere l’iscrizione a un’associazione di categoria che preveda la copertura rischi seppur offerta con un minimo di franchigia.

L’ e-Bike per l’uso cittadino oggi chiamate e-City sono l’alternativa smart al traffico congestionato delle città.

Sono mezzi rilassanti, adatti a tutti, che non richiedono una preparazione fisica e che consentono veloci e comodi trasferimenti.

Sono mezzi sostenibili dai consumi energetici irrisori che regalano ogni giorno, tra le tante, anche la libertà di poter decidere che, magari allungando il percorso, possiamo percorrere un tragitto più bello e più sicuro.

Marcello Perotta