lunedì, Maggio 4, 2026
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Dire di “no”

Un famoso carosello degli anni ‘70 (ora si chiamerebbe “spot”) parlava del “logorio della vita moderna…”. In effetti – a parte il consiglio dissennato di assumere una mistura di alcool e zucchero, con risibili tracce vegetali – coglieva nel segno. La vita moderna ci logora. Ci danneggia, a poco a poco, fino a quando non compaiono una serie di disturbi (allergie, intolleranze, etc.). Questi, altro non sono, che messaggi di allarme che il nostro secondo cervello (che si trova nell’intestino) rende manifesti. La soluzione consueta è quella farmacologica diretta più ai sintomi che non alla causa. La causa siamo noi.

Si parla, normalmente, di “stress”, termine che, segnalando una “tensione” viene letto in un duplice senso. In misura limitata stimola l’azione, per cui è un formidabile attivatore dell’organismo. Ma deve comparire (e scomparire) in un intervallo limitato, quello utile allo scopo. Quando, al contrario, lo stress appare una condizione permanente gli effetti negativi non sono più controbilanciati da quelli positivi.

Pare che lo stress sia un connotato ineliminabile e, quindi, occorre gestirne il surplus. Di seguito, alcuni suggerimenti reputati – dagli esperti in materia – forieri di riscontri lusinghieri.

  1. a) semplifica le tue giornate – Quando ti senti tirato di qui e di lì, una soluzione c’è. Seleziona unicamente le cose importanti e fai solo quelle. Tutte le altre sono o posticipate o cancellate del tutto. Funzionale a questa politica è di imparare a dire di no. Il “no” potrebbe essere puro e semplice; ma è molto difficile da gestire, perché totalmente impopolare. Meglio, allora, un “no” con qualche straccio di motivazione a corredo: “Purtroppo ho altre cose da fare” (anche se non è vero), oppure “Mi piacerebbe ma, in questo momento, non ho tempo” …; Insomma un “no” educato, al quale non si può dire di no.
  2. b) circondati di persone positive – La “negatività” è contagiosa. Sicché se hai a che fare (volontariamente, s’intende) con i c.d. “disfattisti”, sempre con il bicchiere mezzo vuoto o che, addirittura, neppure vedono il bicchiere, progressivamente cambia compagnia, a tutto vantaggio di persone allegre, sorridenti ed in grado di assumere gli eventi temperandone le asprezze;
  3. c) rifuggi i pensieri negativi – Si tratta di una situazione speculare alla precedente, laddove il problema siete voi. Pronti a reagire (male) per un nonnulla, con tutto l’Universo che – a vostro dire – trama contro. Se vi fermate a pensare per un attimo constaterete che basta una piccola modifica dei presupposti per generare un effetto a cascata verso il tempo migliore. Il mondo vi cade addosso? Cercate il modo per scansarvi…;
  4. d) ogni tanto disattivate allarmi e suonerie – Ogni tanto – o in certi momenti della giornata – togliete ogni sorta di “alert” che richiamino la vostra attenzione, generando stress. Gli altri – quelli che mandano post, mail, sms, etc. – forse non hanno di meglio da fare e “reclamano” la vostra attenzione. Chi ha detto che il motivo per cui vi disturbano valga davvero la pena?
  5. e) mangiate meglio – Frutta, verdura, tanta acqua e poca carne. Pochi zuccheri e pochi grassi. Una politica salutista in poche parole che sono meglio degli innumerevoli rimedi che credono di funzionare, a dispetto di come siete davvero. Se state meglio, il corpo guida lo spirito;
  6. f) divertitevi – Nel tempo libero fate attività che vi facciano trascorrere momenti sereni che non vedete l’ora che si ripetano. Una bella risata funziona meglio di mezz’ora di pilates.

Ed ora, chiaramente, il colpo di scena.

Coloro che corrono – senza esserne “malati” – con una sola attività sono in grado di racchiudere tutte quelle che vi ho brevemente rappresentato.

Per correre, occorre trovare il tempo (e, quindi, dire qualche “no”), mangiare sano (altrimenti neppure vi allacciate le scarpe), lasciare a casa ogni dispositivo elettronico (a parte l’orologino “tecnico”), accompagnarsi con persone amiche, etc.

Mr Farronato
Mr. Farronato Podista e scrittore. La corsa mi serve per superare i limiti dell’ordinario mentre, scrivendo, supero quelli dello straordinario. Potete trovarmi – sotto falso nome – nelle gare della nostra bella capitale e, soprattutto, alle maratone. La corsa è la soglia del crepuscolo che si affaccia su un mondo diverso.