Da soli o in compagnia? Il doppio volto della corsa

La corsa, si sa, è uno sport individuale. A differenza degli sport di squadra, dove il risultato finale dipende dalle prestazioni di tutti i componenti, nella corsa l’esito di una gara dipende unicamente dal singolo. Fatta eccezione per le staffette, nelle gare di corsa sei tu che devi metterci la forza, le gambe, il fiato, la testa e tutto il resto: dipende tutto e solo da te.

Pur essendo una disciplina individuale, però, la corsa è spesso uno sport molto sociale: non si corre quasi mai del tutto da soli, ma spesso in compagnia, e questo accade soprattutto in allenamento.

Ma quindi: si corre di più da soli o in gruppo? E soprattutto, potendo scegliere, è più bello correre in compagnia o in solitaria? La risposta a queste due domande è meno scontata di quanto si possa pensare.

Partiamo dalla prima questione. Non credo esista una statistica ufficiale sulle abitudini dei runner (se corrano per lo più da soli o in compagnia): potremmo chiederlo ai nostri lettori, ma la risposta sarebbe sicuramente molto variegata.

Per analizzare la cosa, conviene distinguere due tipologie di allenamento: quelli infrasettimanali e quelli del weekend.

Durante la settimana ognuno va a correre quando può, nei ritagli di tempo: prima o dopo il lavoro, o magari in pausa pranzo. Il tempo a disposizione è poco e spesso si corre sotto casa o vicino all’ufficio. Trovare qualcuno che abbia le nostre stesse abitudini, gli stessi orari e che si alleni nella nostra stessa zona non è affatto semplice. Aggiungiamoci poi che durante la settimana si fanno spesso lavori specifici (come le ripetute), quindi anche far coincidere le tabelle e i ritmi diventa un’impresa. Possiamo dire, di conseguenza, che dal lunedì al venerdì è più pratico e veloce uscire da soli, ed è probabile che la maggior parte dei runner faccia proprio così.

Il discorso cambia completamente nel fine settimana. Prendiamo una città come Roma: il sabato mattina o la domenica è facilissimo incontrare gruppi di runner che corrono per le strade del centro. C’è chi deve fare il “lungo” per la maratona, chi un “lunghetto” in vista di una mezza e chi, invece, corre solo per il piacere di tenersi in forma. Vanno quasi tutti in coppia o in gruppo, raramente da soli. Il motivo è semplice: chi deve preparare una gara importante quasi sempre la affronterà insieme a qualche amico per cui, anche se durante la settimana si è allenato da solo, nel weekend ci si organizza per macinare chilometri insieme. E lo stesso vale per chi non ha gare in programma: cosa c’è di meglio di una corsetta in centro in ottima compagnia, tra una chiacchiera e una foto? Possiamo quindi affermare che nel weekend la maggior parte dei runner preferisce correre in gruppo.

C’è anche chi corre da solo pure nel fine settimana, per carità! Infatti, capita di incrociarli spesso vicino casa: chi corre in solitaria la domenica mattina di solito lo fa perché ha poco tempo e non riesce a raggiungere gli amici nel punto di ritrovo.

E per quanto riguarda l’altra domanda: “Potendo scegliere, è più bello correre in compagnia o da soli?” Beh, la risposta definitiva la lasciamo a voi! Da parte mia, posso solo darvi la mia personalissima visione.

Quando si inizia a correre, spesso lo si fa da soli: è in solitaria che si assaporano i primi progressi e i primi traguardi. Una volta preso il via, però, è facile iniziare a condividere le uscite con qualcun altro e, quando ci si abitua alla compagnia, è difficile tornare indietro.

Certo, facendo di necessità virtù, ognuno di noi può e sa correre tranquillamente da solo. Ogni tanto è persino utile: serve come esercizio mentale e aiuta a capire davvero quali siano le proprie condizioni fisiche, senza lasciarsi trascinare o condizionare dal compagno di turno.

Ma al di là di questo, chi trova un compagno (o un gruppo) con cui condividere passo e allenamenti… trova un tesoro. Perché, anche se a volte ce lo dimentichiamo, la corsa è fatica: e la fatica, se condivisa, diventa molto più leggera e piacevole.