Cosa dicono sullo sport i programmi elettorali dei partiti

Il futuro dello sport in Italia sarà deciso in parte anche dai programmi elettorali dei principali partiti in lizza alle elezioni politiche del 25 settembre prossimo.

Dopo i trionfi agi Europei di nuoto di Roma, le medaglie ai Campionati di Monaco 2022 e ancor prima alle Olimpiadi del 2021 a Tokyo, abbiamo tutti sperato in un cambio di passo grazie a quell’effetto traino che i grandi campioni sanno creare, ma che di certo non basta o almeno i risultati non arrivano dall’oggi al domani.

I problemi sono legati in parte alle infrastrutture e in parte a una cultura dello sport che spesso non va oltre il calcio e la tv.

La politica deve agire anche in questa direzione, smuovendo risorse e impegnando progetti a medio lungo termine che facciano diventare lo sport il volano per una comunità attiva fisicamente fin dalle scuole primarie.

Per capire su quali basi partirà il prossimo governo, abbiamo analizzato i contenuti dei programmi degli 8, tra partiti e coalizioni, che si contendono il voto del paese.

Lì dove alcuni hanno degli elementi in comune, altri non hanno nemmeno preso in considerazione la politica dello sport nel proprio progetto politico presentato al paese.

Nel programma del “Movimento 5 Stelle” – non c’è traccia dello sport. Qui potete leggerlo nella versione integrale.

 

“Possibile” è un partito politico di centro-sinistra e sinistra, fondato a Roma il 21 giugno 2015, il cui ispiratore e fondatore è Giuseppe Civati. Sostiene fortemente la laicità dello Stato, nuove leggi per i diritti civili e diritti sociali, il conseguimento di una società più egualitaria e la realizzazione di politiche ambientaliste. Il simbolo di Possibile (=) è un riferimento all’uguaglianza riguardante l’economia, il conflitto d’interessi, diritti dei lavoratori, la separazione dei poteri, l’anti-sessismo, i diritti LGBT, l’immigrazione e la concorrenza leale e regolamentata. Purtroppo anche per questa rappresentanza non c’è traccia dello sport. Il link del programma 2022.

 

Per il “Centrodestra”, rappresentato dai tre leader di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega, il programma 2022 vede nella parte relativa a Sport e Giovani un potenziamento degli strumenti di finanziamento per esperienze formative e lavorative all’estero per giovani diplomati e laureati, finalizzate al reimpiego sul territorio nazionale delle competenze acquisite. Supporto e valorizzazione degli enti del Terzo settore e delle associazioni sportive dilettantistiche nell’ottica del principio di sussidiarietà. Reintroduzione e rafforzamento del sistema del prestito d’onore per studenti universitari. Introduzione di borse di studio universitarie per meriti sportivi.

 

“+Europa” con Emma Bonino è un partito politico di orientamento europeista e liberale nato dalla fusione fra i Radicali Italiani e il movimento Forza Europa, c’è una parte relativa a benessere animale ma dello sport non c’è traccia nel programma che hanno presentato.

 

“Verdi-Sinistra italiana” è un partito fondato il 10 luglio 2021 dall’unione fra Federazione dei Verdi ed esponenti dell’associazionismo ambientalista. Dal luglio 2022 è alleato con Sinistra Italiana nella lista elettorale “Alleanza Verdi e Sinistra” di ispirazione ecosocialista. Promozione dello sport adattato e l’accesso alla pratica sportiva delle persone con disabilità di tutte le età, prima di tutto attraverso l’adeguamento dell’impiantistica, sono gli unici riferimenti in materia sportiva nel oro programma.

 

“Partito democratico” nel programma ha dato ampio spazio allo sport riconoscendogli il valore d’investimento sociale e sulla salute.

Sport e cultura del movimento sono beni essenziali per il Paese, per il loro valore economico (2% del PIL e risparmio generato al Servizio Sanitario Nazionale) e per il valore educativo, d’inclusione e socialità.

Vorranno istituire un diritto allo sport in Costituzione e un Ministero dello Sport che definisca politiche pubbliche per la promozione della cultura del movimento. Migliorare la riforma del lavoro sportivo, nel rispetto della sostenibilità e della tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori, stimolando percorsi orientati a favorire un miglior equilibrio di genere nella governance del mondo dello sport.

Considerare l’attività motoria come un farmaco, prescrivibile dal medico di base e detraibile dalla dichiarazione dei redditi, e proporre voucher spendibili in attività sportiva per famiglie con Isee medio e basso e numerose. Aumentare la proposta di sport nella scuola dell’infanzia e primaria con personale aggiuntivo specializzato, nella scuola media inferiore con proposta sportiva nel tempo prolungato, far ripartire i “Giochi della Gioventù”, favorire l’utilizzo delle palestre scolastiche in orario
extra-curricolare o quando le scuole sono chiuse e sostenere lo sport universitario con progetti dual career.

Sburocratizzare interventi sulle infrastrutture sportive dalle grandi alle piccole in linea con la nuova politica del risparmio energetico. Attrarre investimenti sullo sport con agevolazioni fiscali. Ripensare il paesaggio creando “palestre a cielo aperto“, promuovere una mobilità sostenibile con particolare attenzione alla sicurezza dei ciclisti, istituire fondi per abbattere barriere architettoniche e sensoriali in scuole e impianti sportivi.

 

La lista unica formata da “Azione e Italia Viva” correrà in solitaria alle prossime elezioni politiche. Secondo la coalizione lo sport in Italia ha una triplice importanza: i) l’associativismo ii) correlazione tra l’attività fisica e la spesa sanitaria; iii) il suo valore, 78,8 miliardi di euro, pari al 3% del PIL. Rivedere il regime fiscale attraverso la detraibilità delle spese sostenute per l’iscrizione a palestre/corsi/impianti sportivi. Introdurre i «voucher» sportivi per le ASD detraibili dalle tasse per gli sponsor e aumentare la defiscalizzazione delle sponsorizzazioni.

È altresì fondamentale rivedere la soglia di reddito, attualmente pari a 5.000 euro, superata la quale, a partire da gennaio, i collaboratori e le associazioni sportive dovranno pagare i contributi pensionistici.

Tale soglia deve essere rimodulata considerando che: attualmente il versamento dei contributi non è previsto e la sua introduzione comporterebbe una complessità rilevante per le associazioni sportive; la maggior parte dei collaboratori sportivi svolge questa professione come un secondo lavoro ed ha introiti molto ridotti. Partenariato Pubblico Privato per la realizzazione e gestione di nuovi impianti sportivi.

Perseguire l’inclusione attraverso lo sport, aumentare e/o incentivare la costruzione di palestre per l’attività sportiva, se necessario integrando le risorse previste dal PNRR per l’impiantistica sportiva; assumere laureati in scienze motorie per l’insegnamento; completare la riforma del lavoro sportivo.

 

“Unione popolare” ha come portavoce l’ex sindaco di Napoli Luigi di Magistris – e non c’è traccia dello sport.

Cosa vorremmo dal prossimo governo? non è una domanda facile a cui rispondere, la nostra visione dello sport parte dal basso, ed è da lì che vorremmo vedere i primi risultati.

Un progetto di inclusione e rispetto delle regole che sono insiti nello sport farebbe bene alla società, educando a vivere e a modellare il nostro ambiente. Lo abbiamo imparato faticando, correndo e sudando tra le vie delle nostre città e solo così che saremo allo stesso livello dei paesi più virtuosi.

 

Marco Raffaelli
Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso