Ciao Nonna vado a piedi fino a Palermo

Avanti, guardo avanti ho in testa il mio obbiettivo finalmente questo giorno è arrivato. Nonna Stella nel frattempo si è già raccomandata:

“…ma te ne rendi conto Peppe ti viene un infarto, stai attento a nonna è troppo lontano sono più di 100 km da Trapani.. Comunque fai come vuoi tu però stai attento”…

Sono pronto, c’è il sole, ho tutto quello che mi serve, camminerò.

Il cammino come moto perpetuo, guardo la luce davanti, scandisco il tempo contando i miei passi 18:31, partenza!

Resto in piedi, 16° km scende la notte ho ancora 84 km di fronte, alcuni amici al mio fianco ed un viaggio, il mio..

Inizia così il viaggio di un ragazzo di Trapani, Giuseppe Bica che ha camminato per un giorno e una notte di fila, partendo da Torre di Ligny a Trapani per arrivare al Teatro Massimo di Palermo, percorrendo 100 km su un percorso misto asfalto e sterrato assai impegnativo, con un guadagno di quota complessivo di oltre 1700 mt.

Ha viaggiato con uno zaino sulle spalle con equipaggiamento tecnico per le riprendere l’impresa 2 go-pro e due power bank e con tutto il necessario per alimentarsi compresi 15 litri di acqua.. un po’ carico, ma in totale autosufficienza e per buona parte della notte in compagnia di zio Antonino..

Trentatré anni, trapanese con la passione per lo sport e per la grafica, Responsabile Marketing & Comunicazione , Giuseppe Bica, di sport ne pratica parecchio tra cui anche la corsa amatoriale e di sfide se ne pone tante sia nel lavoro che nella vita.

“Ho la passione per i viaggi e uno dei miei obiettivi a lungo termine è quello di toccare ognuno dei 5 continenti, mi manca solo l’Asia!. Ho nuotato con i delfini selvatici in Australia, dove la mia passione per il vino mi ha portato a provare la vita del contadino per un weekend durante la vendemmia. A Detroit ho tenuto lezioni di dialetto siciliano e ho persino celebrato un matrimonio. A Marrakech ho insegnato a cucinare la pasta al forno secondo la ricetta di mia nonna ad uno chef marocchino. A Malta, dove ho vissuto per quasi due anni, di avventure e disavventure ne ho vissute tante da scriverne un capitolo. Uno dei miei sogni è proprio quello di pubblicare un libro sulle mie passioni e le mie esperienze. Un altro ancora è quello di diventare un IronMan, e quei 180 chilometri di asfalto lì farò ovviamente in sella ad una Carrera!”

100km in meno di 24h:

Partenza  da Torre di Ligny, a Trapani. Una torre di avvistamento saracena posizionata su un lembo di terra che divide il Mediterraneo dal Tirreno. Attraversando le vie del centro storico  per la Via Fardella, la via principale che taglia la città e che accarezza il territorio di Erice collegando Trapani con il resto dei comuni limitrofi.

Direzione Crocci che con Napola, Dattilo, Chiesa Nuova e Fulgatore ha una cosa in comune: un solo bar, centro nevralgico del paesino, bar specializzati nella produzione di cannoli di ricotta giganti. E questi paesini con i loro bar sono sempre in lotta per la supremazia per il cannolo più buono. Dopo Crocci, a circa 17 km e 3 ore di cammino si arriva a Crocevie. Ripartito con la compagnia di zio Nino ha attraversato Buseto Palizzolo per arrivare a Castellammare del Golfo e riprendere quindi la via costiera, niente più entroterra specializzato in cannoli!

La Sicilia è un’isola meravigliosa è l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra… chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita.

“Erano circa le 3:00 ma diversi bar erano ancora aperti. Unico caffè goduto lì.. ho ricaricato 2 lt d’acqua e sono ripartito in direzione Alcamo Marina e Balestrate, dove Zio Nino aveva lasciato un’auto, fissando lì la sua meta. È qui che sono rimasto da solo, ripartendo e lasciandomi il mare alle spalle…direzione Partinico. Lì mi ha raggiunto il mio amico Tancredi che ogni tanto si faceva vedere per farmi qualche ripresa e poco dopo mi hanno raggiunto i miei genitori e la mia ragazza. Passavano con me qualche istante poi procedevano avanti e mi aspettavano qualche km più in là. Quello è stato il momento più difficile, dove sonno e stanchezza si sono accavallati. Ma procedevo, piano ma andavo. Io con la testa ero arrivato! Ho imboccato uno sterrato che da Partinico taglia verso Montelepre, salendo per Monte D’Oro per arrivare a Monreale e scendere poi verso Palermo.”

Arrivo al teatro Massimo di Palermo in 23:30 dove ad aspettarlo c’era una parte della sua famiglia e amici compresi…

…Nel frattempo nonna mi ha seguito da casa, ha preparato le frittelle e i suoi gnocchi speciali (ha una ricetta segreta secondo me) credo che non abbia dormito molto, ha aspettato che arrivassi a Palermo, ha detto che sono un pazzo ma che di avere un nipote così è fiera…

Giuseppe e sua nonna intenti a preparare la pasta fresca

“Sicilia terra di suli e di mari, terra di poeti e sugnaturi, terra di sapuri e di culuri. Sicilia terra di focu e di duluri,terra chi si bacia cu lu mari, terra  di emigranti chi la fami ni puttau via i figghioli n’ammurati. Sicilia chi lu suli fa du mari nu tappitu di brillanti, Sicilia chi lu passatu si culurau di lu sangu, Sicilia chi li canzuni parranu di sugnaturi, di scritturi e di conquistaturi. Sicilia chi li biddizzi toi aprunu a voglia di campari.

Sicilia ca mi resti n’to me cori, picchi a tia na canciria mai pi tuttu l’oru di lu munnu, Sicilia mia, terra mia scrivia pi tia sti paroli chi mi nescunu du cori, chi lu ventu li porti via a girarri pi lu munnu, picchi si sulu tu e ristiari pi sempri u profumu di gelsuminu chi quannu la so fragranza trasi n’ta lu nasu ti pigghia l’anima e ti ni fa innamurari pi sempri.”

A tutti i siciliani nel  ondo.

Grazie Giuseppe per questo meraviglioso viaggio in Sicilia

Dominga Scalisi