Cento chilometri dentro di noi

100 km del Passatore 2025

Sabato non correrete soltanto una gara. Correrete dentro una promessa fatta a voi stessi.

La 100 km del Passatore non è una distanza: è un’idea ostinata. È quella forma di abnegazione che solo chi prepara un’ultra riesce davvero a comprendere.

Mesi di allenamenti, sveglie prima dell’alba, lunghi interminabili, chilometri accumulati quando il resto del mondo faceva altro.

E no, non sarà mai un periodo qualsiasi della vostra vita. Perché la prima volta resta dentro.
Come la prima maratona, forse anche di più.

Avete provato a spiegarlo a chi vi sta accanto? Che sabato partirete da Firenze e arriverete a Faenza attraversando cento chilometri di notte, salite, silenzi e pensieri.

Che è come correre da Roma ad Avezzano. Che per farlo servono gambe, certo. Ma soprattutto testa.

Eppure non è facile farsi capire. Chi non corre ascolta, annuisce, prova a immaginare. Ma certe cose si comprendono solo quando ci si mette in viaggio davvero.

E allora voi restate lì, con quella convinzione silenziosa: prima arriverà la mente, poi il corpo.

E ricordatevelo quando farà buio, quando il Passo della Colla sembrerà infinito, quando vi chiederete chi ve l’abbia fatto fare.

Non sarete soli.

Ci saranno altre 3500 persone accanto a voi, ognuna con la propria storia, le proprie paure, il proprio motivo per essere lì.
Tutti diretti verso lo stesso traguardo.
Tutti convinti che questo non sarà solo una gara.

Sarà un viaggio da ricordare per sempre.

Marco Raffaelli
Appassionato dello sport e di tutte le storie ad esso legate. Maratoneta ormai in pensione continua a correre nuotare pedalare parlare e scrivere spesso il tutto in ordine sparso