Il successo della VI Neapolis Marathon “dei grandi” non ha fatto parlare abbastanza della Young Run, la “gara dei piccoli” al suo debutto nella mattinata di sabato 17 ottobre.
Un esperimento realizzato con la collaborazione di Martina Amodio – che insegna l’atletica a bambini e ragazzi sulla pista del Maradona – che il sabato mattina ha riempito l’atmosfera del pre gara con l’entusiasmo di decine di bimbi.
Mentre per noi “grandi” il giorno prima è un conto alla rovescia in cui l’attesa si intreccia con aspettative, riti scaramantici e timori di non farcela, i “piccoli” hanno tanto da insegnarci. Nei loro sguardi ci sono emozioni pure, una beata ignoranza di personal best e passi al chilometro, l’adrenalina fine a se stessa per il solo fatto di essere lì, dentro un’esperienza per loro inedita, magari da condividere con un fratellino o un amichetto.
Qualcuno mette il cappellino Neapolis appena ricevuto in regalo, tutti sfoggiano con orgoglio il pettorale – come quello “dei grandi”! – appuntato sulla maglietta, mentre attraversano la piazza in fila. Accompagnati dai ragazzi dell’organizzazione, si allineano sulla linea di partenza: quel tappeto che sembra ancora più azzurro sotto il sole che ha deciso di baciare Napoli per tutto il weekend, quei 100 metri che domani saranno lacrime di gioia per migliaia di runners.
E poi eccoli lì, in gruppi che partono in sequenza, correre e sorridere incitati da mamme e papà rigorosamente impegnati a immortalare il momento, passare sotto la scritta Finish e ricevere una medaglia tutta per loro.
Loro non lo sanno, ma hanno appena fatto qualcosa di grandissimo: si sono messi in gioco, hanno provato sulla loro pelle cosa significa conquistare qualcosa con la sola forza delle loro gambe e della loro energia, hanno vinto la paura del nuovo, hanno raccolto una sfida.
Ce ne vorrebbero tante, di iniziative così. Sarebbe bello se ogni gara avesse la sua Young Run.
Perché, mai come oggi, è la Passione che salva.
Da genitori, dobbiamo lavorare perché i nostri figli riescano ad appassionarsi a qualcosa, riescano a trovare qualcosa che li gratifichi, impegnando in modo sano il novanta per cento del loro tempo e lasciando spazio residuale al tempo perso, sprecato.
Lo sport può diventare la Passione: la salvezza dall’apatia mortale degli schermi, lo strumento che può rendere i nostri figli più forti delle tentazioni, degli esempi negativi, delle difficoltà che inevitabilmente incontreranno lungo il percorso.
Sarebbe bello se ogni gara avesse la sua Young Run, se ci fossero più opportunità concrete per chi oggi è bambino o adolescente. Perché gli insegnamenti che restano non sono quelli che vengono raccontati, ma quelli che vivi con le tue gambe e il tuo sudore.



