Diciamoci la verità: molti hanno cominciato a correre per ritrovare la forma perduta. Poi, sono passati ad altre soddisfazioni, lasciando perdere un estenuante controllo della bilancia. Ma il tema resta sul tavolo (imbandito) ed è una costante, soprattutto per i podisti novizi.
Correre fa dimagrire?
Diciamo che è un interessante effetto collaterale dell’aver deciso di movimentare un poco la nostra esistenza.
Se, infatti, la “molla” è solo la perdita di peso, si va incontro a una inevitabile sconfitta.
Del resto, appena comincia la bella stagione, non si fatica a scorgere frotte di volenterosi che, in tenute improbabili, si ammazzano per perdere peso, con la “prova costume” di lì a breve. L’errore non è nel mezzo (la corsa) ma nella focalizzazione dell’obiettivo. Se è quello di perdere peso è più semplice digiunare e, se si sopravvive, la silhouette ne avrà beneficiato, a danno di tutto il resto dell’organismo. Se, al contrario, si vuole solo stare meglio, la corsa diventa un mezzo che, con pazienza, fa raggiungere sicuramente l’obiettivo e, strada facendo, si perderà anche un poco di quella zavorra che ci portiamo dietro.
Come si fa? La soluzione più efficace è quella di allenarsi a correre, iscritti ad una squadra podistica. Questo suggerimento è fondamentale. Se non si assume un “impegno” da dover onorare, l’entusiasmo scema presto. Invece, verificate le condizioni della struttura (a questo serve il medico sportivo), si corre durante la settimana (quando e dove si può), tenendo in debito conto che la domenica si gareggia. Senza le gare, lo stimolo a correre attecchisce per morire come una pianta lasciata senz’acqua.
È bene ricordare che si tratta di corsa, non di jogging. La corsa è uno sport, non un mero svago. Questa affermazione va presa cum grano salis, per due ragioni. La prima è costituita dagli “integralisti” presenti anche sul nostro sito (guai a dirgli che uno sport ti sembra meno sport di un altro…). La seconda ragione è che entrambi gli “inventori” (tanto della maratona che dello jogging) ci hanno lasciato le penne, senza però poter stabilire una graduatoria tra le due attività.
Le gare sono importanti non tanto per il risultato (che è del tutto secondario) ma perché ‘costringono’ durante tutto l’anno a mantenersi “attivi”. Questo modifica il metabolismo e la capacità di rapportarsi con gli elementi naturali. Si corre con ogni tempo ed in ogni condizione, senza esagerare. Per correre bene occorre alimentarsi bene. Scoprite così che se a pranzo mangiate una bella bistecca, come già mi pare di avervi fatto notare, per digerirla vi occorrono circa 5 ore, durante le quali correreste con l’energia (e le risultanze) di un invertebrato.
Di conseguenza, l’equazione è presto scritta. Ci si allena per correre le gare. Si mangia compatibilmente con le esigenze podistiche. Conclusione: si sta meglio e, contemporaneamente, si perde anche peso. La ricetta è tutta qui. Facile e, al contempo, impraticabile qualora si vogliano prendere scorciatoie. Se gli economisti sono soliti dire che “Nessun pranzo è gratis”, il podista dirà “Nessuna perdita di peso è gratis”. C’è sempre un prezzo da pagare, in un modo o nell’altro. Ma, questo, lo sapete già.
Anche quella per le feste di Carnevale è una prova costume.



