Qual è la distanza preferita di un runner? 10, 21, 42 o una Ultra?

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Prima di provare a rispondere a questa complicatissima domanda, facciamo un passo indietro e capiamo come ci siamo avvicinati a queste distanze.

All’inizio della nostra “carriera”, ogni singolo metro guadagnato è una grande conquista. Andiamo avanti un passo alla volta, finché non raggiungiamo il traguardo che ci separa da gran parte del resto del mondo: i 10 km.

Sì, perché diciamocelo: non sono poi molte le persone sul pianeta capaci di correre 10 km di fila!

Le gare su strada partono quasi tutte da qui. Così, non appena abbiamo quella distanza nelle gambe, ci iscriviamo alla nostra prima gara. La 10 km è la gara d’esordio per quasi tutti noi: non importa dove si corre, l’importante è vedere il nostro nome in classifica. Seguiranno tantissime altre competizioni, ma a quella gara rimarremo affezionati per sempre, e puntualmente torneremo a correrla quasi ogni anno.

Continuando a macinare chilometri, nel giro di pochi mesi raggiungiamo un altro grande traguardo: la mezza maratona.

Di solito, se non si commettono “eccessi di foga”, la prima mezza scorre via abbastanza tranquilla. Il motivo? Si parte molto più cauti rispetto a una 10 km! Proprio questo atteggiamento guardingo ci permette di gestire meglio le energie, acquisire consapevolezza e chiudere con un bel sorriso stampato in faccia.

La 21 km è un po’ la gara della maturità: quella che ci fa sentire runner a tutti gli effetti.

Manca però l’ultimo step: la maratona.

Senza spendere i dovuti fiumi di parole, diciamo solo una cosa: la maratona stravolge tutto quello che avevamo imparato fino a quel momento. La corsa finisce alla mezza, dopo comincia un altro sport. Iniziamo a toccare distanze che fino a qualche anno prima pensavamo di percorrere solo in macchina: sono i primi “lunghi” che ci avvicinano ai fatidici 42 km e 195 metri. Qui il cronometro passa in secondo piano: conta solo arrivare. L’emozione della prima maratona cancella con un colpo di spugna tutto ciò che abbiamo fatto prima.

E poi? Una volta diventati maratoneti il cerchio si chiude, ma inizia subito un’altra fase. Qualcuno alza ulteriormente l’asticella e prova le Ultra; qualcuno abbandona l’asfalto per lo sterrato e si dà al Trail; altri semplicemente si dividono tra le tre distanze canoniche (con qualche gara intermedia ogni tanto).

E quindi, esiste una distanza preferita?

Personalmente ho una naturale predisposizione per la mezza maratona, la distanza in cui riesco a esprimermi meglio (e penso che ognuno di voi abbia la propria). Tuttavia, credo che una vera preferenza non esista. Se ci fosse, faremmo sempre e solo quel tipo di gara ignorando le altre.

E invece cosa succede? In una stagione tipo (da settembre a maggio), il runner medio corre almeno 2 maratone, 4 o 5 mezze e innumerevoli 10 km. Sottolineo almeno, perché spesso si esagera pure!

Chi è agli inizi insegue costantemente il Personal Best, mentre con il passare degli anni i PB diventano eventi più unici che rari. A tal proposito, va detto che 10, 21 e 42 km presuppongono allenamenti completamente diversi tra loro… ma il runner amatoriale non lo sa (o finge di non saperlo!) e le corre tutte e tre, tanto mica deve vincerle.

È proprio questo “mischione” di gare a dimostrare che una distanza preferita non c’è. Dipende dalla domenica, dal periodo, da quanto ci si vuole allenare e da quanta voglia si ha di soffrire:

  • La 10 km: è la gara “last minute”. Ti svegli la domenica mattina e la vai correre, anche per stare in compagnia dei tuoi compagni di squadra. Attenzione però: è anche una gara onesta e sincera che ti dice come stai. Se la fai bene, vuol dire che sei in forma e ti stai allenando bene. Se la fai male, vuole dire che c’è qualcosa che non va.
  • La Mezza Maratona: popolarissima ovunque, si corre anche in tanti paesi o piccole città dove non c’è una maratona, e infatti è la scusa perfetta per una gita fuori porta. Richiede un minimo di preparazione, ma non come la maratona e ti mette decisamente con la coscienza a posto di fronte a un bel pranzo post-gara.
  • La Maratona: è la Regina. Quella di cui ti vanti con gli amici e che spesso si trasforma in un weekend di viaggio per visitare una nuova città. Ovviamente richiede mesi di preparazione e rispetto.
  • Le Ultra: un’altra dimensione. Un viaggio interiore dove è normale anche camminare e dove il tempo divento un concetto del tutto relativo.

Se ci pensiamo, è proprio questa enorme varietà a non farci mai stancare della corsa. Cimentarsi ogni volta su una distanza diversa è il modo migliore per vivere questo sport con stimoli sempre nuovi e, soprattutto, senza mai smettere di divertirsi!

-Raffaele Capasso